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La vita interiore di F. Pollien cap.V

LA VITA INTERIORE

semplificata e ricondotta al suo fondamento

Dom François Pollien

copertina libro

CAPITOLO V

AMORE DEL DOVERE

261. Amare la volontà di Dio. – 262. Il giogo e il peso divino. – 263. Lo spirito della legge. – 264. Le specie umane.

261. Amare la volontà di Dio. – Ciò che la mente deve conoscere, il cuore deve amarlo. Bisogna far tutto per amore e niente per forza; bisogna amare più l’obbedienza che temere la disobbedienza, dice san Francesco di Sales. E san Paolo ci dice: Noi non abbiamo ricevuto uno spirito da schiavi per ricadere nella paura, ma uno spirito da figli adottivi per mezzo del quale gridiamo: Abbà, Padre (cf. Rm 8, 15). E poiché lo spirito deve, al disopra di tutto, vedere la volontà stessa del Padre, anche il cuore deve affezionarsi ad essa più di tutto. Il libro della santità ha per titolo: Fare la volontà di Dio. Ecco la legge ché devo stabilire nella mia volontà e nel mio cuore (cf. Sal 39, 8). Il fine del richiamo è la carità (cf. 1Tm 1, 5); ed è anche il fine del cuore, poiché né il precetto può prescrivere, né il cuore può realizzare nulla di più alto.

262. Il giogo e il peso divino. – In questa volontà manifestata l’intelligenza apprende i comandi e i desideri di Dio. Questi ruscelli, che traggono origine dalla sorgente, devono essere amati quanto la sorgente stessa e a causa di essa. Queste leggi e direttive, spesso sono penose alla natura, della quale contrariano le cattive tendenze. Le prescrizioni sono un giogo, e il dovere ch’esse impongono è un peso. Il giogo non si può sostenere senza sforzo, né il peso trasportarsi senza fatica. Tuttavia, dice il Salvatore: « Prendete il mio giogo sopra di voi… e troverete ristoro per le vostre anime; il mio giogo infatti è dolce e il mio carico leggero » (Mt 11, 29-30). Ma che significano queste parole se non amare questo giogo in lui e lui in esso? Il mio cuore vada dunque a lui nell’amore alla sua adorabile volontà e riceverà la duplice benedizione riservata all’amore. Esso gusterà la dolcezza dei vincoli che lo legano al giogo della legge, e sentirà la leggerezza del peso che gli impone il dovere (n. 368).

263. Lo spirito della legge. – Questo amore non si arresta al fatto esterno della legge e del dovere, ma considera la volontà sommamente amabile, che impone o propone. Esso va anche oltre, poiché in questa volontà adora e ama teneramente l’intenzione a cui essa si ispira, il fine a cui essa mira. La volontà divina ci presenta comandi e consigli solo in vista della nostra santificazione. Questo fine di santità, in cui si rivela lo spirito di ogni precetto e di ogni consiglio, dev’essere desiderato come lo desidera Dio, amato come egli l’ama, stimato come egli lo stima. Poiché, secondo quanto dice al suo servo, Dio vuole questo bene (cf. Sal 118, 65); il servo lo voglia col Maestro, e aderisca: alle regole divine, per santificarsi; alla santità, per uniformarsi a colui che comanda o domanda; al gusto del Signore, per glorificarlo. Ecco l’amore intelligente, completo, perfetto. Come tutto è raggiante di luce e di soavità in questo soggiorno dell’amore eterno!

264. Le specie umane. – La sottomissione d’amore che sulla scala della legge e del dovere, della volontà e delle intenzioni divine, si eleva fino all’intimo di Dio, sa anche inchinarsi verso gli intermediari di cui il Signore si serve. Amerò dunque la Chiesa nelle sue leggi, poiché essa è il portavoce di Dio. Amerò i superiori perché sono i suoi interpreti viventi. Non mi arresterò affatto agli accidenti umani, che possono non essere del tutto amabili, ma vedrò al di là il fatto divino che si manifesta anche mediante questi mezzi. Mi ricorderò, secondo la bella espressione di un autore russo, « che, nella Chiesa, sotto le specie di una società visibile e umana, si nasconde la sostanza divina, e che tutto ciò che può sembrare anormale nella storia della Chiesa, appartiene alle specie umane e non alla sostanza divina ». Com’è indizio di un cuore puro e retto saper distinguere ed amare la sostanza divina sotto le specie umane, la volontà di Dio negli uomini pieni di difetti! Com’è facile e comune, purtroppo, allegare a pretesto i difetti degli uomini per non sottostare al giogo divino!

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