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Dom Vimercati e la sua invenzione

Dom Vimercati e la sua invenzione

copertina libro

Recentemente vi ho parlato della attenzione dei monaci certosini per lo scorrere del tempo e la relativa passione verso lo studio per la misurazione dello stesso. Mi sembra quindi opportuno parlarvi oggi di una importante invenzione, attribuita ad un monaco certosino. Ma di chi vi parlerò e di cosa si tratta?

Il soggetto in questione, risponde al nome di Giovanni Battista Vimercati, nativo di Milano e proveniente da una nobile famiglia. Egli entrò nella certosa di Garegnano, a Milano nel 1557. Di lui si sa che oltre al suo profondo impegno verso la vita claustrale, dedicò molto tempo allo studio. Diversamente da molti suoi confratelli deiditi a varie discipline scientifiche, egli volle pubblicare le sue ricerche sulla gnomonica. Dom G.B. Vimercati scrisse un testo che ben presto riscosse un importante riscontro nel mondo scientifico. Il libro in questione è: Dialogo de gli horologi solari  nel quale con ragioni speculative et prattiche facilmente s’insegna il metodo di fabbricar tutte le sorti di horologi (Venezia 1557). Già dal titolo si intuisce il contenuto del trattato che si articola sotto forma di dialogo per renderlo comprensibile e scorrevole. Il protagonista Pandolfo, è l’esperto che espone dottrina e principi a Prosdocímo che lo sollecita con domande, obiezioni, richieste di chiarimenti. Il testo è corredato da numerose figure, schemi e tavole che illustrano gli argomenti trattati. I due personaggi che dialogano tra loro, rappresentano simbolicamente la ragione teorica e la applicazione pratica della teoria. Dom Vimercati non esita ad avvisare i lettori che:«(…) solo voglio avisare quegli che delle ragioni matematiche e della sfera del mondo sono inesperti dove nella prima parte non riuscirebbero, vogliano almeno con ogni loro sforzo dilettarsi nella seconda, che per esser ella tutta di pratica ornata, non poco frutto con dilettazíone grandissima ne riporteranno (…)». Il libro scritto in italiano e come vi dicevo con molte illustrazioni e con una forma gradevolmente scorrevole risultò essere un piacevole passatempo, difatti incontrò il favore di un pubblico molto vasto. Alla prima edizione veneziana del 1557 ne seguirono almeno una decina, in varie città, sino al 1587. Insomma un importante testo scientifico nel quale Dom Vimercati illustra semplicemente l’ingegnoso procedimento per ingrandire il disegno di un orologio solare alla scala desiderata. Il disegno viene steso su una tavola sufficientemente grande da contenere anche l’ingrandimento che si vuole ottenere. In luogo dello gnomone viene collocato uno stilo proporzionato alla grandezza del quadrante disegnato. Se il disegno che si vuole ottenere è quattro volte maggiore, lo gnomonista deve collocare sulla tavola un altro stilo quattro volte più lungo del primo. La riproduzione del disegno avviene muovendo la tavola alla luce del sole in modo che volta per volta l’ombra dello stilo minore vada a toccare un punto significativo del quadrante; la posizione corrispondente dell’ombra dello stilo maggiore viene quindi trascritta sul foglio da disegno. Gli apprezzamenti furono tanti, difatti anche l’illustre Patriarca Daniele Barbaro, disse che questo procedimento è utile anche “per riprodurre “una fortezza, una figura humana, et qualunque altra sorte di cosa”. Dom Vimercati è considerato pertanto l’inventore dello stilo gnomonico.

grafico

 

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