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Natività della Santa Vergine

 

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Per celebrare la Natività della Beata Vergine Maria, voglio proporvi la lettura di questa meravigliosa omelia di un priore certosino offerto alla propria comunità di confratelli.

Miei cari padri e fratelli,

Una delle qualità principali della Vergine, la cui nascita stiamo celebrando oggi, è la dolcezza. Tutti i giorni, a Salve Regina, non cantiamo: “O dulcis Maria,” O dolce Maria? Perché lo diciamo di Maria? Perché infine non c’è nulla di molto speciale nel Vangelo che ci permetta di attribuirci questa qualità, eppure a noi tutti piace riconoscerlo.

Quindi, prima di tutto, dobbiamo chiederci: cos’è la dolcezza? Se lo desideri, contempliamo questa qualità prima di tutto in Dio, la cui scrittura dice: “Il Signore è dolce e dolce”, Dulcis e suavis è Dominus. Nel cuore della Trinità, il Padre si dona completamente al Figlio e lo ama. Nessuna riserva in questo dono, comunica la sua vera natura. Questo è il suo atto, il suo unico atto infinito. È un movimento, un dono di sé che prende tutto l’essere di Dio, ma questo movimento non ha successione, ed è per questo che è così calmo. Non è un movimento tale che almeno comprendiamo il movimento qui sotto. In ogni movimento su questa terra, c’è una successione e quindi una certa agitazione anche nei movimenti più dolci. In Dio non ce n’è. Questo movimento è immobile, si può dire, come l’essere stesso di Dio, e questo è ciò che rende l’intima dolcezza di Dio. Questo movimento è amore perché, mentre genera la sua Parola, il Padre si dona a lui e lo ama. È, quindi, un amore dolce di cui ama il Figlio, e anche il Figlio, nello stesso dolce amore, nella stessa dolcezza, si dona al Padre suo. Quando Dio crea, troviamo quella stessa dolcezza che si diffonde in un modo nuovo negli esseri. Gli esseri nascono, vivono e muoiono. L’atto di Dio che crea è eterno. Dio non cambia, rimane calmo e gentile nella sua sovrana immobilità; si dà interamente. Questa presenza è nascosta, questo dono è dolce. Dio ha essenzialmente il rispetto per la natura che ha creato e, rispettandolo, rispetta se stesso. Lui non la viola; mentre gliela dona, lascia che il suo sviluppo proceda lentamente e dolcemente, secondo le leggi ad esso relative. La mitezza di Dio è quindi sempre in un movimento di amore che esclude ogni agitazione e ogni movimento quaggiù. Qui è sfumato rispetto alle nature che ha creato e che vivono nel tempo. Quindi, da un lato, movimento senza successione creando: questa è la gentilezza di Dio verso se stesso quando crea e mantiene nella vita. D’altra parte, il rispetto per le creature. Dio è dolce con loro, è presente, informa tutto, a malapena lo notiamo, agiamo liberamente, ci lascia fare, vuole che sia così, il suo piano non può essere modificato nel suo capirai sempre: l’amore regnerà per sempre. I più dolci saranno i padroni della terra. La mancanza di dolcezza deriva quasi sempre dalla paura. In Dio, questo sentimento non esiste: nessuna paura che le cose gli sfuggano, nessuna paura che possa mancare. Trionferà l’amore eterno. Nulla può suscitare Dio: è un essere regale e infinito, agisce quando e come vuole. È gentile perché è forte, padrone delle cose e di se stesso. Oggi, con Maria, una grande dolcezza è entrata nel mondo, una dolcezza materna che è un riflesso della dolcezza di Dio. Maria è vicina a Dio; dalla nascita, vive nel movimento trinitario, partecipa, lei, il puro, al movimento eterno che è la vita di Dio. Così quando, per la prima volta, i suoi occhi si aprono sulle creature, partecipa al loro posto nella dolcezza di Dio con quell’ombra materna, così dolce al nostro cuore, che Dio ha messo nella sua anima come donna. Perché lei è vicina a Dio, perché in lei, ogni paura del peccato è bandita, lei sarà gentile nei confronti degli uomini e delle cose. Non li farà mai bruscamente; lei ci darà tutto il suo cuore e tutto il suo essere. Aspetterà lungamente i più grandi peccatori, rispetterà la nostra libertà, rispetterà il piano di Dio. Vivrà, in altre parole, in amore, un amore eterno. Ancora una volta, attraverso lei, l’amore e la dolcezza sono venuti sulla terra e oggi li stiamo celebrando. Sta a noi riceverli e lasciarli trasformare. Per questo, dobbiamo soprattutto partecipare alla vita di Dio e alla sua mansuetudine. È inutile, senza dubbio, voler essere gentili con se stessi e con le creature se, agendo solo con il movimento naturale e finito della nostra natura creata, ci precipitiamo su di loro per goderne. Fatalmente li piegheremo alla nostra stessa volontà, senza rispetto per il loro essere, e a volte andremo fino a distruggerli o almeno ferirli seriamente. Di fronte al male o a ciò che sembra essere tale, la nostra reazione sarà violenta e le nostre reazioni dure, perché il tempo sembrerà sempre mancare; quindi vogliamo un risultato immediato senza considerare lo sviluppo di esseri e il tempo a volte molto lungo, l’amore di cui hanno bisogno per correggersi, la dolcezza che deve circondarli.

Non è così che Dio vive e agisce, che la dolce Vergine Maria vive e agisce. Inoltre, in questo giorno della sua festa, dobbiamo avvicinarci a lei in modo che lei ci insegni a vivere anche la vita di Dio in un’eterna dolcezza.

Così sia.

Natività della Santa Vergine 1969