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La vita interiore di F. Pollien Parte I

LA VITA INTERIORE

semplificata e ricondotta al suo fondamento

Dom François Pollien

copertina libro

CAPITOLO I

IL FINE DELLA CREAZIONE

  1. Dio ha creato tutto. – 27. Per se stesso. – 28. Egli è il principio e il termine. – 29. La gloria di Dio, bene essenziale degli esseri.

 

  1. Dio ha creato tutto. – Dio ha creato. Tutto è stato fatto per mezzo di lui e nulla è stato fatto senza di lui (cf. Gv 1, 3). Ha parlato e tutto è stato fatto; ha comandato e ogni cosa è stata creata (cf. Sal 148, 5). Egli dà a tutti la vita e il respiro e ogni cosa (cf. At 17, 25), poiché in lui viviamo, ci muoviamo ed esistiamo (cf. At 17, 28).

Questa verità, che la ragione mi dimostra, la fede m’insegna ad adorarla. Si, mio Dio, « tutto hai creato con la tua parola » (Sap 9, 1), e ciò è avvenuto perché così hai voluto. « Tuo è il giorno e tua è la notte, la luna e il sole tu li hai creati. Tu hai fissato i confini della terra » (Sal 73, 16). Tu hai fatto il cielo e la terra e tutto quello che si muove nell’immensa orbita dei cieli.

 

  1. Per se stesso. – Il Signore che ha creato il cielo, lo stesso Dio che ha formato la terra, che l’ha plasmata, non l’ha creata invano (cf. Is 45, 18). Poiché il Signore con la sapienza fondò la terra e con la prudenza stabili i cieli (cf. Pro 3, 19). Sì, o Signore, tutto hai fatto con saggezza (cf. Sal 103, 24) d’infinita potenza, per rag­giungere tutti i suoi fini di dolcezza infinita, per adat­tarvi tutte le cose; e hai disposto tutto con misura, cal­colo e peso (cf. Sap 11, 21).

Le creature, uscite dalla sua mano, hanno ricevuto da lui il loro fine e il loro ordine. Qual è questo fine? Qual è quest’ordine? Non altri che Dio stesso. Infatti, se Dio avesse creato per un altro fine, avrebbe riferito e subordinato il suo atto a questo fine, vi avrebbe allora assoggettato se medesimo essendo egli il suo stesso atto. Questo fine sarebbe allora al disopra di Dio, cioè Dio non sarebbe più Dio. Le creature non possono dunque esistere che per lui e per la sua gloria.

 

  1. Egli è il principio e il termine. – Ecco ciò che dice il Signore che ha creato i cieli e li ha estesi, che ha dato l’esistenza alla terra e alle cose da essa prodotte, che dà il respiro a quelli che l’abitano e la vita a quelli che vi si muovono… Io sono il Signore, questo è il mio nome; non cederò la mia gloria ad altri (cf. Is 42, 5-8). « Per riguardo a me, per riguardo a me lo faccio; come potrei lasciar profanare il mio nome? Non cederò ad altri la mia gloria. Ascoltami, Giacobbe, Israele che ho chiamato: Sono io, io solo, il primo e anche l’ultimo » (Is 48, 11-12). « Io sono l’Alfa e l’Omega, Colui che è, che era e che viene, l’Onnipotente! » (Ap 1, 8).

Tutto è stato fatto da Dio; tutto è stato fatto per lui. Nulla esiste senza di lui; nulla esiste se non per lui. Tutto viene da lui; tutto va a lui. Egli è l’unico principio e l’ultimo fine. Egli solo è il principio, egli solo è il fine. Egli è prima. Egli è dopo. E’ impossibile che esista qual­che cosa senza la sua potenza e che non esista per la sua gloria. La sua potenza è l’unica ragione di essere delle cose come principio; la sua gloria è la loro unica ragione d’essere come fine.

 

  1. La gloria di Dio, bene essenziale degli esseri. – Se la gloria di Dio è l’unica ragione di essere e l’unico fine delle cose, è anche l’unico loro bene, poiché non può darsi, per un essere, altro bene essenziale diverso dal suo unico fine. Che cos’è il bene? Dice san Tommaso: ciò a cui ogni essere aspira; ora, quest’aspirazione suppone un fine. E’ dunque chiaro che il bene importa l’idea del fine.

Il sommo bene, dice S. Agostino, si chiama fine, poi­ché per questo bene noi vogliamo tutte le altre cose e questo non lo vogliamo che per se stesso. I mezzi per raggiungere il fine sono beni soltanto nella misura in cui servono a conseguirlo. In essi non vi è di vero bene se non ciò che conduce al fine.

 

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