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  • Memini, volat irreparabile tempus

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“Meditationes”

 

 

copertina

6 Reclama il tuo salario da colui del quale ti metti a servizio. Devi vivere in modo tale da non avere alcun debito verso te stesso, poichè non puoi retribuire te stesso. ” Il salario del tuo bracciante al tuo servizio non resti la notte presso di te fino al mattino dopo” (Lv 19, 13). il Signore, dunque, ti farà giustizia contro te stesso.

7 Chi fa tutto secondo la propria volontà, esiga da se stesso il compenso e, siccome non può estorcerlo a se stesso, faccia ricorso a Dio, giusto giudice (Sal 7, 12), contro se stesso. Se tu ti amassi veramente,mai ti sarebbe dolce metterti al servizio di colui – cioè di stesso – dal quale non puoi sperare alcun salario.

8 Perchè rivendichi la proprietà di te stesso più che di qualsiasi altro uomo o campo, dal momento che nulla hai creato in te più che in essi ? Quale diritto reclami per te su cose che non hai creato, come non hai creato neanche te stesso?

 9 Vedi come il cammino verso la vita sia più facile nelle asperità che nelle consolazioni. E’ più facile, infatti, frenare la lussuria e le altre bramosie quando non vi si trova niente di bello o di attraente.

10 Non essere unito al tuo corpo nè per il piacere nè per il diletto, il che sarebbe peccato, ma solamente per il legame della vita.

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