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I prodigi di Fra João Fontana

I prodigi di Fra João Fontana

genuflesso in devozione

Fratello João Fontana

Professo di Porta Coeli

João Fontana, di origine spagnola, entrò nell’anno 1419 nella Certosa di Porta Coeli, nella diocesi di Valencia, per indossare l’abito di converso.

Era un uomo semplice, stimolato da una pietà solida, guidato da un notevole spirito di fede. Una preghiera, in particolare il Padre Nostro, che compone con l’Ave Maria l’Ufficio dei nostri Fratelli, lo metteva in uno stato d’animo vicino all’estasi. Appena pronunciava la prima parola della preghiera di domenica, immediatamente si fermava. Era il rispetto dovuto alla presenza della maestà divina che paralizzava le sue labbra? La sua anima si scioglieva di amore e di fiducia con questa sola parola: Padre Nostro, Padre mio? Il sant’uomo sempre ripeteva a sazietà: Padre Nostro che sei nei cieli. Poi, premuto per tempo, continuava senza interruzioni, in modo che aveva tutto il tempo del mondo per recitare i suoi Padre Nostro e Ave Maria.

I superiori, apprezzando le eccellenti qualità del fratello João, gli affidarono un’ obbedienza delicata: andare ai fornitori della Città. Lui prese questo compito con cura, senza mai separarsi della serietà che spetta ai religiosi. Lungi dall’essere distratto, il rumore e la confusione della strada ravvivava la sua pietà, lo faceva stimare ancora di più il prezzo della sua vocazione. Se si fermava davanti a una Chiesa, lui entrava ad adorare l’ospite dei Tabernacoli. Ma questo sempre fugacemente maiper un tempo prolungato, perché altrimenti avrebbe dovuto rimproverare se stesso per aver sacrificato il dovere per le attrazioni della devozione.

Una volta, però dimenticò se stesso nel convento di Roqueta, situato in un quartiere lontano da Valencia. Sopraffatto dalla stanchezza, sentì che non sarebbe arrivato in Certosa prima di sera. Ed eccolo in preda alla disperazione. Che inquietudini causate da questo ritardo! Che impressione sgradevole produrrà nella comunità questo reato così grave? (Il primo di cui era consapevole). Ed il povero Fratello cominciò ad urlare ad alta voce: «Oh buon Gesù! Abbi pietà del tuo servo. È in tuo potere guidarmi a casa prima del momento del grande silenzio. Non rifiutarmi questa grazia.» E poi subito, prodigiosamente, fu trasportato, come senza sapere, alla porta del monastero.

João Fontana, anche se era in buona salute, ebbe la sensazione che la sua fine era vicina. Aveva l’abitudine, quando andava in città, di fermarsi alla casa delle Suore di San Giuliano, la cui madre superiora era una sua parente. Un giorno, contro la sua abitudine, proseguì. La sorella portinaia lo vide per caso, giudicò che aveva qualche dimenticanza da parte sua. «Mio buono fratello, lei gli disse, non entrerà nel salotto? – No, mia sorella, rispose. Saluta per me la sua buona Madre e dille, per favore, che non ci torneremo a vedere più in questo mondo». Appena arrivò in Certosa, il caro Fratello si ammalò gravemente, e dopo qualche settimana si addormentò nel sonno del giusto (1 Feb 1464). Egli ha vissuto questa santa vita per ben 45 anni nell’Ordine!

Una Risposta

  1. Quelle charmante histoire et impressionnante aussi!

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