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Dom Luis Maria Nolasco intervistato da Radio Maria

Immagine Radio maria

Cari amici, eccovi oggi un articolo che contempla una traccia audio in lingua spagnola tratta dal programma radiofonico di Radio Maria (Spagna), “Monasterios y conventos”. In questa puntata si parla della vita certosina!

Dopo una breve introduzione, della giornalista, su san Bruno e l’Ordine certosino, il programma radiofonico prosegue, tra canti e quesiti su vari temi.

Si entra, metaforicamente, nella certosa di Santa Maria di Portacoeli, dove si incontra il giovane Padre Priore Dom Luis Maria Nolasco (nato a Lisbona nel 1971) a cui vengono rivolte alcune domande. La passione, la gioia con la quale Dom Luis, certosino dal 1988, risponde alla giornalista ci coinvolgerà emotivamente e ci affascinerà.

Dom Luis Maria Nolasco

Vi propongo, a seguire, la traduzione in italiano della interessantissima intervista.

Domanda: San Bruno è ogni giorno con voi?

Dom Luis

Noi cristiani abbiamo angeli, la Vergine, i santi ma come dice il nome della nostra certosa “Porta coeli” significa anticamera del cielo. La nostra vita è puramente contemplativa, ci dedichiamo totalmente al Signore Cristo è lo sposo della nostra anima, siamo in intimità con Dio come tutti i cattolici battezzati. Ma Dio a noi ci regala una intimità maggiore, speciale, in questa vita spirituale invisibile, ma reale, e san Bruno il nostro Padre fondatore è il canale della Grazia per la quale la nostra vita è totalmente consacrata alla gloria di Dio, all’amore di Dio, ed all’intercessione per tutti gli uomini nostri fratelli

Domanda: Come Priore è difficile definire alle persone la vita di un certosino, il fine è la contemplazione nella solitudine?

Dom Luis

Diciamo la solitudine nel silenzio è la condizione nella quale possiamo trovare ed incontrare Dio. La nostra vita è caratterizzata dalla semplicità. Tutti i giorni gli orari sono uguali, nella semplicità ci sono varie occupazioni, come l’ufficio nella cella, l’ufficio nel coro, la Santa Messa, il Mattutino nel cuore della notte, tre ore dedicate all’adorazione del Signore nel segreto e nel silenzio della notte. Durante il giorno alterniamo momenti di adorazione nella Chiesa e soprattutto nella cella, poichè la nostra è una vita essenzialmente eremitica, e contrariamente ai benedettini, ai cistercensi ed ai trappisti, più cenobiti i quali passano maggior tempo in comunione, noi certosini trascorriamo la maggior parte del nostro tempo nella solitudine della nostra cella. E’ qui nella cella che ci dedichiamo allo studio, maggiormente delle Sacre Scritture, la Lectio divina, la meditazione ma ci dedichiamo anche a lavoretti manuali, nella cella inoltre mangiamo e dormiamo. I nostri fratelli conversi, meno eremitici, invece si dedicano maggiormente ai lavori utili alla comunità, si dedicano quattro ore alla dispensa, alla cucina, alla sartoria, alla falegnameria, agli orti, ai giardini, nella lavanderia ed alle altre obbedienze della certosa.

Domanda: E’ nota la vostra profondità culturale, ma come fate nella solitudine di una cella a consolidare le vostre conoscenze culturali?

Dom Luis

Il nostro processo di formazione vocazionale iniziale è molto lungo. Di solito ci vogliono otto anni per poter giungere alla professione solenne, dall’inizio sono dodici anni di studi teologici e studi filosofici. La nostra formazione iniziale è affidata ad un monaco che dirige l’orientamento degli studi. Avendo molto tempo in solitudine siamo in grado di orientare i nostri approfondimenti sulla Teologia ma finalizzata all’arricchimento della nostra vita interiore, spirituale. Il Priore sceglie le letture per i propri monaci, ma essenzialmente ci focalizziamo sugli autori monastici ed i Padri della Chiesa, san Tommaso d’Aquino è alla base dei nostri studi, il tomismo è un nostro punto di riferimento. Cerchiamo una struttura dottrinale che ci permette di ampliare la nostra vita interiore e spirituale, ma non per predicare come fanno i domenicani, ma per alimentare grazie alla fede cattolica la nostra vita interiore ed il nostro spirito cattolico.

