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La vita interiore di F. Pollien cap.I

LA VITA INTERIORE

semplificata e ricondotta al suo fondamento

Dom François Pollien

copertina libro

CAPITOLO I

NATURA DELLA GRAZIA

496. Che cos’è la grazia? – 497. La grazia attuale. – 498. La grazia abituale. – 499. Effetti della grazia santificante. – 500. Le due grazie combinate.

496. Che cos’è la grazia? – La grazia, dicono i teologi, è un dono soprannaturale e gratuito, che Dio fa alla creatura ragionevole, per condurla alla vita eterna. La grazia e come una effusione soprannaturale della virtù di Dio, che eleva l’uomo al disopra di se stesso, e abilita le sue potenze e il suo essere all’unione diretta con lui, per questa vita e per l’eternità. Essa è essenzialmente ed assolutamente soprannaturale, tale che nessuna creatura, né reale né possibile, non ha né può avere per sua natura diritto alla grazia. È al disopra di tutto. Anche per gli angeli, come per la Vergine, nonché per l’umanità santa del Salvatore, essa è un dono gratuito e affatto soprannaturale. Per la Vergine, per gli angeli e per gli uomini, è il mezzo dell’unione con Dio. Per essa, e solo per essa, la mia vita si unisce a quella di Dio, il mio movimento al suo.

497. La grazia attuale. – Vi sono due sorte di grazie: quella transitoria e quella stabile; quella di azione e quella di unione; quella del lavoro e quella della vita: la grazia attuale e la grazia abituale.

La grazia attuale è quella che unisce la mia azione a quella di Dio; è la grazia transitoria della via. In che consiste? Essa consiste in un impulso vitale impresso alle mie potenze, per farle agire con Dio. È una luce che aiuta la mia mente a vedere Dio, e gli esseri secondo Dio. E’ un calore che porta il mio cuore ad amare Dio e le creature per Dio. È una forza che aiuta le mie facoltà di esecuzione a servire Dio e a servirmi delle cose per Dio. Luce, calore e forza soprannaturale: ecco la grazia attuale.

Si chiama così, perché è attiva e spinge all’azione, perché è il soccorso attuale del momento presente; perché, infine, è data e ripetuta ad ogni atto. È come il tocco della mano di Dio, che mi aiuta in ogni azione richiesta dal dovere.

Questo tocco della mano di Dio, se mi previene, per suggerirmi il pensiero, ispirarmi il desiderio ed eccitarmi a cominciare l’atto che debbo compiere, è grazia preveniente. Se, invece, sostiene il mio occhio nella vista, il mio cuore nell’amore e le mie forze nell’esecuzione del dovere fino al suo perfetto adempimento, è grazia cooperante. Per essa si stabilisce e si mantiene il concorso della mia azione con quella divina. La grazia attuale, dunque, risultando dall’azione di Dio per suscitare la mia, sta nel mezzo; è il tratto di unione, il punto di congiunzione tra la mia cooperazione e l’azione divina.

498. La grazia abituale. – Se l’impulso della grazia attuale spinge alla vita, non comunica tuttavia la vita soprannaturale propriamente detta. La sua influenza transitoria non stabilisce la mia anima in uno stato divino. Questo stato è costituito da un’altra grazia, superiore a quella, cioè la grazia detta santificante, perché è quella che conferisce la santità, chiamata anche abituale perché è stabile, resta nell’anima e la costituisce nello stato di grazia.

Che cos’è questa grazia? San Tommaso la definisce un influsso della bontà divina nell’anima, la quale, per questa comunicazione, diventa pura e giusta, grata e simile a Dio, meritevole della vita eterna. Essa è il dono della vita divina, che fa vivere l’anima, la penetra, la trasforma e la vivifica, come l’anima vivifica il corpo.

499. Effetti della grazia santificante. – Essa mi rende puro; cancella le macchie e i difetti della mia povera natura; distrugge il peccato mortale, col quale non può stare assieme; toglie successivamente i peccati veniali, le imperfezioni e tutte le adesioni alle creature; è il grande strumento di purificazione. Mi rende giusto. Per essa, si formano in me le virtù divine, le abitudini soprannaturali. Per essa sono perfezionati i doni ed i frutti dello Spirito Santo e si attuano le beatitudini.

Mi rende grato e simile a Dio. Le adesioni alle creature producono delle deformità che alterano in me la rassomiglianza divina, secondo la quale sono stato creato. La grazia ricompone i tratti di somiglianza, e per essa io ridivento oggetto delle compiacenze eterne.

Conferisce alle mie azioni il loro valore meritorio. Senza di essa, nessun atto ha valore eterno; per essa, ogni atto della mia vita, per quanto piccolo sia, diventa meritorio della beatitudine infinita del cielo.

La grazia quindi edifica la mia vita in Dio e secondo Dio; stabilisce in me la pietà, mi dilata, m’ingrandisce in modo da dare a Dio quella gloria e da guadagnare per me la felicità, che sono il mio fine. Essa è la linfa della vita soprannaturale, che va sviluppando se stessa e me, per mezzo di ogni azione che compio in conformità con la volontà divina e sotto l’impulso della grazia attuale.

500. Le due grazie combinate. – Prima che si realizzi lo stato di santificazione, la grazia attuale eccita, spinge a fare atti che avvicineranno alla giustificazione; essa è allora un avviamento alla vita. Quando si ha già la felicità di vivere della vita divina, la grazia attuale mette in opera le forze di animazione soprannaturale, le esercita, ed esercitandole, le sviluppa. I suoi continui impulsi aiutino incessantemente a progredire, facendo utilizzare le risorse soprannaturali ricevute. Sotto l’influsso combinato di queste due grazie, si forma la pietà; entrambe concorrono all’opera.

L’una, più attiva, dà il movimento; l’altra, più stabile, dà l’inclinazione e la facilità. L’una, più varia, quadra col lato mutevole dell’esistenza; l’altra, più stabile, si addice al lato permanente della vita. L’una, transitoria, è specializzata per l’atto presente; l’altra, più generale, si estende come abitudine fondamentale a tutti gli atti. L’una, più simile a Marta, va e viene secondo le necessità; l’altra, più vicina a Maria, tiene l’anima più aderente a Dio. L’una, estende, aumenta l’energia delle mie facoltà, rendendo in esse possibili gli atti superiori alle loro forze naturali; l’altra, modifica, trasforma l’intimo del mio essere, dandogli un essere nuovo, una vita divina. L’una si unisce più direttamente alla pietà attiva; l’altra più profondamente alla pietà passiva; l’una opera specialmente sulle risoluzioni dei particolari (nn. 370, 480); l’altra sulla risoluzione fondamentale (n. 373) di docilità, cioè nell’accettazione dell’azione divina; e tutte due unite assieme formano la pietà completa. L’una raccoglie i materiali; l’altra li ordina; entrambe costruiscono.

Eccitata e sostenuta, in tal modo, dalla grazia attuale; nutrita, ingrandita e perfezionata dalla grazia abituale, la mia volontà si mantiene nella legge di Dio e vi si esercita giorno e notte. Posso allora paragonarmi all’albero piantato lungo il corso delle acque, i cui frutti appaiono nel tempo stabilito, e le cui foglie non cadono mai. Tutte le mie azioni prosperano per la gloria di Dio e per la mia felicità eterna (cf. Sal 1, 2-3).