• Translate

  • Memini, volat irreparabile tempus

    novembre: 2016
    L M M G V S D
    « Ott   Dic »
     123456
    78910111213
    14151617181920
    21222324252627
    282930  
  • Guarda il film online

  • Articoli Recenti

  • Pagine

  • Archivi

  • Visita di Benedetto XVI 9 /10 /2011

  • “I solitari di Dio” di Enzo Romeo

  • “Oltre il muro del silenzio”

  • “Mille anni di silenzio”

  • Live from Grande Chartreuse

  • Inserisci il tuo indirizzo email per seguire questo blog e ricevere notifiche di nuovi messaggi e-mail.

    Segui assieme ad altri 380 follower

  • Disclaimer

    Questo blog non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge N°62 del 07/03/2001. Rare immagini sono tratte da internet, ma se il loro uso violasse diritti d'autore, lo si comunichi all'autore del blog che provvederà alla loro pronta rimozione. L'autore dichiara di non essere responsabile dei commenti lasciati nei post. Eventuali commenti dei lettori, lesivi dell'immagine o dell'onorabilità di persone terze, il cui contenuto fosse ritenuto non idoneo alla pubblicazione verranno insindacabilmente rimossi.
  • Live da Lourdes



La vita interiore di F. Pollien Parte seconda

LA VITA INTERIORE

semplificata e ricondotta al suo fondamento

Dom François Pollien

copertina libro

PARTE SECONDA

LA VIA

CAPITOLO PRELIMINARE

LA VOLONTA’ DI DIO

232. Chi deve tracciare il cammino? – 233. Il regno dei cieli. – 234. Le due entrate. – 235. Le due volontà di Dio. – 236. La duplice inabitazione dello Spirito Santo. – 237. La loro unione. – 238. Divisione di questa Parte.

232. Chi deve tracciare il cammino? – Le meditazioni fatte finora circa lo scopo della mia vita, mi hanno mostrato: fino a che punto il divino è anteriore all’umano; come Dio, Creatore del mio essere, ha diritto a dominarlo; come i diritti divini precedono e dominano i miei interessi; come ciò che è mio e per me, dev’essere ricondotto nella sottomissione e sotto il dominio del mio Signore. Bisogna ora, mediante nuove considerazioni, riconoscere la superiorità pratica del divino sull’umano; vedere, secondo quanto è stato detto all’inizio (n. 48), come Dio esercita i suoi diritti sulla mia condotta e come la sua volontà s’impone alla mia. Nella prima Parte, infatti, ho visto soprattutto l’idea di Dio su di me, il piano della mia vita; in questa ne considererò l’attuazione e ne seguirò il lavoro, e vedrò come il mio Signore ne regola la condotta.

233. Il regno dei cieli. – « Non chiunque mi dice: Signore, Signore, entrerà nel regno dei cieli, ma colui che fa la volontà del Padre mio che è nei cieli » (Mt 7, 21), ha detto il Salvatore. Che cos’è il regno dei cieli? Un regno è un ordinamento di uomini e di cose sotto l’autorità di un re. Ora, poiché è proprio dei cieli annunziare la gloria di Dio (cf. Sal 18, 1), ed è Dio il re dei cieli, ne segue che il regno dei cieli è l’ordinamento degli uomini e delle cose sotto l’autorità di Dio e per la sua gloria. Il regno è dovunque si trova l’ordinamento. Ora, l’ordinamento di cui parliamo comincia su questa terra.

Che cos’è infatti la Chiesa, se non l’ordinamento degli uomini e delle cose per la gloria di Dio e sotto la sua autorità? La Chiesa è dunque una parte del regno. Inoltre, ogni uomo deve coordinare tutto ciò che è ed ha per il servizio di Dio. Il regno dei cieli è dunque anche in ogni anima che vive per Dio. Esso comincia su questa terra, nell’anima e nella Chiesa, e si perfeziona negli splendori eterni.