Domanda: Voglio narrare un aneddoto di un amico di mia madre nello scorso secolo era un andaluso moplto scanzonato, un bel giorno decise, sorprendendo tutti di voler entrare come certosino nella certosa di Burgos. Tutti erano contrari adducendo le difficoltà relative al freddo al poco cibo. I miei genitori essendone amici lo andavano a trovare un paio di volte l’anno, ed egli non parlava! Di fronte llo stupore egli rispondeva che tutto quello che aveva da dire lo diceva al Signore! Quindi ne deduco che i certosini parlano solo con Dio?

Dom Luis

Si è vero teniamo al lavoro ed alla preghiera unicamente. Ti rispondo si e no, mi spiego La verità e che il nostro carisma, la nostra vocazione non è parlare agli uomini di Dio come fanno i diocesani, con un postulato attivo e diretto. Noi parliamo a Dio degli uomini, ovvero nella tradizione certosina la chiamiamo verginità spirituale, cioè a dire, il nostro cuore tende a verginizzarsi a focalizzarsi unicamente verso Dio. Di dice che san Bruno stava “Captus ab Uno“, totalmente catturato dall’Unico che è Dio. Una nostra attrazione di cuore e di pensiero unicamente rivolta a Dio. Subiamo gradualmente una trasformazione che ci porta per mezzo dell’essere eremiti, e consacrati alla solitudine ed al silenzio che persistono ai giorni nostri all’interno delle certose. A tal proposito voglio ricordare che, “Cartusia nunquam reformata quia nunquam deformata” una espressione che si riferisce alla immutata regola certosina nel corso dei nove secoli di storia. Per la Grazia di Dio!

Siamo una comunità di solitari, che usciamo una sola volta allla settimana dalla certosa, una sola ora la domenica, paasseggiamo e ci raccontiamo e scambiamo opinioni sulla vita interiore, condividiamo reciprocamente le letture spirituali che facciamo. Il lunedi invece usciamo per una passeggita nei dintorni della certosa, ma sempre in luoghi isolati,Portacoeli ha una condizione eccezionale per questo, vi sono strade di montagna e sentieri lontano dai centri abitati, Valencia è infatti situata a trenta chilometri di distanza.In queste quattro ore passeggiamo in coppia alternandoci e parlando tra di noi, è questa una forma di condivisione della nostra vita in solitudine. Quindi si parliamo con gli uomini….Solo due volte l’anno riceviamo la visita dei nostri parenti e familiari, ma il nostro obiettivo primario è stare in solitudine per poter parlare unicamente con Dio.

Di san Domenico di Guzman si diceva che o parlava di Dio o parlava con Dio, parafrasando ciò noi certosini parliamo a Dio per parlare solo con Dio.

Domanda: Nella solitudine l’uomo si purifica, la solitudine è l’aspetto predominante nella certosa. Tutto ciò è scritto nei vostri Statuti, che non furono scritti da san Bruno ma bensì da Guigo il quinto Priore.

Dom Luis

Si san Bruno ha avuto il carisma ed è riconosciuto come nostro fondatore, ma il quinto Priore della Grande Chartreuse Dom Guigo si decise a scrivere tutte le usanze ed il modo in cui viveva san Bruno ed i suoi seguaci

Domanda: In questo mondo nel quale non si ascolta niente, dato l’isolamento, proviamo ad essere con voi nel coro ascoltando un po dei vostri canti……

Domanda: La vostra vita è caratterizzata dall’austerità

Come dicono i certosini una vita austera non porta tristezza o malinconia, anzi è una fonte di pace e di gioia. Questa era una condizione essenziale raggiunta, caratterizzata da un forte equilibrio, altrimenti sarebbe stata difficile la vita certosina. Ora chiedo a Dom Luis, ma quanti giovani vi contattano e cercano di entrare in certosa, ma hanno problemi psicologici e fragilità o angustie personali ed emotive?

