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Alla fonte

Alla Fonte

FONTE

Il brano che ho scelto oggi per voi, è tratto dal libro Intimidade com Deus” dall’originale francese ” Parole de dieu et vie divine”. I testi in esso contenuti sono una raccolta di scritti elaborati da un certosino. Un sermone da gustare in tutta la sua ricchezza, dissetiamoci dunque alla fonte!

“Sentire o leggere ciò che gli altri affermano circa l’unione dell’anima con Dio eleva senza dubbio lo spirito, ma può lasciarci molto lontano dalla realizzazione. Succede anche che molte anime disposte a perseguire questo fine, perdono il coraggio dopo una serie di sconfitte e rinunciano ad avanzare per il regno delle promesse divine. Alcune di loro si rassegnano, allora, alla mediocrità della vita interiore: poiché la perfezione sembra essere decisamente fuori dalla nostra portata, perché continuare a lottare invano? Si confortano con l’idea che gli altri, dopo alcuni tentativi, eccessivi per le loro forze, hanno conosciuto l’amarezza della delusione. Può anche accadere che queste riflessioni ci diano la sensazione di essere informati e prudenti e ci facciano rimpiangere il sacrificio inutile di anime presuntuose. Non abbandoniamo totalmente la pietà, ma limitiamo il nostro orizzonte; e la voce della coscienza, che non può essere soddisfatta con questa limitazione, è asfissiata dalle distrazioni.

In realtà, non possiamo pensare che un’offerta incompleta sia degna della maestà divina, della sua purezza e della sua semplicità, e che l’Amore assoluto accetti l’offerta di un’anima divisa. È a noi che si rivolgono queste lamentele: “Ascolterete, ma non comprenderete; guarderete, ma non vedrete. S’è indurito infatti il cuore di questo popolo: sono diventati duri di orecchi; e hanno serrato gli occhi in modo da non vedere con gli occhi, non sentire con le orecchie, non comprendere con il cuore e convertirsi” (Mat 13, 14-15).

Queste parole sembrano dure in bocca di un Dio: ma è proprio a causa della sua infinita misericordia, perché vuole condividere con noi l’ardente carità che trabocca dal suo cuore, che ci rimprovera per la nostra tiepidezza, e ancora di più per la nostra rassegnazione. Per più severamente che ci parli, mai ci abbandona più di quanto noi lo abbandoniamo. Dio è sempre vicino a noi come una fonte interiore da cui nasce la grazia e là ci aspetta, nel più intimo di noi. Nonostante i nostri compromessi precari tra l’amore divino e l’amore di sé, non cessa mai di attrarci a Lui per offrirci la totalità delle sue ricchezze. Così come l’unità divina è la madre degli esseri, così tutta la vita aspira all’unità e tutto l’amore alla totalità.

Se, da questo momento, volessimo sentire la parola di Dio e lasciare il nostro cuore rispondere al suo appello, avremmo aperto davanti a noi un cammino che conduce senza deviazioni verso l’alto. È Dio stesso che ci incita a percorrerlo ed è per questo che ci svela i suoi segreti. Potessimo noi sentirlo, infatti, nel silenzio di una sottomissione umile e un’attenzione filiale.

Il suo linguaggio è più chiaro che tutta la luce creata; il suo unico scopo è quello di fare saltare su di noi la scintilla di una risposta ardente. Se si presenta talvolta con la durezza di un diamante, è per penetrare fino al fondo del cuore, l’oggetto dell’eterno desiderio. Ma è la pazienza divina che più dobbiamo ammirare, la condiscendenza del Verbo che prende la forma di uno schiavo per conquistare il nostro amore: “Ecco il mio servo che io ho scelto; il mio prediletto, nel quale mi sono compiaciuto; la canna infranta non spezzerà, non spegnerà il lucignolo fumigante” (Mat 12, 18-20).

Che nessun ostacolo venga, da parte nostra, ad indebolire la Parola di Dio: lasciamola risuonare fino al fondo della nostra coscienza: anche in noi, essa farà fiorire le sue meraviglie divine. “Ecco, Dio è la mia salvezza; attingerete acqua con gioia alle sorgenti della salvezza” (Is 12, 2-3). È dal Figlio che dobbiamo avvicinarci, se vogliamo calmare la sete che tormenta la nostra anima. Egli viene al nostro incontro ed è Egli stesso che ci chiede di bere, tanto all’ombra dal raccoglimento come al sole ardente della nostra giornata. E così che l’anima comincia a soddisfare i desideri divini, sente queste parole: “Dammi da bere, tu stessa gliene avresti chiesto ed egli ti avrebbe dato acqua viva” (Gv 4, 10).

È offerta di Dio, infatti! Basta confessare la nostra indigenza per ricevere il dono della misericordia. Il cuore divino conosce tutte le nostre necessità e fa raggiungere a noi l’onda della carità: ci invita a bere senza riserve per rinfrescare e guarire la nostra anima. Quest’acqua che sgorga dalle profondità divine ci rende sempre più permeabili alla sua purezza e meglio in grado di ricevere la sua abbondanza, come noi uccidiamo la nostra sete. “Se qualcuno ha sete, venga a me e beva. Colui che crede in me, come disse la Scrittura: Dal suo ventre sgorgheranno fiumi di acqua viva” (Gv 7, 37-38).

Ci liberiamo dai legami egoistici e parziali che ci attaccano alle creature, allentiamo il nostro cuore di ciò che è temporale ed effimero, queste sono le condizioni per il nostro risveglio spirituale. La conoscenza angosciante della nostra miseria ci tira le soddisfazioni di un ora per farci desiderare ardentemente la verità eterna, la pienezza divina. “Colui invece che beve dell’acqua che gli darò io, non avrà mai più sete; ma l’acqua che gli darò diverrà in lui una sorgente di acqua che zampilla verso la vita eterna” (Gv 4, 14).

Se beviamo, quindi, alla fonte del paradiso interiore, mai più cercheremo di placare la nostra sete nei ruscelli della terra, affinché il nostro il Salvatore non si lamenti di noi: “essi hanno abbandonato me, sorgente di acqua viva, per scavarsi cisterne, cisterne screpolate, che non tengono l’acqua” (Ger 2, 13). Facciamo attenzione a questo tempo di grazia, che, chissà, può suonare per l’ultima volta. “Oggi, se udirete la sua voce, non indurite i vostri cuori” (Eb 4,7).

Che lo Spirito non ci consideri di essere lento o sordi alla sua chiamata! Non lasciamo addormentare in noi l’idea di questa gloria che ci invita, di questa Buona Notizia che Dio ci annuncia in ogni momento, di questo Verbo d’amore che cerca, con la ‘violenza’ divina, rivelarsi al nostro cuore. “La parola di Dio, infatti, è viva ed energica e più tagliente di ogni spada a doppio taglio; essa penetra fino all’intimo dell’anima e dello spirito, delle giunture e delle midolla, e discerne i sentimenti e i pensieri del cuore” (Eb 4, 12). Lasciamo Dio agire, che Egli sia è il nostro destino e la nostra fortuna!

La verità che il suo amore ci impone, si svilupperà nei nostri cuori quando la nostra fede riceverà il seme eterno. “Beati piuttosto coloro che ascoltano la parola di Dio e la osservano” (Lc 11, 28). “Consacrali nella verità. La tua parola è verità!” (Gv 17,17)”.

Un certosino

Una Risposta

  1. Sede mesicordioso e nâo nos abamdones meu Deus! Um abraço em Cristo, José

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