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La Madonna del Rosario ed i Certosini

La Madonna del Rosario ed i Certosini

Madonna e certosini

La Madonna e Gesù Bambino consegnano il Santo Rosario a Enrico di Kalkar, Domenico di Trèves ed altri monaci certosini. Pittura su pelle dello studio di Jose Lapayese, 1958, Museo della Cattedrale di Jerez.

 

 

 

Oggi 7 ottobre, si celebra la festività della Beata Vergine del Rosario. Vi ho già spiegato, in precedenti articoli, il legame particolare dei certosini con la Vergine che protegge loro, umili, “strumenti” dell’introduzione e della diffusione del rosario certosino.

Per questa ricorrenza voglio offrirvi la descrizione analitica della particolare immagine che contraddistingue questo articolo, e della sua storia.

Nel 1958, i monaci della Certosa di Nostra Signora di La Defensión di Jerez, hanno incaricato allo studio dell’artista Jose Lapayese Bruna (1899-1982) una pala d’altare destinata alla cappella dei Fratelli conversi, la quale si trova oggi nel Museo della Cattedrale di Jerez de la Frontera (Cadice, Spagna).

Questa pala d’altare è stata concepita in stile “neogotico aragonese” ed è dedicata alla Madonna del Rosario. Il suo tema centrale è la Vergine Maria al momento della consegna della coroncina ai certosini. Si tratta di un classico guadamecil, un dipinto fatto sulla pelle dorata – due maniglie attaccate – e marchiato con ferro caldo sul retro delle immagini, formando disegni di foglie di acanto. Questa è una tecnica “mudéjar” lasciata in Spagna dagli arabi, che, avendo perso forza nel corso del tempo, è stata rinnovata in modo speciale dal Sig. Jose Lapayese Bruna (1899-1982).

Questa rappresentazione del Rosario è come una naturale evoluzione dei dipinti di Zurbaran: La Virgen de Las Cuevas – Museo delle Belle Arti di Siviglia e La Madonna offre il Santo Rosario a Enrico Kalkar, Domenico di Trèves e altri tre certosini – Museo di Poznan. Le rose ai piedi di Maria appaiono ben differenziate, così come le coroncine che Zurbarán ha messo nella sua tela a Jerez. Questa che analizzeremo è un’opera bellissima, forse la miglior opera degli ultimi tempi, tra coloro che seguono la tradizione della rappresentazione certosina del Rosario.

Analisi

Su un tappeto dove si possono apprezzare i cinque bocciuoli di rose che alludono alle cinquanta Ave Marie, appare delicatamente sollevata, la figura della Madonna con il Bambino Gesù in grembo.

Come nel caso della Vergine di Las Cuevas, Maria Santissima è rappresentata proteggendo con il suo manto i certosini e offrendo loro protezione attraverso il Santo Rosario, l’artista raffigura un gruppo di quattordici monaci. Tutti hanno le mani giunte e stringono in esse la coroncina del rosario. Alla destra della Madonna si può vedere Enrico di Kalkar e alla sua sinistra, Domenico di Trèves.

Ma chi sono gli altri dodici monaci che vediamo protetti dal manto di Maria?

Crediamo, sinceramente, che quando è stata commissionata l’opera dai monaci di La Defensión, essi hanno pensato  di far rappresentare,in forma generica, tutto l’Ordine Certosino. Ma se all’interno di questo vasto gruppo vogliamo mettere alcuni nomi concreti, in ragione della sua connessione con la genesi del Rosario, a titolo di esempio, possiamo citare alcuni nomi, senza pretendere troppa autenticità circa la loro identificazione.

Ad esempio:

Adolfo di Essen († 1439), Giovanni di Rode († 1439 circa), il belga Giacomo di Gruitroede († 1475), Enrico di Dissen († 1484), Giacomo Meisenberg († 1484), Pietro Blomenvenna († 1536), Ambrogio Alentesee († 1550), Gerardo Kalkbrenner († 1566), Pietro e Corrado di Trèves – Fratelli conversi che hanno diffuso il Rosario copiandone i manoscritti -, ed altri due Fratelli che, anche se non hanno scritto nulla sulla devozione, hanno santificato e diffuso l’uso del Rosario.

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