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Rose per la Vergine Maria

Madonna del Rosario adorata dai certosini , Francisco de Zurbarán, circa. 1638-1639

In omaggio alla giornata dedicata alla Madonna del Rosario, vi offro questo racconto tratto dalle cronache delle tradizioni certosine.

Si narra che un fratello converso dell’Ordine dei certosini, non sapeva nè leggere nè scrivere, cosicchè non poteva cantare i Salmi in latino, come era in uso nei monasteri del tempo. Tutti i giorni, quando alla sera terminava il suo lavoro, (da portinaio, da addetto alle pulizie, da giardiniere, ecc) andava nella cappella del monastero, si poneva  in ginocchio difronte all’immagine della Vergine Maria, e recitava per 150 volte l’Ave Maria 150 così come il numero dei salmi, mentre i monaci pregavano il Breviario in latino. Poi si ritirava, come gli altri monaci, nella sua cella.

Al mattino, mezzanotte per il mattutino, la sera per i Vespri arrivava sempre prima di tutti i suoi fratelli e si dirigeva alla cappella per ripetere, come al solito, il suo saluto alla Vergine con le sue 150 Ave Maria mentre i sacerdoti cantavano l’Ufficio divino in latino.

Il Padre Priore notava con stupore che ogni giorno quando il devoto converso entrava nella chiesa per pregare la preghiera nel Coro con tutti i monaci, c’era un delizioso ed intenso profumo di rose, come se fossero state appena tagliate … e ciò era curioso!

Ha per questo chiesto ai monaci incaricati di prendersi cura di adornare l’altare della Vergine se dipendesse dalla loro attività, ma essi risposero che in quella stagione non vi erano rose nei roseti dei loro giardini!

Un giorno, il fratello converso si ammalò gravemente; gli altri monaci notarono che l’altare della Vergine non emanava il solito odore e dedussero che era a causa dell’assenza ai piedi della Vergine del pio fratello che sostava pregando con estrema intensità …

Ma come? Nessuno lo aveva mai visto tagliare una rosa nel monastero, né lo aveva visto abbandonare i suoi lavori quotidiani.

Una bella mattina erano sorpresi che pur essendosi alzato, nessuno riusciva a trovarlo da nessuna parte nella certosa, in nessuna “obbedienza” dei Fratelli. Hanno fatto suonare la campana e tutti si sono riuniti nella chiesa: ogni monaco entrando rimase basito, perché intravide il fratello laico in ginocchio davanti alla immagine della Vergine recitando estasiato le sue Ave Maria ed a balbettare con le labbra ogni preghiera rivolta alla signora. Ad ogni Ave Maria, una rosa appariva prodigiosamente sulle fioriere poste sull’altare … Cosicchè, alla fine dei 150 saluti, cadde morto ai piedi della Vergine con un sorriso unico!

Da allora i monaci certosini, non smisero mai di pregare le 150 Ave Maria, seguendo l’esempio del santo fratello converso, convinti che il “Salterio di Ave Maria” o “Rosario” è il più bel regalo e tributo che avrebbero potuto offrire alla Madre di Dio !

Una Risposta

  1. Come e bello. Grazie tante!

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