• Translate

  • Follow us

  • Memini, volat irreparabile tempus

    settembre: 2017
    L M M G V S D
     123
    45678910
    11121314151617
    18192021222324
    252627282930  
  • Guarda il film online

  • Articoli recenti

  • Pagine

  • Archivi

  • Visita di Benedetto XVI 9 /10 /2011

  • “I solitari di Dio” di Enzo Romeo

  • “Oltre il muro del silenzio”

  • “Mille anni di silenzio”

  • “La casa alla fine del mondo”

  • Live from Grande Chartreuse

  • Inserisci il tuo indirizzo email per seguire questo blog e ricevere notifiche di nuovi messaggi e-mail.

    Unisciti ad altri 619 follower

  • Disclaimer

    Questo blog non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge N°62 del 07/03/2001. Rare immagini sono tratte da internet, ma se il loro uso violasse diritti d'autore, lo si comunichi all'autore del blog che provvederà alla loro pronta rimozione. L'autore dichiara di non essere responsabile dei commenti lasciati nei post. Eventuali commenti dei lettori, lesivi dell'immagine o dell'onorabilità di persone terze, il cui contenuto fosse ritenuto non idoneo alla pubblicazione verranno insindacabilmente rimossi.


La vita interiore di F. Pollien cap.II

LA VITA INTERIORE

semplificata e ricondotta al suo fondamento

Dom François Pollien

copertina libro

CAPITOLO II

LA LORO SCELTA

440. I fiori del giardino della Chiesa. – 441. Pratiche obbligatorie. – 442. Pratiche di consiglio e facoltative.

440. I fiori del giardino della Chiesa. – Nella Chiesa, giardino chiuso dello Sposo celeste, si trova una meravigliosa varietà di fiori, cioè di pratiche pie, rispondenti ai molteplici bisogni delle anime. Tutti questi fiori, ossia queste pratiche, quando appartengono veramente al giardino dello Sposo, cioè quando sono approvate dalla Chiesa, sono frutti di gloria e di ricchezza. Emanazioni dello Spirito di Dio e fruttificazione dell’anima della Chiesa, o efflorescenze olezzanti del cuore dei santi, esse spandono il buon odor di Gesù Cristo e profumano le anime di santità. Oh, quanto è bene coglierli!

Ma non tutti gli esercizi di pietà convengono a tutti. A che giova una sì ricca varietà, se non a soddisfare le molteplici necessità delle anime? Fra questa moltitudine di fiori, ognuno può scegliere, secondo il proprio desiderio e gusto, sempre sicuro di trovare pieno appagamento. Occorre scegliere, poiché prendere tutto sarebbe opprimente ed impossibile, e rifiutar tutto sarebbe far sfiorire la pietà. E’ necessario comporre un mazzo; ciascuno il proprio. La scelta dei fiori e la loro disposizione dipende dallo stato dell’anima, poiché un esercizio può essere utile ad uno e non ad un altro. Un insieme di esercizi molto atti per uno stato, diventerebbe ridicolo per uno stato diverso.

Come farò questo mazzo? Quali fiori sceglierò? Come li disporrò? Per riuscirvi, debbo anzitutto fissare i miei sguardi sul fine supremo e non perderlo di vista, poiché ogni fiore è utile solo in quanto serve a questo fine. In secondo luogo, debbo interrogare i bisogni dell’anima mia, le sue debolezze, le sue attitudini, il suo stato attuale per fare la scelta e la disposizione occorrente. In terzo luogo, consulterò il mio direttore, poiché senza di lui raccoglierei spesso un mazzo abbastanza meschino. Se osserverò queste tre condizioni, farò certamente una buona scelta di esercizi, un buon ordinamento di vita. Il mio mazzo di fiori spirituali mi gioverà, mi attirerà, ed io correrò all’odore dei suoi profumi (Ct 1, 3).

441. Pratiche obbligatorie. – Nel mio mazzo, non tutti i fiori avranno la stessa importanza, ma gli uni avranno. maggior splendore, profumo, efficacia e utilità degli altri. Certi esercizi di pietà sono obbligatori ed hanno sempre la precedenza sugli altri. Ad essi, fedeltà assoluta, amore costante e adesione di tutte le forze dell’anima. Essi mi sono imposti: sono dunque l’alimento necessario della mia pietà. Senza questo cibo cadrei nell’inedia e non potrei mai avanzare sulla via che debbo percorrere. Nella mia estimazione nulla dev’essere anteposto a questi esercizi. Essi debbono occupare il posto principale nella disposizione della mia giornata. Se sono sacerdote, la messa e la liturgia delle ore avranno le mie prime e migliori cure, poiché in essi voglio cercare il mio alimento sostanziale. Da essi la mia orazione deve attingere le ricche sostanze che la Chiesa ha preparato per i suoi sacerdoti. L’orazione del sacerdote, infatti, difficilmente avrà la sua forma ed il suo valore sacerdotale, se egli non attinge soprattutto dalla santa messa e dall’ufficio divino (n. 271).

442. Pratiche di consiglio e facoltative. – Vi sono pratiche pie che servono all’osservanza dei comandamenti e dei consigli e fanno parte di essi. Come dunque non v’è da scegliere tra i comandamenti, che devono essere tutti ugualmente osservati (n. 245), così non v’è scelta tra le pratiche obbligatorie. E come si impone la scelta per i consigli (n. 246), così pure quella per le pratiche corrispondenti. Sia che tale scelta sia fatta, per me, da una regola o dalle indicazioni della Chiesa, sia che la faccia io stesso con le precauzioni testè suggerite (n. 440), una volta fatta, la mia pietà vi si deve attenere con fedeltà costante, quanto lo permetterà la debolezza della mia natura. Dopo gli esercizi di obbligo, vengono le pratiche di consiglio. E qui devo far attenzione a non fermarmi troppo a pratiche di mia scelta, con pregiudizio di quelli, ben sapendo, per l’autorità stessa del consiglio che me le traccia o indica, che esse sono pure ricche per il nutrimento dell’anima mia.

Nelle refezioni spirituali, gli esercizi obbligatori sono i piatti sostanziosi, mentre le pratiche di consiglio sono i piatti di contorno. Vengono infine gli accessori, rappresentati dalle pratiche interamente facoltative. Alcune di queste possono essere utili, ma ne occorrono poche e ben scelte (nn. 371, 372). Un pasto serio non dev’essere fatto di inezie. Chi si nutre solo di queste mostra che la sua salute è malferma. Accetterò dunque le pratiche facoltative solo in quanto mi saranno di giovamento per sostenere ed incoraggiare la mia fedeltà alle pratiche più sostanziose.

Inoltre, in ciò che è facoltativo, saprò conservare una certa libertà e non mi legherò irrevocabilmente a nessuna pratica. Siccome le necessità dell’anima variano secondo le sue ascensioni, le pratiche utili per un periodo, possono essere nocive in un altro, e certe pratiche che non convengono all’inizio diventano in seguito necessarie.