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8 dicembre Festa dell’Immacolata Concezione

 

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Per la Festività dell’immacolata Concezione, vi offro questo splendido sermone di un certosino, che ci spiega brevemente i motivi della profonda attrazione dei certosini verso Maria. Semplicemente delizioso!

“Essere contemplativo è ricevere la Parola Divina concepire Lui spiritualmente e mantenere con Lui una sola vita. La Vergine è quindi il modello del contemplativo è la madre della verità, in quanto è la bellezza e l’amore. Dobbiamo imitare come figli generosi e fedeli.
Ciascuno dei simboli che ci aiutano a comprendere il mistero della missione di Maria sono anche i simboli dell’anima che ama Dio e ha la solitudine interiore: Torre d’avorio, Casa dorata, Fonte sigillata, Specchio della Giustizia, Arca dell’Alleanza … Le virtù di Maria, i doni che manifesta e i doni che brillano in lei sono per eccellenza le virtù, le condizioni ed i privilegi della vita contemplativa.
Secondo l’inno che cantiamo alla vigilia di ognuna delle Sue feste, Maria si distingue per la sua dolcezza, di tutte le donne, di tutte le vergini e le madri a cui Dio ha dato la dolcezza, la mitezza che, per inciso, è forza e potenza. Ma tutto ciò che è verginale o materno, Maria, la nuova Eva spirituale, la possiede in gran grado.
Si è detto che la mitezza è la sintesi di tutte le virtù cristiane è fatto, soprattutto di pazienza e buona volontà, il rispetto e l’amicizia per tutte le anime e anche per tutti gli esseri, perché i miti sono offerti fino agli esseri inanimati. È in sostanza un accordo con la volontà di Dio, un accordo tenuto con tutto ciò che esiste; è anche il primo atteggiamento da richiedere, di rivederlo nella forma necessaria, di purificare e di liberare la sua visione interiore. Non esiste vita contemplativa senza enorme pazienza. La luce entra solo nelle anime pacifiche; la tranquillità è la prima disposizione necessaria per diventare trasparenti le profondità dello spirito. L’arte di contemplare le cose divine è un’arte calma.
La tenerezza è anche fatta di indulgenza e di misericordia, di una lucidità che illumina gli esseri nella loro divina chiarezza, fissando solo le ragioni per cui dobbiamo fidarci e amare. San Giovanni della Croce ha sottolineato bene quanto questa buona volontà sia indispensabile a tutto il progresso interiore. La nostra vocazione è interamente verginale e mariana: Maria non ha dovuto condannare il mondo, è ciò che è venuto a rompere con la sua mansuetudine: dunque deve essere un’anima contemplativa, la cui missione non è di giudicare gli uomini, ma di riposare in Dio.
Un’altra virtù che noi amiamo in Maria e che dobbiamo amare soprattutto, è la purezza. Maria è come l’incarnazione della purezza, e questo, d’altra parte, è così legata alla saggezza che può essere chiamata virtù essenziale del contemplativo.
Non è solo la lotta contro i peccati della carne, ma quella delicatezza dello spirito che ci fa riservare per le gioie più alte. Essere puro è sapere come stabilire e preservare la solitudine dell’anima con il suo Dio e ricostituire il Paradiso verso l’interno. Sappiamo come la Santa Vergine sia prefigurata nel paradiso terrestre, una riserva inaccessibile al secolo, un luogo di delizie, senza punti, senza conflitti, dove è posto il nuovo Adamo.
Questa figura indica anche l’anima contemplativa, un giardino chiuso dove regna l’immediata felicità di ricevere la vita divina in un ricordo paragonabile a quello che indubbiamente regnava all’alba del mondo sulla natura immacolata. Non c’è nulla e nessuno tra Dio e l’anima, ma solo questa libertà virginale del primo istante. Allora una nuova creazione viene prodotta e ripetuta senza cessare: la generazione dell’Uomo-Dio in noi “.
(Silencio com Deus- Un certosino)

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