• Translate

  • Memini, volat irreparabile tempus

    giugno: 2016
    L M M G V S D
    « Mag   Lug »
     12345
    6789101112
    13141516171819
    20212223242526
    27282930  
  • Guarda il film online

  • Articoli recenti

  • Pagine

  • Archivi

  • Visita di Benedetto XVI 9 /10 /2011

  • “I solitari di Dio” di Enzo Romeo

  • “Oltre il muro del silenzio”

  • “Mille anni di silenzio”

  • Live from Grande Chartreuse

  • Inserisci il tuo indirizzo email per seguire questo blog e ricevere notifiche di nuovi messaggi e-mail.

    Segui assieme ad altri 344 follower

  • Disclaimer

    Questo blog non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge N°62 del 07/03/2001. Rare immagini sono tratte da internet, ma se il loro uso violasse diritti d'autore, lo si comunichi all'autore del blog che provvederà alla loro pronta rimozione. L'autore dichiara di non essere responsabile dei commenti lasciati nei post. Eventuali commenti dei lettori, lesivi dell'immagine o dell'onorabilità di persone terze, il cui contenuto fosse ritenuto non idoneo alla pubblicazione verranno insindacabilmente rimossi.
  • Live da Lourdes



  • Teads - Top dei blog - Religione e spiritualità

L’insondabile Misericordia

L’insondabile Misericordia

logo_Giubileo_Straordinario_Misericordia_Roma

Ho scelto come introduzione a questo articolo su un omelia di un certosino dal titolo “L’insondabile Misericordia”, le parole del Santo Padre che ha indetto per quest’anno il Giubileo straordinario della Misericordia.

Abbiamo sempre bisogno di contemplare il mistero della misericordia. È fonte di gioia, di serenità e di pace. È condizione della nostra salvezza. Misericordia: è la parola che rivela il mistero della SS. Trinità. Misericordia: è l’atto ultimo e supremo con il quale Dio ci viene incontro. Misericordia: è la legge fondamentale che abita nel cuore di ogni persona quando guarda con occhi sinceri il fratello che incontra nel cammino della vita. Misericordia: è la via che unisce Dio e l’uomo, perché apre il cuore alla speranza di essere amati per sempre nonostante il limite del nostro peccato”. E’ quanto scrive il Santo Padre Francesco che ha indetto l’anno giubilare della Misericordia, tempo favorevole per la Chiesa, perché renda più forte ed efficace la testimonianza dei credenti.”

(Misericordiae Vultus, Bolla di indizione del Giubileo straordinario della Misericordia)

L’insondabile Misericordia

“Chi è come Dio?” In molti passaggi delle Scritture – alla battaglia dell’Arcangelo che vincerà Lucifero ed in un salmo di lode – troviamo questa domanda in qualche modo inutile, poiché deve rimanere senza risposta. Grido di ammirazione e di sfida, segna il punto più alto del pensiero che non può essere superato: è un grido di lucidità per risvegliare la nostra anima.

Sia benedetto il nome del Signore, ora e sempre.

Dal sorgere del sole al suo tramonto sia lodato il nome del Signore.

Eccelso è il Signore, al di sopra di tutti i popoli; più alta dei cieli è la sua gloria.

Chi è come il Signore nostro Dio, che siede nell’alto” (Sl 113, 2-5)

Nulla può misurare la distanza tra la natura divina e la nostra, e lo spirito non conosce nessuna strada che la trasponga. L’uomo non può elevarsi fino al cielo, per quanto ci si sforzi di farlo. Questa divinizzazione di se stesso che gli è suggerito dal nemico dell’Eden – “Diventereste come Dio” (Gen 3,5) – lo porta alla caduta terribile le cui conseguenze non hanno ancora cessato di farsi sentire su di noi. E, tuttavia, ciò che non possiamo fare né aspettare, ci è rivelato dalla Provvidenza divina come la volontà di Dio: “Che è l’uomo, perché tu ti ricordi di lui, o il figlio dell’uomo, perché tu lo visiti?” (Eb 2, 6). In effetti, l’anima non supera i suoi limiti, ma Dio scende fino ad essa: “Nessuno è salito al cielo se non colui che è disceso dal cielo, il Figlio dell’uomo, che è in cielo” (GV 3, 13).

Dio viene anche per richiedere la nostra amicizia e farci partecipare alla sua gloria. Prende la forma di uomo peccatore, la Santità prende misteriosamente le nostre colpe: “egli non commise peccato e non si trovò inganno sulla sua bocca,oltraggiato non rispondeva con oltraggi, e soffrendo non minacciava vendetta, ma rimetteva la sua causa a colui che giudica con giustizia. Egli portò i nostri peccati nel suo corpo sul legno della croce, perché, non vivendo più per il peccato, vivessimo per la giustizia; dalle sue piaghe siete stati guariti” (I Pt 2, 22-24).

Fu così che, nella sua suprema umiliazione, ci diede la possibilità di diventare come Lui. Non siamo stati noi che abbiamo dato il primo passo per avvicinarci a Lui, è stato Lui che l’ha dato per avvicinarsi a noi. “Non voi avete scelto me, ma io ho scelto voi” (Gv 15,16). Umiliò se stesso per esaltarci, si fece povero per farci ricchi. “In questo sta l’amore: non siamo stati noi ad amare Dio, ma è lui che ha amato noi e ha mandato il suo Figlio come vittima di espiazione per i nostri peccati” (I Gv 4, 10). Amiamo a Dio anche noi, perché Dio ci ha amati per primo.

