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La vita interiore di F. Pollien capitolo IX

LA VITA INTERIORE

semplificata e ricondotta al suo fondamento

Dom François Pollien

copertina libro

CAPITOLO IX

L’ORDINE ESSENZIALE DELLA CREAZIONE

70 Riassunto. – 71. Quaerite primum regnum Dei. – 72. La mia grandezza: tutto è mio. – 73. lo sono di Dio.

  1. Riassunto. – Ecco dunque l’ordine essenziale della creazione. Prima la gloria di Dio, bene primo, fine supremo, da ricercarsi per se stesso, prima di tutto e in tutto.

Secondo: la mia felicità nel cielo e quaggiù, bene finale anch’esso, ma secondario, subordinato ed unito al bene supremo; fine che debbo cercare in secondo luogo, in conformità alla gloria di Dio, in essa e per mezzo di essa.

Terzo: gli altri beni creati, con la loro duplice utilità, umana e divina, mezzi e strumenti di cui debbo usare innanzi tutto per la gloria di Dio e nella misura in cui sono capaci di procurarla.

Quarto: le soddisfazioni naturali, pura qualità strumentale, ma squisita delicatezza del Creatore, che ha voluto, per mezzo di esse, rendere agevole e rapido il mio viaggio attraverso le creature per giungere fino a lui.

 

  1. Quaerite primum regnum Dei. – Cercate dunque in primo luogo il regno di Dio e la sua giustizia e tutte le altre cose vi saranno date per aggiunta (cf. Mt 6, 33). Cosa vogliono dire il regno di Dio e la sua giustizia? Vogliono dire la gloria divina e la mia felicità in essa: scopo duplice ed unico, verso il quale la mia vita deve orientarsi e al quale deve consacrarsi. Sono obbligato a tendervi poiché nostro Signore mi comanda formalmente di cercarla prima di tutto. Egli non disgiunge il regno di Dio dalla sua giustizia, poiché la mia felicità è unita alla sua immensità.

Tutte le altre cose sono mezzi, il molteplice e il contingente, ciò che deve servire al fine. Onde, dice sant’Agostino, « il regno di Dio e la sua, giustizia sono il nostro bene, ciò che bisogna ambire, ciò che bisogna scegliere come nostro fine e per il quale bisogna fare tutto ciò che facciamo.

« La vita presente è lotta che prepara al regno ed è soggetta a delle necessità. Ora, per queste necessità, dice il Salvatore, tutto vi sarà dato come per aggiunta. Da parte vostra, cercate prima il regno di Dio e la sua giustizia. Dicendo per primo quello, voleva farci intendere che l’altro è da ricercarsi dopo, non per ordine di tempo, ma di dignità. Quello come bene, l’altro come necessità in vista di quel bene ».

 

  1. La mia grandezza: tutto è mio. – Ecco dunque le credenziali che attestano la mia nobiltà. Che importante possesso! Dice S. Paolo: « Tutto è vostro: Paolo, Apollo, Cefa, il mondo, la vita, la morte, il presente, il futuro: tutto è vostro. Ma voi siete di Cristo e Cristo è di Dio » (1Cor 3, 22-23). Signore, che cos’è l’uomo perché tu ti ricordi di lui? o il figlio dell’uomo, perché te ne curi? Lo hai fatto di poco inferiore agli angeli, lo hai coronato di gloria e di onore, gli hai dato potere sopra l’opera delle tue mani. Hai posto tutte le cose sotto i suoi piedi: le pecore e tutti i buoi, ed anche le fiere della campagna, gli uccelli del cielo e i pesci del mare (cf. Sal 8, 5-9). Re della creazione, beneficiario dei suoi beni, è forse l’uomo sufficientemente grande per gli onori e le ricchezze che possiede? Niente affatto, poiché esse non sono che una piccola parte della sua grandezza.

 

  1. Io sono di Dio. – Che cosa vi è ancora? Una nobiltà immensamente superiore. Fratello di Gesù Cristo, figlio di Dio, principe della sua corte, erede dei suoi beni eterni: ecco i miei più alti titoli di gloria. Dio mi vuole per lui, con lui, in lui; io sono suo ed egli è mio. Fuori e al disotto di Dio nulla è abbastanza grande per essere mio fine. Dio è infinitamente superiore a me e vuole che mi elevi fino a lui, nella misura in cui è dato raggiungerlo. Ecco l’oggetto della mia vita: andare a Dio, servendomi delle creature. Mio Dio, quanto siete ammirabile!… Quanto è grande l’uomo nella vostra mente!… Ma quanto è piccolo nella sua! Poiché l’uomo, arricchito di tanto onore non lo comprese, si abbassò al livello degli animali che sono senza ragione e divenne simile ad essi. Quando finalmente comprenderò la mia dignità… e la stimerò abbastanza per non più avvilirla?… Chiamato ad elevarmi a Dio, come potrei abbassarmi fino al bruto?
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