Dom Luis

Grazie a Dio molti ragazzi vengono afare esperienze vocazionali, non solo a Portacoeli ma anche nelle altre certose, ma è vero nonostante noi siamo una comunità composta da diciassette monaci. Noi siamo in grado di constatare che molti giovani che arrivano hanno si un desiderio di Dio, per la vita consacrata, ma realmente la solitudine nella società attuale dove la Fede cattolica è un po perduta, notiamo che vengono molti giovani con gravi carenze affettive, esaurimenti profondi che difficilmente sono idonei per perseverare nella vocazione certosina.e’ per noi essenziale che i giovani che si avvicinano ed entrano nella nostra casa, siano persone equilibrate ed in salute psichica, ci vuole un grande equilibrio, non basta unicamente amare Dio, ma bisogna sapersi relazionare con gli altri. La vita in certosa non può rappresentare soltanto una fuga dal mondo, preciso non la Fuga Mundi monastica che attribuisce al mondo una distrazione per l’anima, ma in sintesi non si deve immaginare che un soggetto che non ha qualità può rintanarsi in certosa come una sorta di fuga, nell’accezione peggiore del concetto. Vi è comunque una selezione tra i giovani che arrivano da noi, e quindi ci esprimiamo sui motivi per i quali non si può proseguire in questo cammino. Oltre alla chiamata del Signore ci vogliono qualità come il sano giudizio, l’equilibrio psicofisico ed avere la capacità di relazionarsi con gli altri. Non si può pretendere la perfezione, ma l’doneità per un percorso di discernimento nel quale se sono difficoltà superficiali si possono correggere. Di fronte a paranoie o schizofrenie dobbiamo arrenderci…non è una discriminazione ma l’accettazione di tali soggetti porterebbe disequilibrio in certosa. L’equilibrio conduce alla gioia, di nostro Padre san Bruno si dice che egli aveva sempre il volto sorridente e l’animo gioioso. Allegria, pace e gioia, frutto di una vita monastica eremitica, austera, penitenziale ma ciò non ci arreca tristezza anzi al contrario. Chi viene da fuori nota l’allegria interiore e la gioia che noi abbiamo. I monaci della nostra comunità vanno dai venticinque anni ai novantasette anni, ed è impressionante la allegria e la serenità spirituale, la tranquillità di cuore che si irradia da chi è qui in certosa da più di sessantacinque anni. Davvero impressionante!!!

Domanda: Mi ha fatto impressione ciò che disse lo scorso pontefice Benedetto XVI, che era molto affezionato ai certosini. Nella visita che tenne nella certosa di Serra san Bruno egli fece riferimento che in questa società di relatà virtuale, molti giovani avendo paura del silenzio si riempiono di rumori e messaggi audiovisivi. Questa paura del silenzio di quando un giovane deve staccarsi dal telefono cellulare o comunque disconnettersi…penso e voi come fate che non avete cellulare.

Dom Luis

Sorridendo Dom Luis risponde…Noi non abbiamo cellulare, televisione, internet e niente di tutto ciò. Io dico che i giovani che vengono a fare una esperienza da noi sono consapevoli che ovviamente devono fare a meno del cellulare, e ciò lo vivono bene, ma ovviamente per una settimana magari per un mese, vivere tutta una vita è altra cosa. Quello che affermava Benedetto XVI, è una verità assoluta, la generazione dei giovani attuali vive immersa in un mondo fatto di immagini e rumore, e mi rendo conto che venire in certosa dove non ci sono immagini, suoni, ma bensì tutto è silenzio perchè è in questo silenzio che Dio ci parla, noi non cerchiamo il silenzio per la solitudine o la solitudine per il silenzio ma come mezzo per trovare un incontro con Dio. La nostra vocazione è finalizzata ad un incontro d’amore, se non ci relazioniamo con le persone esternamente è per relazionarci unicamente con Dio, se entriamo in questo silenzio è per ascoltare Dio che ci parla nel silenzio. La nostra vita è essenzialmente in Dio, una vita prevalentemente Teocentrica, ma chiaramente non cìè dubbio che i giovani che giungono da noi se hanno per Grazia di dio una forte vocazione riescono ad integrarsi ed a superare ogni piccolo problema e trasformando interiormente la necessità di rumori, immagini nella ricerca ed attrazione per il silenzio interiore. Meno eloquente ma più tangibile.