Si spogliò della sua gloria per rivestirci di essa. Versò il suo sangue per darlo a noi. Egli morì affinché noi vivessimo e partecipassimo della natura divina, e mise se stesso in ultimo luogo. “Ma io sono verme, non uomo, infamia degli uomini, rifiuto del mio popolo” (Sl 22,7). Lasciò che lo insultassero, flagellassero, che lo coronassero di spine e crocifiggessero per espiare, a spese delle sofferenze sovrumane dell’anima e del corpo, la nostra sensualità ed il nostro orgoglio. La sua vita fu tagliata come un malfattore, affinché potessimo avere una dimora eterna nel cielo. Ci dà continuamente la prova della sua amicizia ed il suo amore affinché troviamo in Lui la nostra felicità. Mostraci il suo cuore aperto per porre fine a tutti i nostri dubbi. Ed è con strana insistenza che siamo chiamati da questo amore divino, davanti al quale continuiamo tante volte, silenziosi e freddi, la nostra strada. “Dammi, figlio mio, il tuo cuore” (Prv 23, 26).

Con prove così evidenti, Dio ci costringerebbe a credere nel suo amore che brucia per noi, se l’amore di sé non ci coprisse gli occhi, come se fosse la parete di un carcere. “Così bisogna che sia innalzato il Figlio dell’uomo, perché chiunque crede in lui abbia la vita eterna” (Gv 3, 14-15). Lui farebbe con noi il più perfetto patto di intimità, se volessimo sentire la sua voce ed amarLo sopra ogni cosa. Perché lui vuole darsi senza riserve e ricevere l’intero nostro cuore. “E quando io sarò innalzato da terra, attrarrò tutti a me” (Gv 12, 32).

Lui prenderà cura di noi con più tenerezza di una madre che ha un figlio malato, se gli diamo la nostra piena fiducia. “Getta sul Signore il tuo affanno, ed egli ti sosterrà” (Sl 55, 23). Lui ci disse, e lo disse senza tergiversare, che non siamo nulla, che nessun frutto nascerà da noi, tranne nella misura in cui saremo in comunione con lui. Ma è la sua opera che Egli opera in noi, è la sua vita che ci dà quando lo riceviamo, per dare il frutto puro e perfetto che è la lode del Padre. “Venne nella sua proprietà e i suoi non lo accolsero. A quanti però lo accolsero diede il potere di divenire figli di Dio, a coloro che credono nel suo nome, i quali non da sangue né da volontà di carne né da volontà di uomo ma da Dio” (Gv 1, 11-13).

Rimanete in me come io in voi”. Questo appello di Cristo contiene tutti i suoi comandamenti e tutte le sue promesse, ci offre il cielo qui sulla terra. Il Verbo brucia nel desiderio di unirsi a noi. È stato per questo che si fece uomo, che soffrì e versò il suo sangue prezioso. Per questo morì abbandonato dal Padre: per tirarci fuori delle nostre tenebre e portarci alla gloria della verità. È stato per questo che pregò durante la sua vita terrena, e per questo oggi è il nostro intercessore presso il Padre e ci dà il cibo della sua carne e la bevanda del suo sangue. “Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue dimora in me e io in lui. Come il Padre, che ha la vita, ha mandato me e io vivo per il Padre, così anche colui che mangia di me vivrà per me” (Gv 6, 56-57).

Ecco perché Lui versa nel nostro cuore il torrente della sua grazia, ci inonda di ricchezze incalcolabili il cui valore infinito non siamo in grado di valutare: resteremmo ciechi se alzassimo una punta del velo che le nasconde ai nostri occhi. Si sarebbe sentito immensamente confortato sul Monte degli Ulivi – ci indica il suo lamento – se avesse trovato la fede, una fede più profonda e più pura nei suoi eletti. Questa consolazione, ancora oggi, gli è rifiutata da coloro che lo conoscono ma non lo riconoscono e non accettano le sue parole con quella pienezza di significato che Lui gli ha dato, e per sempre. “Padre, voglio che anche quelli che mi hai dato siano con me dove sono io, perché contemplino la mia gloria, quella che mi hai dato; poiché tu mi hai amato prima della creazione del mondo” (Gv 17, 24).

(Un certosino)

3 Risposte

  1. A misericordia de Deus e infinita, obrigado Deus!

  2. Obrigado meu Deus pela tua mesiricordia!

  3. *Avevo sempre pensato che, se mi fossi messa a scrivere un libro sul lavoro degli uomini di Calci, avrei sicuramente cominciato dai mugnai… ma evidentemente il “mal di Certosa” non mi è ancora passato, tanto è vero che ho deciso di iniziare proprio da qui, dalla Certosa e dai Certosini.* Buongiorno, dopo anni di ricerche sono riuscita a portare a termine il mio libro. Sarà presentato sabato 11, alle ore 10, proprio in Certosa a Calci, che quest’anno festeggia i suoi 650 anni. Per me è un grande onore. Buona giornata, Bruna

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: