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Don Bosco ed i certosini

Don Bosco ed i certosini

d.don_bosco

L’aneddoto che voglio narrarvi oggi riguarda Giovanni Bosco, meglio noto come don Bosco, ricordato per essere stato il fondatore dei Salesiani. Questo sacerdote, educatore di giovani,  per perseguire la sua opera ebbe bisogno di richiedere incessantemente fondi e finanziamenti al fine di sostenere la sua missione. A tal proposito vi offro una lettera che egli scrisse al Priore Generale dei certosini, chiedendo un aiuto economico, che come vedremo non tardò ad arrivare.

Lettera di Don Bosco al  Superiore Generale  della Gran Certosa di Grenoble.

Reverendo Padre,

L’attuale ora è per la Chiesa un’ora di persecuzione e di prova. Ma, come me, avete notato che è soprattutto in questi tempi che piace a Dio di diffondere la sua grazia più preziosa per abbellire la sua santa sposa.

I cristiani non sono mai stati più fervente rispetto al momento delle catacombe, e lì che hanno preparato la fertilità dei lavori del futuro.

Queste riflessioni mi hanno ispirato molta fiducia tra le gravi difficoltà del momento presente, e spero che la Divina Provvidenza, portando, per tribolazione, le anime a vivere una più cristianamente ispirando loro una più generosa dedizione alla santa causa della Chiesa.

E ‘per questo motivo che, lungi dallo scoraggiarci nella pratica di zelo, dobbiamo essere in grado di assistere l’azione della grazia di Dio nell’anima di coloro che cercano di raggiungerla e salvarsi.

Piacque a Dio di chiamarci in Francia per fondare le Opere di Gioventù, ed i nostri sforzi sono stati coronati con la sua grazia con un successo consolante.

Inizieremo a Marsiglia, un noviziato per la Francia. Il Santo Padre auspica che questa importante nostra opera di aderire alla fondazione di un Seminario per le Missioni del Sud America che Sua Santità ha affidato al nostro Istituto.

Sua Santità è stato particolarmente responsabile per comunicare questo desiderio di invitare le persone religiose ad assistere con tutta la loro potenza della nuova fondazione. ‘

Non si vuole, Reverendo Padre, contando questa opera tra quelle che i vostri supporti di beneficenza e ci conceda una quota degli elemosine ricche e abbondanti che si distribuiscono ogni anno nella Chiesa cattolica?

La grandezza di scopo, la volontà espressa del Santissimo Padre, mi piace pensare che la mia migliore scusa per giustificare l’audacia della mia richiesta che si inchina al Vostro cuore caritatevole affinchè possiate accoglierlo con la Vostra solita gentilezza.

In questa speranza, ho l’onore di avere verso di Voi una devozione religiosa, Reverendo Padre.

Il vostro umile servitore in N. S.

Abbé Jean Bosco.

Come vi dicevo, trascorso qualche tempo dall’aver ricevuto questa missiva, il Superiore della Grande Chartreuse potè esaudire le richieste di don Bosco, ma vediamo come.  Dalla biografia sappiamo che accadde, in questo modo, durante uno dei viaggi intrapresi dal sacerdote astigiano.

“S’arrivò a Valencia verso le quattro pomeridiane. Il parroco della cattedrale, tutto affetto per Don Bosco e per i Salesiani, si trovò a riceverlo nella stazione e lo condusse a casa sua. Alla cena sedeva a mensa anche l’economo della Grande Chartreuse di Grenoble, che conversò lungamente col Servo di Dio. Quel buon monaco sapeva pochissimo di Don Bosco e meno ancora della sua opera; ma il segretario personale Viglietti riuscì in breve a catechizzarlo così bene, che egli partendo promise di ricordarsene e abbracciò tutti con la più schietta cordialità. Quel ricordarsene voleva dire che nelle rilevanti beneficenze elargite ogni anno dal dovizioso monastero cartusiano, ci sarebbe stato margine anche per Don Bosco. Non furono parole lanciate al vento, né promesse vane.  Infatti il 31 maggio si presentò all’Oratorio un monaco di quella Certosa che a nome del Priore Generale portava a Don Bosco in dono cinquantamila franchi con una lettera piena di benevolenza per lui, nella quale il Superiore si dichiarava pronto a prestargli ogni servizio ed a somministrargli ogni soccorso”. La generosità certosina al servizio della causa salesiana fu così compiuta.

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Una Risposta

  1. Un bel exemple de charité concrète de la part de contemplatifs trop souvent jugés oublieux des besoins matériels de leurs contemporains. Merci de nous le rappeler!

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