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Sulla Confessione nelle certose

Sulla Confessione nelle certose

monje-rezando

L’argomento che voglio trattare oggi riguarda il sacramento della Confessione, e più precisamente come esso viene regolamentato nelle certose. L’esigenza di trattare questo tema si è reso necessario a seguito della  richiesta effettuatami da diversi amici lettori di Cartusialover. Pertanto mi appresto a chiarirvi quanto segue, ovvero che viene lasciata la massima libertà ai monaci sull’argomento, difatti, gli stessi Statuti non prevedono obblighi particolari. Così come non vi sono indicazioni predeterminate sul luogo ove debba svolgersi questo sacramento, di solito è il confessore che sceglie tra la propria cella o la propria cappella e lo comunica al penitente. Quest’ultimo potrà scegliere tra i sacerdoti della certosa, ritenuti più idonei, che detengono la facoltà di confessare. Nelle certose femminile vi sono uno o due padri certosini che assicurano, secondo il rito certosino, le funzioni sacerdotali, ovvero la  celebrazione dell’Eucaristia ed il ministero della Confessione.

Spero di aver risposto in maniera esaustiva alle domande più frequenti che mi avete posto su questo tema, ma voglio a tal proposito offrirvi qualcosa di più esauriente. Uno stralcio di testi formativi in uso in certosa per i novizi che si apprestano a vivere questa esperienza di vita religiosa.

CONFESSIONE

Nel sacramento della penitenza, Dio nostro Padre ci mostra la sua misericordia; per mezzo del mistero pasquale del suo Figlio, egli ci riconcilia nello Spirito, con sé, con la Chiesa e con noi stessi. Esortiamo pertanto tutti ad accostarsi di frequente a tale sacramento, mediante il quale la conversione del cuore, vale a dire lo scopo proprio del monaco, s’inserisce nel mistero della morte e della risurrezione di Cristo. (Statuti 62.1)

(lPt 1,17-23 Sal 50,4.9 Eb 4,14-1)6Cristo è la nostra santità; il suo mistero pasquale è la fonte di quest’amore vivo che purifica il nostro cuore e lo genera ad una vita d’amore e di verità. Avviciniamoci con fiducia a Cristo presente nel sacramento del perdono. Scrutiamo sempre più le profondità del nostro cuore, la radice intima di tutto ciò che in noi è peccato, rifiuto d’amore. Immergiamoci nel sangue del suo sacrificio.

La vera purezza di cuore noi non potremo mai ottenerla con uno sforzo ascetico, perché sarebbe ‘nostro’. Essa non può essere che dono di Cristo, frutto del suo sacrificio e del suo Spirito. Paradossalmente, il solitario, sottratto a tante occasioni di peccato, acquista una conoscenza più acuta di quel fondo di peccato che impregna il suo cuore e, di conseguenza, tutti i suoi atti. La compunzione degli antichi monaci, l’incessante ripetizione della preghiera: Signore Gesù, Figlio di Dio, abbi pietà di me, peccatore, non era affatto una pia commedia, ma la nuda verità di ciò che essi sapevano di essere.

(Rm 8,31-39 Gal 6,14-15 Fil 3,4-14Ma) che gioia e che fiducia nascono da questa stessa povertà, a riguardo dell’immenso amore di Dio in Gesù Cristo! Com’è bene fondare la nostra speranza in lui solo! Infine, è la sola azione di grazie degna di Cristo: la nostra povertà e il nostro amore.

La frequenza della confessione dipende dalla grazia di ciascuno, il sacramento non è automatismo. Si tratta di qualità più che di quantità. Il suo effetto corrisponde alle nostre disposizioni soggettive. Deve essere un atto vero, posto con coscienza e lucidità. La frequenza conveniente varia secondo le persone. Ognuno sceglierà il ritmo che gli conviene con l’aiuto del padre spirituale.

Il postulante e il novizio possono scegliere liberamente il loro confessore tra i sacerdoti della casa che hanno la facoltà di confessare. Non conoscendo le persone, saranno segnalati loro i nomi di certi monaci più adatti a questo ministero, a titolo soltanto indicativo.

Non dimentichiamo la dimensione ecclesiale della confessione: la riconciliazione coi nostri fratelli. Le nostre mancanze hanno fatto torto a loro come alla Chiesa intera, al Cristo totale. Di quante miserie, di quanti mali nel mondo siamo responsabili a causa della nostra mancanza d’amore? Noi lo sapremo un giorno, ma ahimè troppo tardi!
Un grazie speciale a http://certosini.info per il testo.

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