Noi non viviamo grazie eccezionali come la levitazione, apparizioni, visioni, ma la Grazia dello Spirito Santo ci fa apparire Dio in modo non tangibile ma come dice Mosè nelle sacre scritture riusciamo a vedere l’invisibile. E’ per noi la dimostrazione dell’esistenza di Dio, diversamente saremmo totalmente pazzi, o disgraziati.

Noi viviamo la nostra vita in certosa, fin da giovani lasciamo le cose del mondo, come quei giovaniche vengono da noi che lasciano una importante carriera universitaria rinunciando ad una luminosa carriera, perchè hanno scoperto Dio che entra nel proprio cuore saziandoci. La vita è un percorso per giungere alla meta che è il cielo, è Dio. L’esempio di una coppia che si dedica con amore l’uno all’altro, nella pienezza dell’amore, amore con la a maiuscola, noi in certosa siamo appagati nel rapporto con Dio. Oltre la vocazione divina per la vita certosina, il Papa dice che non vi è condizione di vita migliore da vivere. Ciò è la fonte della nostra allegria e gioia. Non abbiamo rinunciato a tutto, ma abbiamo trasformato tutto per Dio. Per noi Dio messo su una bilancia rappresenta più di tutto quello che il mondo potrebbe darci! Viviamo questa vita contemplativa in attesa della Risurrezione.

Domanda: Nella solitudine della cella si trascorre il giorno, arriva la sera, ci si addormenta in attesa di risvegliarsi per andare nel cuore della notte in chiesa per officiare il Mattutino, ma vi è anche la tradizione del piccolo officio, ovvero di offrire fiori alla Vergine Maria.

Era una tradizione difffusa anticamente, ma che abbiamo conservato qui in certosa, l’officio piccolo per la Santissima Vergine Maria. Nel De Beata alla vergini inseriamo una orazione alla Vergine. Il rito certosino è caratterizzato da un momento di preghiera a maria prima di officiare le ore liturgiche. Come Maria noi teniamo le cose nel nostro cuore e le meditiamo.Questo piccolo officio è un tributo di devozione alla vergine Maria. Una supplica filiale alla Santissima vergine nella quale chiediamo che si Ella a vivere in noi. Maria è per noi la porta d’ingresso al mistero di Dio. In ogni certosa vi è un altare con la Cocifissione in cui vi è la figura di Giovanni, l’apostolo contemplativo, la Maddalena (seconda compatrona) e Maria a i piedi della croce di Cristo. E’ nel Calvario che Gesù affida a sua madre a san Giovanni.

Domanda:La Madre singolare dei certosini,Maria, la protetrice dell’Ordine, è rappresentata nelle Sacre scritture come una donna che tiene il silenzio, continuamente si ripete che guardava il suo cuore restando in silenzio. I certosini da sempre hanno manifestato questa enorme devozione verso la Vegine. Dom Le Masson, famoso Priore Generale scrisse che maria, la madre di Dio è il modello sul quale san Bruno ha orientato la nostra vita, Essa è un modello incomparabile perchè si dedica ll’Unico necessario, ovvero l’obiettivo della niostra vita contemplativa. La presenza della Vergine addolcisce la vostra vita austera.

Dom Luis

Noi non possiamo concepire la vita nel deserto senza questa presenza della vergine Maria, senza la presenza di una madre. La dolcezza come cantiamo ogni giorno nel Salve Regina, ci dona speranza ed allegria. Maria è con noi nei momenti difficili, di sofferenza, di buio in questo deserto. Sappiamo che Maria non ci abbandonerà mai stando sempre con noi, e sarà la porta del cielo che ci guiderà, quando verrà il momento di lasciare questa vita terrena, a ritornare alla casa del Padre. La vita di Maria è tutta dedita a Dio. Ripeto è impossibile vivere nel deserto, in certosa senza la presenza essenziale di Maria. E’ una antica tradizione che ha radici lontanissime nel nostro Ordine, Essa risale a quando san Bruno dovette andare a Roma sul soglio pontificio, ed i certosini che rimasero in Francia senza la loro guida sembravano smarriti ed intenzionati ad abbandonare quella vita eremitica. Fu così che apparve loro la Santissima Vergine che li tranquillizzò, invitandoli a recitare l’officio breve ogni giorno in cambio della totale protezione, li convinse così a continuare a svolgere la vita certosina anche senza la loro guida san Bruno. E’ diffusa nel nostro Ordine, la convinzione che ogni soggetto che diventa certosino ha ricevuto l’approvazione della Vergine e di san Bruno. Ovviamente sono tradizioni in cui credere o non credere….

