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La vita interiore di F. Pollien cap.II

LA VITA INTERIORE

semplificata e ricondotta al suo fondamento

Dom François Pollien

copertina libro

CAPITOLO II

LA SORGENTE DELLA GRAZIA

501. I meriti del Salvatore. – 502. L’azione di Dio. – 503. I serbatoi. – 504. La mia azione.

501. I meriti del Salvatore. – Dono soprannaturale, la grazia è essenzialmente gratuita. Se è grazia, dice san Paolo, non è dunque prodotta dalle nostre opere, altrimenti non sarebbe più grazia (cf. Rm 11, 6). Data dal Creatore, perduta per il peccato, è stata riscattata dal Figlio dell’uomo, disceso dal cielo per venire a salvare ciò che era perduto (cf. Lc 19, 10). Questo mezzo divino della vita divina è dato agli uomini da colui che è l’Uomo-Dio e che, essendo Dio, si fece uomo, affinché, partecipando delle due nature, potesse elevare la natura umana alla partecipazione della natura divina. Nell’unione ipostatica delle sue due nature, egli è il vincolo d’unione, il mediatore fra Dio e gli uomini (cf. 1Tm 2, 5). Per mezzo di lui, Dio discende a me; per mezzo suo, io risalgo a Dio. « In lui abita corporalmente tutta la pienezza della divinità » e in lui io sono ricolmo dei doni della grazia (Col 2, 9), frutto del suo sangue. Piacque a Dio far abitare in lui ogni pienezza e, per mezzo di lui, riconciliare ogni cosa, e col sangue della sua croce pacificare ciò che è in terra e ciò che è in cielo (cf. Col 1, 19-20).

502. L’azione di Dio. – Gesù Cristo è la sorgente. Ma, per quali canali scorrono, fino al campo dell’anima mia, le acque della grazia? Ho già visto (nn. 341, 342) che, mediante le operazioni del beneplacito divino, si produce un immenso e perpetuo flusso di grazie. Le creature, che servono di strumento a Dio, sono dunque strumenti di grazia. Nei molteplici contatti che subisco, in tanti modi e ad ogni istante, ricevo una moltitudine di soccorsi soprannaturali, continuamente vari e rinnovantisi secondo i bisogni della vita. Oh, se mi adattassi a questa azione!

E non soltanto le operazioni del beneplacito, ma anche le regole della volontà significata sono per me delle grazie. Nel magistero dottrinale della Chiesa, che salvaguarda la verità; nell’organizzazione sacerdotale, che nutre la carità; nell’autorità disciplinare, che garantisce la libertà, quante grazie vi sono! I soccorsi soprannaturali mi arrivano dunque da ambo i lati della volontà divina.

Questi canali sono continuamente aperti e continuamente scorrono da essi le grazie necessarie. Essi non si arrestano; ma io, purtroppo, posso chiudermi, e allora le grazie che scorrono non entrano in me. Se mi tengo aperto, ricevo, secondo la mia misura, la pienezza di ciò che essi contengono per me.

503. I serbatoi. – Ma vi è di più. Nostro Signore ha istituito dei serbatoi speciali di grazie speciali, di cui basta nominare i due più grandi: la preghiera e i sacramenti. L’uno è alla portata di tutti; ad esso, ciascuno può attingere a suo piacimento, in ogni tempo, senza misura. L’altro è affidato soprattutto alla custodia della Chiesa, che ne ha l’amministrazione e che desidera solo versarne la sovrabbondanza nelle anime. Alla fine del libro si parlerà di questi due serbatoi.

504. La mia azione. – Io non posso, per stretto diritto, meritare la grazia prima, ossia quella che mi giustifica facendomi uscire dallo stato di peccato. Questa grazia è sempre assolutamente gratuita. Fino a tanto ch’essa non ha trasformato il fondo della mia natura, nessuno dei miei atti è proporzionato alla grazia per poterla meritare. Senza dubbio, gli sforzi fatti col solo concorso della grazia attuale hanno un certo merito di convenienza, ma non di stretto diritto, a ricevere grazie più abbondanti.

Al contrario, una volta che la vita divina è comunicata alla mia anima, ogni atto animato da questa vita diventa meritorio di nuove grazie. La grazia attuale e quella abituale possono così essere aumentate ad ogni istante, a misura che io faccio fruttificare le risorse vitali che sono in me.