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Assunzione della Vergine Maria

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Asuncion de la Virgen (retablo mayor Cartuja de Miraflores)

In occasione della Festa dell’Assunzione della Vergine Maria, vi offro questo estratto di un omelia concepita da un Priore certosino per la sua comunità.

Dopo la morte del Nostro Signore, dopo la sua gloriosa ascensione al cielo e la diffusione dello Spirito Santo a Pentecoste, sarebbe arrivato il giorno in cui la presenza di Maria Santissima nella Chiesa primitiva, non sarebbe stata più visibile agli occhi, così come la presenza di Gesù, anche se ha detto: “io sono con voi fino alla fine del mondo” (Mt 28, 20).

È successo, quindi, ciò che la Chiesa chiama l’Assunzione della Madonna. Sin dai tempi antichi la Chiesa ha insegnato e ha celebrato questo mistero: la piena di grazia che ha accompagnato Gesù dalla sua nascita fino alla sua morte, fu elevata alla Gloria del Cielo. È una verità che fa parte del patrimonio della nostra fede, fin dai primi tempi, nonostante solo confermata dal Magistero del Papa Pio XII nel 1950. Si tratta di una delle più dolci verità della fede, verità confortante ed ispiratrice.

Significa che Maria vive in cielo con la Santa Trinità, ma vive come una madre a prendere cura di noi, a guardarci, a intercedere per noi. Una madre umana, pienamente umana e glorificata nella gloria della vita eterna di Dio. Adesso con Dio, immersa in Dio, lei contempla – alla luce divina – il piano di Dio per l’umanità, per ciascuno di noi, suoi figli, ed in ogni momento della nostra esistenza. Abbiamo capito bene cosa questo significa? Dio ha voluto passare attraverso Maria per arrivare a noi e darci la sua vita e salvezza.

Maria Santissima nella gloria di Dio veglia su di noi: nelle ore di gioia e di dolore, nei momenti difficili, nei tempi di solitudine, nel nostro umile sforzo di preghiera e di lode, nelle mie cadute e quando mi alzo… Non c’è un passo, nessun minuto della mia vita, non c’è alcun palpito del mio cuore di figlio che non sia accompagnato dall’amore della Madre di Dio e Madre nostra.

La solennità di oggi deve riempirci di fiducia nella nostra vocazione e nella nostra preghiera, riempirci di gioia, perché siamo orgogliosi di essere figli della Madre di Dio. Soprattutto perché la nostra vocazione contemplativa ci unisce in modo particolare al mistero del silenzio e dell’intercessione della Madre di Dio durante la sua vita (Statuti 34.2).

Il Concilio insegna che Maria, assunta in cielo, diventa “più vicina a noi”. Noi vicini a Lei ed in Lei, possiamo raggiungere in questa vita che chiamiamo la “valle di lacrime”, una luce più soave, più piena, più confortante.

Oggi Maria Santissima è entrata nella contemplazione definitiva di Dio. Chiediamo a Maria di farci partecipi della sua contemplazione. Vicino a Maria, o meglio, in Maria, siamo in grado di comprendere più facilmente ed assaporare più chiaramente quanto Dio ci ama. E così, “saremo in grado di comprendere con tutti i santi quale sia l’ampiezza, la lunghezza, l’altezza e la profondità, e di conoscere l’amore di Cristo che supera ogni conoscenza” (Ef 3,18).

Che sia questo il regalo della Madre di Dio ai suoi figli, in occasione della sua solennità.

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