Domanda: Ora due domande un po difficili, a cui tengo molto. Avete una liturgia peculiare, appunto la liturgia certosina, ovvero adattata alla vostra esigenza di silenzio, come anche il canto è molto sobrio, semplice e ricordiamo senza l’uso di nessuno strumento. Se non sbaglio un canto gregoriano, ma semplificato cioè con un minor numero di note? Meno varietà di note, senza polifonia, per mantenere la vostra totale austerità.

Poi, siamo in novembre, il mese dedicato ai defunti. Voi avete un particolare officio per i defunti tutte le settimane?

Dom Luis

Tutto vero e giusto. Noi cantiamo interamente l’officio in latino e cantiamo in gregoriano. Una liturgia propria in totale silenzio

Domanda: La Messa la celebrate tutti insieme?

Dom Luis

Vi è la Messa conventuale ma non concelebrata. Un sacerdote celebra la Messa a cui tutti partecipiamo. Ma subito dopo ogni certosino, sacerdote, celebra la propria Messa ognuno in una cappella in totale solitudine. Qualcosa di davvero sublime!!!

Chi ha avuto la fortuna di partecipare ad una celebrazione con il rito romano, la nostra è molto simile. La nostra liturgia è quella che si celebrava molto anticamente a Lione. All’epoca non vi era una liturgia romana centralizzata, ed i nostri Padri usarono il rito che si celebrava lì ( Arcidiocesi di Lione nella quale rientrava la Grande Chartreuse). Conserviamo questa liturgia, poichè in essa tutto è concentrato sulla adorazione, sul mistero, sull’interiorità. Mi rendo conto che se in una qualsiasi parrocchia si celebrasse con rito certosino, molte persone si distrarrebbero, ma per noi che la viviamo in silenzio e solitudine è veramente fondamentale.

Tutto l’officio è cantato in gregoriano molto sobrio, senza strumenti nè organo, cantiamo con la sola voce. Certamente non sarà eccellente come la musicalità dei benedettini, ma il nostro canto è rivolto essenzialmente all’orazione. Insomma, la nostra è una liturgia semplice ed austera. In certosa tutto è semplicita e austerità, una vita sensibile perchè in funzione dell’interiorità e di Dio.

Sull’officio dei defunti, è una tradizione molto antica che purtroppo sta un pà andando in disuso nella Chiesa. Noi tutte le settimane dopo l’officio canonico della Vergine Maria. Un insieme di salmi, letture ed orazioni che offriamo in maniera particolare a tutti i defunti, per tutte le anime del Purgatorio. Nella tradizione antica pare che ogni preghiera per le anime dei defunti in Purgatorio, liberi tre anime…..ovviamente a questo si può credere o non credere….

Noi crediamo che questa particolare orazione sia impostante come intercessione verso Dio.

Anche la nostra vita penitenziale può sembrare dal di fuori come una rinuncia, un ritiro egoistico dalle preoccupazioni del mondo. A tal proposito nei nostri Statuti viene espresso chiaramente che noi certosini «Separati da tutti, siamo uniti a tutti, per stare a nome di tutti al cospetto del Dio vivente»

La nostra è una vita di croce, dove la dimensione verticale è una vita di adorazione, e quella orizzontale vissuta come intercessione. Siamo adoratori di Dio ed intercessori per i nostri fratelli!

L’officio dei defunti è per noi una Grazia molto grande, intercedere con le nostre preghiere per la liberazione delle anime dei defunti.

La nostra vita è come la funzione delle arterie nel corpo umano. Le arterie pur non vedendosi portano il sangue a tutti gli organi per consentire la vita. Conduciamo il sangue vivificante nella Grazia di Dio.

A questo punto Dom Luis la ringrazio a nome di tutti per offrire la vostra vita per tutti noi. Ringraziandola per tutto la saluto e speriamo di poterci risentire presto….

Spero abbiate gradito!

 

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