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Dom Polycarpe de la Rivière

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Il personaggio di cui voglio parlarvi nell’articolo di oggi, è un enigmatico priore certosino che risponde al nome di Dom Polycarpe de la Rivière. La sua vita è avvolta da un alone di mistero, che ne fa di lui un personaggio affascinante. Ma cominciamo a conoscerne la sua vita. Sappiamo qualche notizia della sua infanzia per una introduzione scritta da egli stesso nel libro “L’adieu du monde”. Nacque da una famiglia nobile di Velay, nell’Alta Loira, in Francia probabilmente nel 1586, ed il suo nome di battesimo era François. Fin da giovane cominciò i suoi studi presso la cattedrale di Puy-en-Velay, dove imparò l’arte del canto. Tale dote fu apprezzata dallo scrittore francese Honoré d’Urfé, il quale rapito dalla voce del giovane lo invitò al palazzo di Margherita di Valois per offrirsi al suo servizio. Il giovane François, inorgoglito accettò l’invito e recatosi alla corte della Regina Margot, ebbe una inaspettata opportunità di incrementare le sue conoscenze e la sua erudizione. Potè avvalersi di una ricca biblioteca presente nel palazzo di corte, per ampliare i suoi studi. Le sue doti canterine furono da tutti molto apprezzate. Tale condizione perdurò fino al 1605, allorquando egli fece ritorno alla sua casa natìa, e data la sua inclinazione per la vita religiosa decise poi di entrare come novizio in un convento gesuita. Successivamente, sappiamo che il giovane François, nel 1608 decise di diventare certosino entrando nella Grande Chartreuse, dove il 1 marzo del 1609, all’età di 23 anni, fece la professione solenne scegliendo il nome di Polycarpe. La sua vocazione, non farà cessare la sua voglia di studiare, difatti dedicherà molto del suo tempo alla scrittura realizzando molti testi, rimasti in forma di manoscritti. Durante la sua permanenza in questa certosa fu molto benvoluto dal Reverendo Padre Priore Dom Bruno d’Affringues, il quale apprezzatene le qualità decide nel 1618 di inviarlo come procuratore alla certosa di Lione. Tale incarico gli consente di frequentare molte personalità e studiosi della città, questi incontri contribuiranno alla stesura di un nuovo testo dal titolo “Ricreazione Spirituale sul Divino Amore e il bene delle anime”. Susseguirono altri scritti che riscossero un notevole successo nel mondo letterario, tra cui “Mondo Addio, o il disprezzo della sua vana grandezza” un imponente tomo di 900 pagine!

polycarpedix-1

Nel 1618, viene trasferito alla certosa di Sainte Croix en Jarez, diventandone priore, e continuando la sua predilezione per la scrittura di testi. Produsse tre volumi, inizialmente per poi realizzare, nel 1626, la sua opera più importante: “Angelica. Eccellenze e perfezioni della immortalità dell’anima”. Questo libro risulta essere una lunga meditazione, sotto forma di “specchio” in cui l’autore si impegna in una sorta di dialogo con la sua anima, che chiamava Angelica. Un vero capolavoro, ma per alcuni un criptato riferimento alla segreta “Società Angelica”!?

Il bizzarro autore certosino amava firmare con un anagramma del suo nome i suoi scritti: L’ay de propre le ciel d’amour  et l’ay d’amour le ciel propre ovvero Polycarpe de la Riviere!
Nel 1627, Dom Polycarpe lascia la certosa di Jarez in condizioni finanziarie eccellenti grazie alla sua gestione oculata che ne risana le finanze, e viene quindi incaricato dall’Ordine di fare il Priore alla certosa di Bordeaux ed anche il Convisitatore della Provincia di Aquitania. Questo incarico lo portò a viaggiare molto per verificare le condizioni delle certose di quella Provincia cartusiana, e quindi non ebbe molto tempo da dedicare alla scrittura, e conseguenzialmente,  la sua produzione letteraria ebbe una brusca frenata anche a causa di una fastidiosa febbre malarica che lo stremò per ben sei mesi. Nel 1631 fu inviato come Priore alla certosa di Bonpas, ricoprendo anche il ruolo di Visitatore della Provincia di Provenza. In questa nuova sede, Dom Polycarpe grazie alla sua saggezza e sapienza riuscì a coltivare illustri amicizie di poeti, scrittori nonché di vari nobili benefattori che “forse” fecero donazioni alla certosa. Sotto il suo priorato fu infatti costruito un nuovo chiostro con nuove celle, una nuova sala capitolare e la chiesa fu sontuosamente decorata ed arricchita con pregevoli opere. E’ questo il luogo ed il momento dove avviene una profonda svolta nella vita di questo certosino, egli infatti ritroverà il tempo per potersi dedicare alle scritture, ma inspiegabilmente il contenuto dei suoi testi cambia radicalmente.Passa ad affrontare temi storici che trasudano esoterismo e non più concetti religiosi e spirituali. Temendo il giudizio dell’Inquisizione, i suoi libri vengono boicottati dall’Ordine certosino, che gli nega il permesso di proseguirli facendoli restare opere incompiute dal contenuto proibito e compromettente per l’intera Chiesa. A seguito di queste controversie ed anche a causa di una malattia che gli impediva di deambulare speditamente, Dom Polycarpe chiede “misericordia” ovvero il permesso di abbandonare l’incarico di Priore, che gli viene prontamente accordato. Decide di recarsi a Moulins, intenzionato a curarsi con una terapia di acque termali da fare a Mont-Dore, in Auvergne. Una scelta bizzarra vista la distanza notevole, circa 150 chilometri e soprattutto il tipo di efficacia di quelle acque termali per patologie legate all’apparato respiratorio e non per problemi reumatici. Questa è una delle tante stranezze legate alla storia di questo personaggio. Ma la storia continua…
Siamo giunti nel gennaio del 1639, egli si diresse verso la meta con un servitore e due cavalli, ma giunto a circa 50 chilometri dalla località termale, impose al servitore di non seguirlo e procedette a piedi, nonostante i forti dolori agli arti, inoltrandosi in un fitto bosco. Siamo arrivati all’epilogo di questa storia misteriosa, Dom Polycarpe de la Rivière scomparve fra la fitta vegetazione e la nebbia, e di lui non si ebbero più notizie. Due mesi dopo il Priore Generale Dom Giusto Perrot, chiese di fare indagini nella zona, ma esse non diedero nessun esito. L’enigmatico Dom Polycarpe era scomparso misteriosamente nel nulla!
Ad oggi, nonostante molteplici ricerche, l’enigma non è stato ancora risolto. Sono state varie le ipotesi fatte intorno a questa misteriosa scomparsa, che sembra essere la risultanza di un cambiamento avvenuto gradualmente nell’animo di questo priore certosino. Vi ho descritto i fatti salienti della sua esistenza, e vi ho accennato delle sue conoscenze, dei suoi studi e dei suoi incontri con diversi illustri personaggi, nei vari luoghi dove ha vissuto Qualcuno ha ipotizzato che proprio in alcune frequentazioni si cela la sua trasformazione, ovvero ambienti esoterici che lo hanno indotto al cambiamento. Inoltre altri enigmi si pongono circa il suo periodo trascorso a Bonpas, questa certosa era precedentemente stata un antico insediamento dei Cavalieri Templari, pertanto probabilmente sede di leggendari antichi tesori, letterali (libri antichi e pergamene) e materiali ( ingenti preziosi utilizzati per l’ampliamento della certosa) trovati da Dom Polycarpe ed alla base della sua radicale trasformazione?
Un altro interrogativo è circa i suoi preziosi scritti dell’ultimo periodo, dai quali non si divideva mai e che egli pare abbia abbandonato o affidato a qualcuno, se ne sarebbe mai disfatto così semplicemente?
E poi sulla scomparsa, rendendosi conto di essere venuto a conoscenza di arcane verità inconfessabili, ha forse voluto uscire di scena il saggio certosino non volendo essere un pericolo per la Chiesa e per l’Ordine certosino?
A tutte queste domande ed a tante altre che potremmo porci oggi, purtroppo probabilmente non si troverà mai una risposta sensata ed attendibile. A me piace celebrare Dom Polycarpe indiscutibilmente come una delle più brillanti menti del XVII° secolo, autore di numerose opere di devozione celeberrime nel suo tempo, il quale anziché cercare fama e successo ha preferito la quiete della vita monastica certosina, egli infatti spesso diceva:“ Sono contento che mi conoscano e mi apprezzino come religioso solitario”. Resterà per sempre un personaggio avvolto in un fitto alone di mistero.

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2 Risposte

  1. Bem Haja, Jose

  2. Ce fameux Polycarpe de la Rivière semble être tombé sur des manuscrits historiques qui l’auront ébranlé dans son orthodoxie. À noter que les deux fraternités auxquelles il semble avoir adhéré sont étrangement liées à la naissance plus tard de certains groupes de franc-maçons ….??? Comme quoi les études trop poussées n’ont pas leur place dans une vie monastique!

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