Ecco dunque il regno; che cos’è l’entrata? Nel campo morale come in quello fisico, entrata significa iniziare, accedere, introdursi in una questione, in un luogo, in un appartamento. L’entrata nel regno dei cieli è dunque l’inizio dell’ordinamento dell’anima in se stessa, o delle anime in se stesse sotto il dominio di Dio e per la sua gloria. Ogni progresso dell’ordine divino è come un’entrata in un nuovo dominio del regno. Io, dunque, entro nel regno, nel momento in cui la mia vita si sottopone al mio re per la tua gloria; ed ogni progresso nella lode di gloria è come una nuova entrata, o meglio, l’entrata in una nuova dimora; poiché, nella casa del Padre, vi sono molti posti (cf. Gv 14, 2). L’ultima entrata sarà quella che mi stabilirà nel luogo in cui loderò Dio per tutta l’eternità.

234. Le due entrate. – Nostro Signore parla di due entrate. L’una, mediante la quale il regno di Dio si avvícina a noi (cf. Lc 10, 9), viene a noi (cf. Mt 6, 10), è dato a noi (cf. Lc 12, 32), è in noi (cf. Lc 17, 21), e consiste nei doni di Dio che entrano nell’anima per formare in essa risonanze immortali e renderla degna del regno (cf. 2Ts 1, 5). L’altra mediante la quale cerco il regno di Dio io stesso (cf. Mt 6, 33), mi rendo atto ad esso (cf. Lc 9, 62), ed entro in esso (cf. At 14, 22), è costituita dagli sforzi del mio essere per elevarsi fino all’onore del mio re. Per conseguenza, già su questa terra, il regno di Dio entra in me, poiché ne ricevo i doni; ed io entro in esso, giacché ne faccio gli atti e li confermo con la mia condotta. E quando suonerà l’ora dell’eternità, allora entrerò in questo regno, definitivamente e totalmente, per glorificare Dio in eterno; ed esso entrerà in me, per inondarmi del godimento dei suoi beni.

L’entrata del regno di Dio in me si compie mediante l’azione divina; così pure la mia entrata in esso. Come avviene questo? Per quale via?

Anzitutto come? Nostro Signore dichiara che non avverrà per mezzo di parole ma di atti; vi entra non chi dice, ma chi opera. Il come non è dunque nelle parole ma nella condotta (cf. 1Cor 4, 20).

Per quale via si procede verso questa entrata? Per quella della volontà di colui che è Signore e Padre. Non col dire « Signore, Signore », si entra nel regno dei cieli, ma coll’eseguire ciò che vuole, comanda e desidera colui che è Signore.

235. Le due volontà di Dio. – Questa è dunque la via che deve scegliere e percorrere chiunque vuole entrare in questo regno; perciò deve conoscerla. La volontà di Dio è una; ma, dice san Francesco di Sales, « benché il Signore non abbia che un’unica, semplicissima volontà, noi la indichiamo con diversi nomi, secondo la varietà dei mezzi con cui la conosciamo, varietà secondo la quale noi siamo diversamente obbligati a conformarci ad essa».

Le diverse manifestazioni della volontà divina possono ridursi a due, che sono come le due mani di Dio. Con una di esse egli mi traccia le regole di ciò che debbo fare, stabilisce i limiti entro i quali dev’essere racchiuso, protetto, contenuto il mio movimento vitale: è il lato stabile, l’elemento statico della vita soprannaturale. Le leggi, le regole, le indicazioni e le istituzioni, che servono a dirigere e contenere la mia azione, appartengono a quel lato della volontà divina, che si chiama significata, perché traccia lungo il mio cammino i segni indicatori della via che debbo seguire per entrare nel regno di Dio.

Coll’altra mano, Dio agisce in me. Egli eccita ed anima, imprime l’impulso e il movimento soprannaturale: è il lato mobile, l’elemento dinamico della mia vita divina. Tutto ciò che è disposizione generale o particolare della Provvidenza, tutto ciò che è ispirazione, movimento buono, azione intima di Dio appartiene a questo lato della sua volontà che si chiama di beneplacito, perché, nella sua azione vivificante, Dio manifesta le compiacenze della bontà misericordiosa a cui egli s’ispira per stabilire in me il suo regno.

