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La seduzione dell’Assoluto

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Da oggi,vi proporrò tre meditazioni sulla vocazione, in tre articoli, uno a settimana. I titoli dei testi saranno i seguenti:

  1. LA SEDUZIONE DELL’ASSOLUTO

  2. LE VIE DELL’ASSOLUTO

  3. AL DI LÀ DELL’ASSOLUTO

Le seguenti riflessioni, scritte da un certosino, possono certamente chiarire a tutti coloro che desiderano impegnarsi con tutto il proprio essere al servizio di Dio, anche in un diverso tipo di vocazione.

Ecco dunque, spiegata da un certosino una breve introduzione sul significato della vocazione come dono speciale di Dio.

MEDITAZIONE SULLA VOCAZIONE

Per diventare un certosino o una certosina, non basta solo voler esserlo, non basta essere accolto fraternamente o avere una buona formazione. Solo diventa un certosino/a colui o colei che, nel profondo della sua anima, sente una chiamata che è più potente di qualsiasi contraddizione che abbia dentro di sé e nei suoi dintorni. La vocazione certosina è opera di Dio. La partecipazione umana nella opera di Dio forse è più indispensabile in essa che in qualsiasi altro progetto, ma l’uomo sa che, se dipende solo dalle sue proprie risorse, egli resta totalmente incapace di farla.

Quindi ci sono diverse fasi da seguire: in primo luogo, una chiamata. Questa, esclusivamente interiore, cerca la sua realizzazione attraverso mezzi esterni, istituzionali, collegati ad una struttura la cui rigidità può stupire. Una volta che la decisione è presa, la scoperta della vita certosina concreta entra in un universo in cui i paradossi sono spesso difficili da accettare.

LA SEDUZIONE DELL’ASSOLUTO

Solo chi conosce è in grado di capire. La chiamata di Dio è una prova che va oltre gli argomenti e le parole. Quando Dio si manifesta, non c’è possibilità di confusione, è indubbiamente Egli stesso, anche se non si trovano i mezzi per esprimerlo. Trattiamo adesso di ciò che chiameremo “L’Assoluto”, a causa della mancanza di un termine migliore. Questo termine ha le sue imperfezioni, come tutti i termini utilizzati per parlare di Dio, però la differenza di questo detto “Assoluto” con tutto ciò che è già noto alla nostra scala contingente, è che esso evoca chiaramente il carattere di una profonda manifestazione di Dio. È Egli, e nessun altro! Egli si fa riconoscere immediatamente, anche senza mai essere stato trovato precedentemente. Egli non è paragonabile a nulla visto prima. Si presenta, certamente, come la perfezione che in un istante seduce il cuore, provocando una sete che nulla potrà saziare, tranne l’Assoluto. Colui che sperimenta questo fatto avvia una ricerca persistente per ottenerLo. Non c’è dubbio che i mezzi saranno sempre inadeguati ad un obiettivo di questa portata, ma egli farà tutto ciò che dipende da sé per raggiungerlo.

Donarsi a Dio per Egli stesso.

Per il certosino/a, che si impegna in questa ricerca, il mondo si presenta fin dall’inizio come la scoperta di un luogo già noto, anche senza averlo visto prima. Sembra che egli istintivamente trova le parole che rispondono a questa ricerca impegnata. C’è una sorta di connaturalità tra ciò che gli è stato detto e ciò che egli voleva dire a se stesso. Donarsi a Dio per ciò che Egli è. Vivere solo per Lui. Rinunciare a tutto ciò che non è Dio e trovare solamente in Lui la pienezza di ciò che si sta cercando. Non solo si vede questo nelle formule scritte, ma si ha la sensazione che esse sono vissute, anche se il quadro sembri un po’ meschino e disordinato.

Una rottura radicale con il mondo

L’Ordine Certosino associa, inseparabilmente, queste formule inebrianti di unione con Dio solamente, alle esigenze di separazione totale da quello che il linguaggio monastico tradizionale chiama il “mondo”. Non c’è in questo, nonostante alcune false interpretazioni, né manicheismo, né pessimismo, neanche disprezzo per ciò che è parte del mondo. Il mondo è l’umanità insieme impegnata in questa opera grandiosa di cooperare con l’azione di Dio, il Creatore. È l’uomo che tende a Dio attraverso lo specchio multiforme delle creature. È l’uomo religioso che illumina il volto del Padre in Cristo attraverso le mille forme di apostolato. Tutto questo è buono, tutto questo è un riflesso di Dio, ma nulla di questo è Dio. La scelta di Dio implica una conseguenza le cui richieste sono certamente indiscutibili, che è quella di allontanarsi da tutto ciò che non è Egli, perché le sue più belle opere sono nulla in confronto con Egli; Egli è il prescelto.

Cadere definitivamente in Dio

Parliamo di una seduzione dell’Assoluto. È certamente questo. Le parole di Geremia vengono in mente: “Mi hai sedotto, Signore, ed io mi sono lasciato sedurre”. La gioia di incontrare Dio rende più facile prendere tutte le decisioni, anche se vengono prese in modo riflessivo, calmo e ben giustificato. Ci rendiamo conto che non ci sono altre soluzioni; è necessario fare un passo enorme per impegnarci in modo totale con Dio. È necessario saltare nel vuoto, credere nell”Assoluto e allontanarsi da tutto ciò che non è Egli.

4° Risorgere con Cristo

Solo Gesù, con la sua morte e risurrezione, ha potuto realizzare questo sogno in modo completo e radicale: rispondere con tutto il Suo essere alla chiamata di Dio, entrare in Lui e ritrovarsi pienamente nel Suo seno. Scegliere la vita certosina è quello di inserirsi, in un modo particolarmente espressivo ed efficace, nella Risurrezione del Salvatore. C’è una morte di cui non sempre siamo pienamente consapevole all’inizio, ma che cancellerà totalmente i suoi effetti sull’uomo. C’è anche la nascita ad una nuova vita che ci mette veramente nell’intimità di Dio.

Un certosino

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