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La vita interiore di F. Pollien introduzione IV

LA VITA INTERIORE

semplificata e ricondotta al suo fondamento

Dom François Pollien

copertina libro

IV

CONSIGLI AL LETTORE

  1. Struttura del libro. – 16. Concatenamento delle idee. – 17. Approfondire l’idea fondamentale. – 18. Escludere l’idea di metodo.
  1. Struttura del libro. – Le questioni saranno trat­tate solo nelle loro grandi linee; non ci si preoccuperà che dei princìpi, senza discendere ai particolari e alle applicazioni, il che andrebbe all’infinito e non corrispon­derebbe al fine che ci siamo proposto. Qui si troverà solo, per così dire, il canovaccio, lo scheletro, la strut­tura della pietà. Che cosa sarebbe un ricamo senza ca­novaccio, un corpo senza scheletro, un edificio senza struttura? Purtroppo, la pietà è così ai giorni nostri. Bisogna ritornare al canovaccio, allo scheletro, alla strut­tura. Indicheremo, perciò, soltanto le linee maestre e il loro coordinamento.Nella prima Parte, non si tratterà in particolare di nessuna abitudine, o virtù o disposizione che costituisce la vita interiore; nessuna considerazione dettagliata de­gli atti o delle virtù. L’unica considerazione sarà sulla disposizione unica, nella quale si riassumono tutte le disposizioni e, per conseguenza, anche la vita interiore.Parimenti, nella seconda Parte, non si studieranno in particolare i comandamenti e le operazioni di Dio, ma il pensiero si concentrerà sulla volontà divina, regola prima e unica sorgente dei comandamenti e delle ope­razioni. Infine, la terza Parte non detterà alcuna regola né pratica speciale per gli esercizi spirituali, ma si occuperà esclusivamente delle condizioni della loro unità vivente. Per chi ben riflette, tutto sembrerà incompleto; tro­verà ovunque degli addentellati; una grande idea è ap­pena abbozzata che si passa subito ad un’altra. Questo è fatto appositamente per dar luogo alla riflessione per­sonale.
  1. Concatenamento delle idee. – Le idee e i prin­cìpi sono collegati in modo tale che il lettore non può essere pienamente soddisfatto senza percorrere il libro seriamente, nel suo ordine e per intero. Può darsi che qualche difficoltà si presenti talvolta alla mente, ma con un po’ di pazienza si dissiperà, nel corso della lettura, a colui che segue ordinatamente e sistematicamente e lascia che le molteplici questioni sollevatesi si sciolgano a tempo e luogo.Non è un libro questo, in cui si possa a piacimento prendere un brano e trasportarlo; qui tutto si richia­ma, si concatena, si completa. Se distruggete il conca­tenamento, perdete il meglio del lavoro, non lo com­prenderete più, perché gli sbarrate la via. Ora, quest’o­pera tratta della vita e vorrebbe essere un libro vitale. Per questo esige di non essere frammezzata. E perché recidere un membro e metterlo al posto di un altro? Chi lo facesse, dovrebbe poi subire le conseguenze del suo inconsulto esperimento. In un tutto organico, le parti non hanno il loro valore vitale che al proprio po­sto; nessuna è completa da se stessa, nessuna ha il senso pieno in se stessa; tutte si completano e si spiegano a vicenda per la loro unione. Fate, dunque, uno studio fisiologico e non una sezione anatomica.
  1. Approfondire l’idea fondamentale. – Un richia­mo che ha la sua importanza. L’idea fondamentale po­trà sembrare, a prima vista, abbastanza nota per permet­terci di accennarla appena. Prego però il lettore di pon­derarla bene e di approfondirla alquanto, perché è pro­prio da essa che la ragione trarrà conclusioni logiche, di un’esattezza rigorosa e di una portata pratica tali, che non si sarebbero supposte da principio. E’ come un cofa­netto di modeste apparenze esterne, ma contenente dei tesori; finché non si apre, se ne ignora il contenuto ed è come se non si possedesse nulla. Orbene, per aprirlo, bisogna trovare il segreto. Cercate il segreto, e riflettete. E se, nell’interno del mio cofanetto, trovate qualche perla preziosa, abbiate la bontà di pregare l’Autore di ogni dono perfetto, il Padre dei lumi (cf. Gc 1, 17), a non lasciare in troppo grande squallore la povera ani­ma di colui, che, dopo aver dette queste cose a se stesso, osa farvene parte.
  1. Escludere l’idea di metodo. – Aggiungo un’ulti­ma parola. Qualcuno, nel leggere le prime pagine, cre­derà di trovare un nuovo metodo di pietà. Nulla è così lontano da ciò. In queste considerazioni il lettore non deve vedere che dei princìpi e allontanarsi da ciò che potrebbe sembrargli metodo. Solo i principi costituiscono il fondamento; il me­todo è sempre accessorio. Chi conservasse, del presente libro, il minimo concetto di metodo, non avrebbe scorto il fondo dell’idea ispiratrice e direttiva di tale lavoro.La quotidiana esperienza dimostra a quante illusioni può dar luogo la smania di cercare dei metodi dove non vi sono che principi. Le anime superficiali non cercano che metodi. Le prego di non aprire questo libro poiché non è fatto per loro; non lo comprenderebbero. Le ani­me profonde e di sincera pietà si nutrono di princìpi; questo libro potrà far loro del bene e sarà da esse com­preso; comunque, è stato scritto per esse.

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