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La strada migliore (seconda parte)

monaca 5

Ecco a voi la seconda parte. Buon completamento di lettura.

Comunque la nostra vita è stata mediocre finora e per quanto ci sia scoraggiato il nostro ricordo, non abbiamo motivo di mettere da parte questa risorsa: al contrario, è nostro dovere chiedere alla fonte suprema di darci le forze affinche torniamo all’amore eterno. La cattiva condotta non deve mai servire come pretesto per una timidezza dell’anima, come se l’amore che abbia bisogno dovesse essere riservato alle anime scelte. Infatti, questo non è ciò che dice il Maestro divino: quando un pubblico peccatore osa saltare i piedi con le lacrime e poi asciugarle con i capelli, si protende contro le critiche del fariseo, e condotta senza colpa: “Non mi hai dato il bacio della pace, e questo non ha smesso di baciare i miei piedi fin da quando è entrato. Non hai unto la mia testa con balsamo; e mi ha unto i piedi con balsamo. Da ciò che ti dico, molti peccati sono stati perdonati, perché amava molto “(Luc. VII, 45-46).

La carità deve fecondare tutta la nostra vita, è essa che dobbiamo cercare in tutte le cose e deve essere la ragione costante delle nostre azioni. Dobbiamo lasciarci guidare dall’amore affinché cresca nella nostra anima. Nessuno parlava di carità con più entusiasmo che il convertito di Damasco, e nessuno si lasciò trasportare più da lui, che desiderava così ardentemente che la morte liberatrice fosse con Cristo. “Perché l’amore di Cristo ci costringe”, dice, “perché sappiamo che Cristo è morto per tutti, affinché coloro che vivono non vivano più per se stessi, ma per colui che è morto e risorto per loro” (I Cor. , 14-15).

Dio ci quasi obbligherà, con il potere del suo amore, a cedere a Lui: tuttavia, strettamente, non esercita pressione sull’anima, perché ci ha creato liberi e ama la vita della libertà.

La carità è il vivo legame tra il Padre e il Figlio: deve anche essere il legame che collega le volontà e le intelligenze a unirli a Dio. È un dono inestimabile che riceviamo al battesimo: una volta arrivati in questo mondo, Dio ci concede il diritto alla cittadinanza nel Cielo. Il suo Spirito, come porta interna, versa la carità divina: “L’amore di Dio viene versato in noi, San Paolo dice, dallo Spirito Santo che ci è stato dato “(Rom., V, 5).

Noi, che Dio ha scelto combatterà nel suo nome, non possiamo, in alcun modo, essere contento di coltivare questa o quella virtù: non c’è, si dice ancora una volta, che non è necessario. Crescono e portano frutto come l’amore cresce; allo stesso modo perdono la loro brillantezza e valore come la carità si indebolisce. E questo è ciò che l’Apostolo ci indica: “Soprattutto questo, hanno la carità, che è il vincolo della perfezione” (Col, III, 14). “Lasciate che tutte le tue opere siano fatte in carità” (Cor. Xvi, 14). L’amore non riposa solo quando raggiunge una vittoria totale: quanto v’è-questo può essere vero, prima di tutto, per l’amore infinito che ha dato tutto e non può soddisfare con frammenti o resti della nostra capacità di amare
L’amore sa ogni occasione per toccare il cuore dell’amato: nei momenti di gioia ringrazia; nelle ore del dolore prova la sua fedeltà. Filiale accettazione di tutto ciò che si trovava nella certezza calma che non succede nulla senza l’intenzione di amore di Dio per noi – per quanto doloroso che l’evento ci sembra – tale consenso e questa fiducia sono una preghiera costante, attraverso la quale tutti se vivi per amore di Dio. In questo modo, il nostro comportamento è in armonia con il disegno eterno, “viviamo secondo il fondo delle cose”.

Un intento raccolto e rinnovata nel corso della giornata tutte le volte che le nostre occupazioni materiali in esso permesso, mantengono il nostro cuore alto a Dio: è un’offerta che i più poveri dei peccatori è fino a che fare quando si considera la tua miseria. Ai piedi della croce, davanti al tabernacolo, i momenti sacri dopo la Santa Comunione, siamo uniti a Gesù, nostro amico, e qualunque sia il motivo che ci separa da Lui, possiamo tornare senza indugio al Cristo in un nuovo impulso ad amare. in modo da viaggiare con lui la via della nostra vita, siamo portati a comprendere meglio la sua parola che riassume questo precetto e questa promessa di amore – come riconosciuto dopo camminavano in Sua compagnia divina, i discepoli di Emmaus: “Non è vero abbiamo sentito bruciare i nostri cuori quando ha parlato con noi lungo il cammino e ci spiegava le Scritture? “(Lc., XXIV, 32).