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Il fardello leggero

Il fardello leggero

certosino in chiostro

Ancora una omelia, di un anonimo certosino, che ci indica come vincere i nostri conflitti e le nostre sofferenze interiori. Una vera delizia!

La precisione dello sguardo interiore e la chiara consapevolezza di ciò che ci viene chiesto, sono cose della massima importanza per l’anima che si sforza di raggiungere la perfezione, perché il desiderio di elevarci a Dio sarà presto distrutto dalla mancanza di coraggio, se le prospettive del progresso spirituale sono distorte. Ed esse sono distorte spesso per l’importanza data alle difficoltà, agli ostacoli creati dalla natura, agli inevitabili conflitti nel cammino di ascensione spirituale. È alla luce della fede che dobbiamo considerare e pesare gli elementi del nostro destino: la realtà, come ci ha mostrato Gesù Cristo, ci dà solo di scegliere tra la luce e le tenebre, tra Dio, che è l’Essere, ed il suo avversario, a chi può restare solo il nulla. Non ci lascia abbandonati in una alternativa incerta: non c’è più sicura scelta né più semplice di quella dell’amore. “Amerai il Signore Dio tuo con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima, con tutta la tua forza e con tutta la tua mente” (Lc 10, 27).

Dio ci offre la luce, e solo la luce. “Questo è il messaggio che abbiamo udito da lui e che ora vi annunziamo: Dio è luce e in lui non ci sono tenebre. Se diciamo che siamo in comunione con lui e camminiamo nelle tenebre, mentiamo e non mettiamo in pratica la verità” (1 Gv 1, 5-6). Questa luce che ci illumina è il suo spirito ed il suo amore: è ciò che portiamo in noi nel tempo e nell’eternità. È il fuoco che il Figlio è venuto per accendere sulla terra, garantendoci che il suo unico desiderio è che “bruci e infiammi i cuori”. Se ci diamo a questa fiamma, lasceremo di essere strani a Dio e non saremo più conteggiati nel numero dei suoi servi, ma in quello dei suoi amici e confidenti. “Voi siete miei amici se fate ciò che io vi comando. Non vi chiamo più servi, perché il servo non sa ciò che fa il padrone. Vi ho chiamati amici, perché tutto quello che ho udito dal Padre mio ve l’ho fatto conoscere” (Gv 15, 14-15).

Se ascoltiamo le parole di Gesù, non potremo peccare. Perché chi vive nella luce non può perdersi, Dio gli serve come guida. Non perché noi consideriamo la perfezione come qualcosa nostra, come un bene acquisito. Al contrario, noi abbiamo difetti e siamo estremamente deboli, lo sappiamo meglio che mai, perché siamo liberi dalla menzogna che ci portava gli illusi: “Se diciamo che siamo senza peccato, inganniamo noi stessi e la verità non è in noi. Se riconosciamo i nostri peccati, egli che è fedele e giusto ci perdonerà i peccati e ci purificherà da ogni colpa” (I Gv 1, 8-9).

L’agnello di Dio che toglie i peccati del mondo, ci ha lavati nel suo sangue, ci ha santificati e ci ha divinizzati. “Abbiamo un avvocato presso il Padre: Gesù Cristo giusto. Egli è vittima di espiazione per i nostri peccati” (I Gv 2, 1-2).

Se viviamo nella verità, fuggiamo dal peccato e la pura carità ci fa sentire la sua urgenza. Pretendere di acquistare l’intimità con Dio a scapito del prossimo non sarebbe più di una illusione: le parole di Dio risuonano costantemente nel nostro cuore attento: “Amerai il prossimo tuo come te stesso. Non c’è altro comandamento più importante di questi” (Mar 12, 31).

Amiamo il Padre e non possiamo smettere di amare il prossimo in Lui. Chi non ama il prossimo, in realtà non ama Dio e non ha la vita in se stesso, è già in preda a morte. “Se uno dice: “Io amo Dio” e poi odia il proprio fratello, è mentitore” (I Gv 4, 20). Ma se amiamo Dio ed amiamo gli uomini in Lui, conosciamo la pace divina. Non c’è posto nel nostro spirito per l’inquietudine ed il dubbio. Per colui che ha fede, questi termini sono equivalenti e designano Dio stesso: la vita è luce ed il amore è verità. La verità ci rende liberi ed il sole della giustizia dissipa le tenebre in cui la nostra anima indeboliva in cattività. “Egli ci ha strappati dal dominio delle tenebre e ci ha trasferiti nel regno del suo amato Figlio” ( Col 1, 13).

La nostra vita ci diventa ogni giorno più sicura nella luce divina. Noi già non abbiamo paura dei conflitti e delle sofferenze interiori. Protetto da questa pace, il nostro amore si espande liberamente. “Siano rese grazie a Dio che ci dà la vittoria per mezzo del Signore nostro Gesù Cristo! Perciò, fratelli miei carissimi, rimanete saldi e irremovibili, prodigandovi sempre nell’opera del Signore, sapendo che la vostra fatica non è vana nel Signore” (I Cor 15, 57-58).

È la fede che ci rivela questo mistero inesauribile, il mistero dell’amore: siamo chiamati a vivere con Dio in una intimità più profonda di ogni pensiero, perché apparteniamo a Lui per una scelta eterna. È stato in questi termini che il Figlio ha pregato per noi: “E ora, Padre, glorificami davanti a te, con quella gloria che avevo presso di te prima che il mondo fosse. Ho fatto conoscere il tuo nome agli uomini che mi hai dato dal mondo. Erano tuoi e li hai dati a me ed essi hanno osservato la tua parola” (Gv 17, 5-6).

Un certosino

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