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La vita interiore di F. Pollien cap.IX

LA VITA INTERIORE

semplificata e ricondotta al suo fondamento

Dom François Pollien

copertina libro

CAPITOLO IX

LO SPIRITO DI PIETA

277. Motto di unità e regola di vita. – 278. Incontro divino. – 279. L’occhio chiuso. – 280. Squarciare il velo.

277. Motto d’unità e regola di vita. – Non posso dimenticare che tendo ad eseguire un piano costante di unità e di vita (n. 6). Occorre dunque riassumere questa parte attiva della mia pietà in un motto ed in un regolamento che siano per me come una voce ispiratrice, e mi dicano il tutto dell’unità ed il modo di vita, tutto ciò che posso fare per Dio ed il modo di farlo secondo il suo volere. Perciò, motto e regolamento dovranno essere presi nel loro più alto ideale e nel significato più esteso.

Il motto è: il dovere. Con questa parola intendo, in generale, tutto ciò che mi è tracciato da un’indicazione divina di precetto o di consiglio. Per conseguenza, non solo ciò che è volontà assoluta di Dio e obbligo stretto per l’uomo, ma anche ciò che è desiderio per lui e direzione per me. Intendo ciò che è tracciato per me, ciò che è la mia parte personale di attività, nel mio servizio di gloria e nella mia speranza di felicità. Intendo ciò che mi è indicato in tutta l’altezza e l’ampiezza del fine da raggiungere, della regola da seguire, dei mezzi da usare.

Il tutto dell’unità, così inteso nel motto, è il modo di vita nella regola. Vedere, amare e compiere il dovere nell’ordine voluto da Dio, il suo ordine nella sua volontà, la sua volontà nella sua intenzione; qui non vi è più soltanto la lettera del dovere, la quale è morta quando è isolata, ma vi è il suo spirito vivente, che attraverso le regole ed i mezzi creati, va fino a Dio e attinge le sue ragioni e la sua vita nella sua volontà e nella sua intenzione.

278. Incontro divino. – Ma lo spirito non è compreso che dallo spirito; lo spirito del dovere dallo spirito di pietà, che sa vedere, gustare e sentire Dio in tutte le cose. Ed è precisamente qui che questo spirito giunge al suo divino incontro di conoscenza, di amore e di operazione con colui che cerca. Qui, infatti, nel dovere del momento, si fissa il pensiero presente di Dio su me; qui conduce la parte attuale del suo disegno; qui si esprime la sua volontà; qui hanno termine le operazioni di beneplacito che mi saranno rivelate nei due libri seguenti; qui infine scorrono le grazie delle quali tratterà la terza Parte; qui dunque Dio esercita atti vivificati da una presenza tutta personale per me, poiché vista, volontà, operazioni e grazie sono esclusivamente per me. Ciò che egli è e fa, lo è e lo fa solo per me.

Se il mio pensiero, la mia volontà e la mia azione si concentrano là, vedo ciò che lui vede, voglio ciò che lui vuole, opero con lui, vivo di lui. Ed eccomi alla presenza viva del Dio vivente, unito vitalmente al Dio della mia vita. Questa non è più una presenza immaginaria in cui io mi unisco col pensiero e con l’affetto a certe supposizioni create da me stesso, ma è l’incontro della mia vita operante con quella di colui che è tutto mio, essendo io tutto suo; che è mio Padre, perché mi dona la sua vita, del quale io sono figlio poiché ricevo e vivo la sua vita. « Ma a noi Dio queste cose le ha rivelate per mezzo dello Spirito; lo Spirito infatti scruta ogni cosa, anche le profondità di Dio. Chi conosce i segreti dell’uomo se non lo spirito dell’uomo che è in lui? Così anche i segreti di Dio nessuno li ha mai potuti conoscere se non lo Spirito di Dio. Ora, noi non abbiamo ricevuto lo spirito del mondo, ma lo Spirito di Dio per conoscere tutto ciò che Dio ci ha donato » (1Cor 2, 10-12).

279. L’occhio chiuso. – L’uomo naturale però non comprende le cose dello Spirito di Dio; esse sono follia per lui, e non è capace di intenderle, perché se ne può giudicare solo per mezzo dello Spirito» (1Cor 2, 14). Se dunque continuo ad essere uomo naturale, che giudica al modo umano, dall’esterno, la lettera morta, non percepirò il dovere nell’altezza del suo tutto e nella larghezza della sua unità; non vedrò altro che doveri sempre limitati. Meno ancora ne sentirò la vita. Arrestato ed assorbito dal lato materiale esterno, il mio occhio non saprà squarciare il velo sotto il quale Dio, celando la sua volontà e i suoi disegni, si nasconde, in modo da aver riguardo alla mia debolezza ed eccitare la mia ricerca, e non già per non essere sentito e raggiunto dalla purezza del cuore. Come la Maddalena, io non riconoscerò Gesù sotto la veste del giardiniere. E me felice se, come lei, saprò interrogare il mio giardiniere, cioè il mio dovere, affinché mi faccia trovare colui che cerco! Egli mi risponderebbe subito la parola d’amore che mi aprirebbe gli occhi e mi farebbe esclamare: Rabbuni, Maestro! (cf. Gv 20, 14-16). Ma io commetto l’errore, così grave e comune, di lasciare il dovere per seguire certe pratiche di devozione secondaria, in cui credo di trovare Dio più sicuramente. Tali pratiche, estranee al dovere, non gioveranno mai, perché sono fuori della volontà di Dio, il quale ha stabilito che il luogo del suo incontro sia solo ove è la sua volontà.

280. Squarciare il velo. – Ah! se fossi capace di non lasciarmi offuscare dal velo e di comprendere che là, nel dovere del momento, mi sono preparati e riservati l’istante e il luogo di unione! Non andrei, inutilmente angosciato, a cercare lontano colui che è così vicino. Uno sguardo più attento, una più fedele perseveranza me lo mostrerebbero presto ed io sentirei dirmi: Vieni, io sono qui, poiché qui è la mia volontà. Sono qui per te, perché è questo che voglio specialmente da te. Sono qui con la mia azione e la mia grazia, perché non domando alcunché senza aiutarti. Beato chi trova in Dio la sua forza! (cf. Sal 83, 6).

Debbo dunque avere un concetto più elevato del mio dovere, un sentimento più vivo della presenza del Signore nella sua volontà, la certezza di poterlo raggiungere là; allora mi immergerei festante e generoso nel compimento del mio dovere per essere immerso in Dio. È ben vero, o Signore, che è disteso un velo nel cuore di coloro che non sanno ravvisarti in ogni tuo comando o consiglio! Ma è altrettanto vero che basta rivolgersi a Te perché il velo cada.

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