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Fratello Bartolomeu Garcia

Fratello Bartolomeu Garcia

Professo di Vall de Cristo

converso dedito alla pastorizia

Ancora una vita esemplare di un fratello certosino, un racconto che ci narra una esistenza fatta di lavoro e preghiera.

Castigliano di nascita, era quasi un bambino quando entrò al servizio dei certosini di Vall de Cristo. Egli fu inizialmente incaricato della tenuta del bestiame in seguito si potè dedicare a tutti i lavori, senza alcuna preferenza. I suoi confratelli, lo vedevano alternativamente applicarsi alla preghiera e al lavoro dei campi, ciò lo fece crescere, e insensibilmente acquisì il desiderio di vivere questa vita di cui vedeva preziosi vantaggi. Nulla, in linea di principio, sembrava opporsi alla sua ammissione. Ricco di salute, generoso, gentile con ognuno, offrì nella sua persona le garanzie di una vera vocazione. Tanto più che questi doni eccellenti erano accompagnati da un gusto già pronunciato da esercizi spirituali. L’unico ostacolo serio proveniva dalla sua giovinezza estrema; lui si sarebbe dovuto sacrificare per un pò. Dopo alcuni anni, il pastorello ricevette il mantello e, poco dopo, l’abito religioso. La comunità non doveva più lodarsi per aver ottrnuto questa recluta. Il fratello Bartolomeu prese immediatamente la lingua e le buone maniere di un altro uomo. La sua condotta fu irreprensibile fino ad ora è diventata estremamente edificante. La sua attività era radiosa per tutto; la sua costituzione di ferro, sebbene sopraffatta, non conosceva la fatica. gli interessi materiali della casa non potevano essere messi in mani migliori. Il buon fratello andava e veniva, usciva dalla mattina alla sera, senza riposo. Con il pretesto di guadagnare tempo, preparava il suo cibo la domenica. Potete immaginare come diventava dopo otto giorni. Lo scopo di questa singolare consuetudine è che voleva uccidere il vecchio riducendolo alla misura esatta. Nel mezzo di queste occupazioni incessanti, il fratello Garcia rimase assolutamente padrone dei suoi poteri interiori. Questo spiega. Il sentimento della presenza di Dio è abituale per lui, il suo pensiero si appiattisce senza sforzo nelle altezze. La sua vita è stata una meditazione ininterrotta. Ogni oggetto creato, un utensile, una pianta, il canto di un uccello, gli ricordavano il Creatore. Nel frattempo, il caro Fratello, che era essenzialmente pratico, aveva un progetto molto intelligente approvato ed eseguito, due parole per parlare. I certosini di Val de Cristo possedevano a lungo diversi mulini adiacenti alla casa. Fratello Bartolomeo, essendo stato posto a capo di questa importante obbedienza, vide presto i pericoli della situazione. “Questi mulini, disse, sfruttati dal nostro monastero, causano notevoli spese. I guadagni sono sufficienti per la manutenzione degli edifici. Ci sarebbe ogni vantaggio nel noleggio di loro. Per non parlare delle insidie, che sono i nostri fratelli in questo settore, aperta al pubblico di entrambi i sessi, il prezzo del viaggio, è strettamente alto, sarà un beneficio chiaro “. Furono piacevolmente questi suggerimenti, e i mulini furono affittati per cinquecento ducati. Sollevato da questo lato, il fratello costruì una panetteria e prese la sua direzione. L’ha tenuto per ventiquattro anni. Quanto si sentiva felice quel giorno, in questo ufficio, dove abitava abitualmente da solo. Molto impegnato, senza dubbio, ma infinitamente meno distratto, di prima! Conservò fino alla fine la sua robusta costituzione e il suo instancabile ardore. Improvvisamente attaccato da una forte febbre – era agli inizi di luglio – è morto il 25 dello stesso mese. (1612) Nel momento in cui fu amministrato il santo viatico, mostrò il ricco tesoro nascosto nel profondo della sua anima nel corso della sua lunga carriera. Fu lì che tirò fuori gli avvertimenti spirituali, i cosiddetti edificanti, di cui la comunità ricordava. La cerimonia finì, si chiuse nel silenzio e passò gli ultimi tre giorni senza prendere da mangiare. Di tanto in tanto, egli mormorava una preghiera, bruciata d’amore: “Cielo! Oh cielo! quanto era tardi per entrare! “Caro Fratello,” disse l’infermiere, “quando sarai lassù, penserai a me?” Per favore, non dimenticarmi di me prima di Dio. – Per dimenticare te e i miei fratelli di religione! Questo è impossibile. Nella casa del Padre celeste, dove si sa solo di amare, ognuno conserva il ricordo del cuore. E cosa! lascerebbero i miei ricordi, questa cara casa, la culla della mia vita religiosa sarebbe tagliata senza ritorno, i legami che mi uniscono a questa comunità di Val de Cristo! Oh no, mai, mai !! Ma ora è il momento.

Nel dire questo, lanciò un’ultima occhiata al cielo. «O Gesù, chiamami, dammi il tuo paradiso. Fammi vedere, posso vederti negli splendori del tuo Regno! Vieni, Gesù, vieni. “L’anima raggiunse il porto”.