236. La duplice inabitazione dello Spirito Santo. – Le due manifestazioni della volontà divina, che cosa sono, se non la duplice inabitazione dello Spirito Santo, promessa dal Signore alla sua Chiesa? Allorché, infatti, si attribuisce a una delle Persone della Santissima Trinità qualche operazione ad extra, allo Spirito Santo sono comunemente attribuite le operazioni della volontà. Annunziandone la sua venuta, Nostro Signore disse agli apostoli: Lo Spirito di verità abiterà presso di voi e sarà in voi (cf. Gv 14, 17). Egli abiterà presso di voi; ecco la inabitazione nella casa, ossia nella Chiesa; ecco il regno dei cieli nella Chiesa; ecco l’assistenza pubblica esterna, ufficiale, per la quale lo Spirito di verità mantiene le leggi divine e dirige le persone che hanno il compito d’interpretarle. Egli sarà in voi; ecco l’inabitazione intima, personale dello Spirito Santo, che agisce nell’anima e vi produce i fervori misteriosi della vita eterna; è il regno dei cieli in ogni anima fedele.

Da una parte, dunque, un potere regolatore mi dà la norma esterna di ciò che debbo fare; dall’altra, un movimento eccitatore mi dà l’animazione interna. Da un lato, l’autorità sociale, destinata a contenere; dall’altro, l’azione individuale, destinata a vivificare. Da un lato il corpo, dall’altro l’anima della vita cristiana.

237. La loro unione. – Queste due manifestazioni della volontà divina, queste due mani di Dio, questa duplice inabitazione dello Spirito Santo, queste due entrate nel regno non possono andare disgiunte nella formazione della mia vita. La mia attività dev’essere, ad un tempo, contenuta ed animata dallo Spirito di Dio. Mentre le regole della volontà significata, stabili e fisse, servono di norma all’esterno, le operazioni viventi, mobili e varie, della volontà di beneplacito, animano, trasformano l’anima in tutte le potenze. E’ in tal modo che le due mani di Dio si uniscono per contenere ed eccitare il mio movimento.

238. Divisione di questa Parte. – Ecco dunque tre punti: regole esterne della mia azione per Dio; segreti intimi dell’azione di Dio in me, unione vivente di questi due elementi formativi della mia vita. Da ciò tre domande: 1) Quali sono le regole tracciate alla mia azione dalla volontà significata? 2) Qual è la parte di azione che il beneplacito divino esercita sulla mia vita? 3) In che modo queste due azioni si uniscono? I tre libri seguenti saranno totalmente dedicati a risolvere queste tre questioni. Quando saprò quale debba essere la mia azione, l’azione di Dio, l’unione della mia azione con quella divina, conoscerò la mia via, saprò per quale cammino l’anima si eleva fino alla glorificazione del suo Creatore.

Questa seconda Parte è divisa perciò in tre libri aventi per titolo:

Il primo: la volontà significata.

Il secondo: la volontà di beneplacito.

Il terzo: il concorso delle due volontà.

È bene notare che, se le esigenze della chiarezza richiedono la divisione delle tre idee e la loro esposizione separata, non ne segue tuttavia che la volontà significata sia disgiunta dalla volontà di beneplacito, giacché, nel mio cammino verso Dio, esse sono collegate ed unite come il vapore ai tubi che lo contengono, come l’acqua al canale nel quale scorre. Non bisogna concludere che la pietà attiva é quella passiva, nel modo come vanno qui intese, siano due stati successivi dell’anima. Esse sono i due fattori di uno stesso movimento. Per meglio comprenderle tratterò dapprima ciascuna separatamente in due libri distinti, per poi considerarne, in un terzo libro, la sintesi vivente.

Annunci

Una Risposta

  1. Grazie grazie! Santo Avvento a tutti: rivivendo la Prima Venuta di Gesu’ prepariamo la Seconda Venuta nella Gloria, nella Pace e nella Sua piena Volonta’

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: