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Fratello Jeronimo Durban

Ancora una vita esemplare di un fratello donato certosino, questa storia viene dalla certosa di Vall de Cristo, di cui possiamo ammirare una ricostruzione virtuale molto interessante.

Fratello Jeronimo Durban

Poca ricchezza e molta virtù, ecco ciò che distingueva la famiglia Durban. Avremmo difficilmente trovato nella città di Valencia (Spagna) un posto più umile e più onesto allo stesso tempo. Queste persone valorose educavano la loro piccola famiglia nella pietà e nel timore di Dio. I bambini, costretti a bastare a se stessi, perpetuano le pie tradizioni della loro casa.Colui, a cui dedichiamo questo racconto, era mirabilmente dotato sia nello spirito come nel cuore. Fu, molto dispiaciuto, di accontentarsi dell’educazione comune data ai figli dei lavoratori. Ma, in cambio, fece progressi veloci nella scienza della salvezza. Troppo giovane, amava la preghiera, fuggiva dal gioco e andava in Chiesa. Appena trascorsa l’infanzia, provò questa attrazione misteriosa per le cose sante, che è uno dei tratti distintivi più comuni della vocazione religiosa. Nel corso degli anni l’attrazione fu definita e non avendo il minimo dubbio rispetto i disegni di Dio su di lui, parte per Vall de Cristo. Egli aveva le competenze richieste e soddisfaceva le condizioni indispensabili per essere ammesso tra i conversi. Ma questa situazione non si adattava bene alla sua umiltà, egli si considerava felice di essere collocato nell’ultimo posto della famiglia. Nessuno può decidere di salire più in alto. Questo è il motivo per cui Jerome Durban rimase donato tutta la vita.

Il buon fratello non ha mai lasciato il suo ruolo. Aveva una benevolenza estrema verso tutti, buono e paziente anche per gli animali. Era ammirato dalla comunità per il suo amore per l’osservanza, per la semplicità dei suoi modi, per il suo solito linguaggio riservato. Il suo esterno, però, si distingueva al punto che lo chiamavano Padre Jeronimo, Dom Jeronimo. L’abitudine del raccoglimento, la lettura di autori spirituali, la meditazione, lo familiarizzavano con i segreti della vita interiore. I suoi confratelli, attratti dal fascino della sua conversazione ed il buon odore dei suoi esempi, cercavano con emozione la sua presenza.

Da infanzia, si notava in lui una grande pietà per la Santa Vergine. Questa devozione non faceva altro che crescere nel corso degli anni. Nel chiostro, il Fratello Durban era notato come un devoto servo di Maria. Questa buona Madre lo ricompensò visibilmente. Colpito da un cancro nella lingua, intorno all’età di sessant’anni, il pio donato soffrì per un lungo tempo dolori lancinanti, in grado di esaurire la pazienza del più provato degli uomini. Dopo aver ricevuto gli ultimi sacramenti, pronunciò alcune parole piene di unzione e cantò le misericordie del Signore. Poi, avvertito della sua fine vicina, accese alcuni ceri che aveva in serbo per questa solenne occasione. Dopo recitò il Pater, l’Ave, il Credo, la Salve Regina e si addormentò nel sonno dei giusti alla stessa ora. Era il 26 dicembre dell’anno 1601.

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Una Risposta

  1. Piedad, temor de Dios, oración, mucha virtud, humildad, longanimidad… un alma fortalecida y purificada en el crisol de la enfermedad…

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