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Lanuino, sulle orme di Maestro Bruno

Lanuino, sulle orme di Maestro Bruno

-Certosa_Serra_San_Bruno_-_Beato_Lanuino


Oggi 11 aprile 2016, si celebra il nono centenario della morte del beato Lanuino avvenuta l’11 aprile del 1116. Alla morte di Bruno, la comunità certosina fu comprensibilmente scossa e confusa, e nonostante appariva logica la successione di Lanuino come guida spirituale della certosa, diversi tra i trentadue monaci ed i venti fratelli conversi vi si opponevano. Fu così che il Pontefice Pasquale II interpellato sulla querelle, decise di inviare un suo legato. Il cardinale Riccardo vescovo di Albano, si recò nella certosa calabrese per dirimere le vertenze ed appianare la situazione. Egli presiedette l’elezione di Lanuino che avvenne regolarmente, ed a testimonianza di ciò, voglio allegarvi una lettera che il Papa inviò al nuovo priore di Serra, la missiva è datata 26 novembre 1101.

“Ciò che desideravamo ardentemente e speravamo con tutto il cuore, per grazia di Dio è avvenuto. Poichè al ritorno del nostro fratello, il vescovo Riccardo di Albano, abbiamo saputo che la pace e la concordia dell’eremo, si è ristabilita e che tu sei il successore di Maestro Bruno di santa memoria. Che tu abbia, dunque, il suo stesso spirito, il medesimo rigore della disciplina del monastero e la stessa costanza delle abitudini, perchè Noi con l’aiuto del Signore, e del suo spirito ti concediamo personalmente l’autorità e la potestà che questo Maestro ricevette dalla Sede Apostolica per la sua provata sapienza e religione. Desideriamo che durante la prossima Quaresima tu ci venga a trovare per parlare faccia a faccia dei segreti del cuore…”

I rapporti di Lanuino con il Pontefice si andarono stringendo nel corso degli anni successivi, e spinsero Pasquale II in data 20 febbraio 1113 a conferire al Priore certosino la facoltà di scomunica e di interdizione, autorizzandolo a svolgere il “magisterium disciplinae” nei confronti di anacoreti rei di crimini e sacrilegi nei confronti della Chiesa. Fino al giorno della sua morte Lanuino, assolse quindi vari delicati incarichi per il Papa, grazie alla fiducia ed alla stima ricevuta, diventando quasi un delegato pontificio. Fu una pietra miliare per la storia dell’Ordine certosino e della certosa calabrese, e degno successore di Bruno seguendone le sue orme sul sentiero della lode a Dio. Ho inoltre il piacere di offrirvi il caloroso messaggio che il P. Priore Dom Basilio ha voluto inviare ai Serresi, in occasione di questo evento celebrativo.

La Certosa

di Serra San Bruno

 Carissime sorelle e fratelli,

abbiamo oggi l’occasione di celebrare, a pochi anni dal IX centenario della morte di S. Bruno, quello del suo migliore amico, compagno e successore: il Beato Lanuino che è salito al cielo il giorno 11 aprile 1116. In questo stesso luogo Bruno e Lanuino hanno vissuto insieme, hanno condiviso le gioie e le fatiche della vita eremitica, hanno costruito una comunità monastica, che raggiunse il numero di più di 30 monaci ed è diventata celebre ovunque per il suo fervore e la sua austerità.

La loro amicizia e la loro collaborazione era così nota alle autorità che tutti i documenti sia Papali che normanni erano sempre rivolti ad entrambi. Alla morte di S. Bruno, la comunità dei monaci elesse Lanuino come Maestro dell’eremo (allora si chiamava così il Priore) e il Papa Pasquale II con bolla del 26 novembre 1101 si volle congratulare con lui invitandolo perfino a Roma per la Quaresima e nominandolo visitatore apostolico per tutti i monasteri di Calabria. Nei 15 anni del priorato di Lanuino la Comunità dei Monaci Certosini conobbe una grande fioritura tanto da diventare il punto di riferimento spirituale non solo per tutta la regione, ma anche in diverse parti del sud Italia.

Le ragioni che hanno permesso tale feconda continuità sono da cercarsi nel particolare rapporto che legava Bruno e Lanuino e che era caratterizzato dai due elementi fondamentali di ogni vita religiosa ed anche di ogni vita cristiana: la paternità e l’amicizia.

San Bruno fu innanzitutto un padre per Lanuino e, da parte sua, Lanuino ha saputo riconoscere questa paternità e rispettarla. La capacità di essere veramente figlio, cioè di saper riconoscere che un padre mi ha generato, mi ha amato e mi ha stimato tanto da fidarsi di me è un elemento essenziale della crescita spirituale di ogni persona. Crescere nella fede e anche nell’umanità vuol dire porsi in continuità con i propri padri e rendere feconda tale continuità; questo messaggio è molto importante per i giovani di oggi che vivono una certa crisi della paternità che rischia di segnare tutta la loro vita; bisogna quindi riscoprire il ruolo del padre, di tutti i padri che nel cammino ci hanno dato vita e ci hanno fatto crescere, bisogna amare con gratitudine queste figure che ci sono state donate dall’unico e vero Padre, il Signore Misericordioso che custodisce con ogni amore i suoi figli.

Bruno e Lanuino erano però anche legati da un profondo rapporto di amicizia, tanto che furono sepolti insieme, ed ancora oggi le loro ossa si trovano nella stessa urna sull’altare della Certosa; la tradizione infatti ci riporta il detto “In morte quoque non sunt divisi” (Anche nella morte non sono separati). L’amicizia è quindi l’altra qualità cristiana che è indispensabile per una vera maturazione spirituale: un uomo che sa veramente essere amico è anche capace di una relazione autentica col Signore Gesù che, rivolgendosi ai suoi discepoli dice loro “Vi ho chiamati amici” (Gv 15,15). La capacità di avere un sincero rapporto di amicizia quindi non è soltanto una qualità umana, ma profondamente spirituale, perché indica la misura in cui la persona sa donarsi e sa essere sincera. Anche questo è un messaggio molto importante per i giovani che oggi sono sempre più alla ricerca di contatti, ma spesso rischiano di mancare di autenticità nelle relazioni.

In fondo ciò che dice Gesù dell’amore che dobbiamo avere gli uni per gli altri: “dare la vita per i propri amici” (Gv 15,13) è innanzitutto un atto di fecondità, direi quasi di generazione, verso le persone che si amano: dare la vita vuol dire innanzitutto fare vivere, così come fa un padre con suo figlio. Ecco perché paternità ed amicizia, i due valori che Bruno e Lanuino presentano alla nostra attenzione, sono alla base di ogni autentica vita cristiana. Chiediamo quindi a questi nostri due Patroni di darci la grazia di vivere fino in fondo la nostra continuità col loro insegnamento e con il loro esempio e vogliamo affidare loro non solo la comunità certosina che ancora oggi vive per la fecondità di tale paternità e di tale amicizia, ma tutta la città di Serra San Bruno e tutti i fedeli che oggi onorano il Beato Lanuino, il caro figlio e amico del nostro Padre Bruno.

Serra San Bruno, 11 aprile 2016

Dom Basilio M. Trivellato

Priore della Certosa

Voglio ricordare come la memoria del beato Lanuino sia ancora viva, oltre che in certosa, anche tra la popolazione di Serra San Bruno, pertanto segnalo la lodevole iniziativa dell’inizio dell’anno celebrativo del nono centenario della sua morte. Nella giornata odierna, infatti, si svolgerà alle ore 19:30 una Messa Solenne nella Chiesa di Santa Maria del Bosco che darà avvio alle solenni celebrazioni.

locandina celebrazioni

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