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Una spirale di silenzio

Forza silenzio dysmas 1

Ancora uno splendido pezzo di Dom Dysmas de Lassus, tratto dal libro del cardinale Robert Sarah “La forza del silenzio – Contro la dittatura del rumore”.

I monasteri, e le certose in particolare sono strade di accesso silenziose e privilegiate per giungere a Dio. Si può dunque parlare di una spirale di silenzio?

Dom Dysmas de Lassus: L’uomo può percepire queste spirali in ogni relazione amorosa che si va consolidando. Inizialmente trionfa la parola, c’è molto da scoprire nell’altro. Con il tempo conquista terreno la presenza silenziosa. E’ sufficiente stare uniti, gli sguardi uniti valgono più delle parole. Nella relazione con Dio troviamo questo medesimo processo: come tutte le relazioni possiede la sua storia ed il suo sviluppo. Nel testo che ho già citato, Isacco di Ninive lo esprime così: “Poco a poco qualcosa ci attrae ad un silenzio maggiore”, ciò implica una nuova forma di relazione. Accade lo stesso con un libro: per scoprire la pagina seguente, devi tornare indietro, devi nascondere e, in nessun modo, abbandonare la precedente.

Con Dio questo movimento non ha fine, perchè Egli è l’infinito.

Poco a poco, l’intimità divina che ci colmava inizia a cedere terreno alla insoddisfazione: ascoltiamo come una chiamata ad allontanarci, pur ignorando in quale direzione. E’ come se il signore non andasse all’appuntamento, o per essere più precisi , siamo noi che non andiamo all’appuntamento: noi siamo rimasti nello stesso punto, mentre Dio è avanzato. In questo preciso momento, dobbiamo abbandonare qualcosa per cercare di cogliere i segnali che Egli ci offre, a simiglianza del bambino che si perde nel bosco che ascolta in assoluto silenzio per poter percepire una voce che gli indichi la strada da prendere. In un delizioso testo sulla preghiera del cuore, Dom Andrè Poisson racconta come, prima di entrare nella certosa, aveva incontrato ” una piccola fonte che creava tra il mio cuore e Dio un vincolo infinitamente profondo e reale”. Un bel giorno, molto tempo dopo, lo assalirono i dubbi e se quella piccola fonte a cui ho dato conto non era Dio, giacchè solo di Egli aveva sete. Dom Andrè comprese che doveva abbandonare quella fonte che tanto apprezzava per trovare il mezzo, l’attitudine del cuore che mi permetterà di aprire la porta direttamente a Colui che da tanto tempo stava chiamando a sè invano, perchè nella mia preghiera centravo essenzialmente in me stesso”. La piccola fonte di Dom Andrè era senza dubbio qualcosa di buono e prezioso, ma solo temporaneamente: non doveva rimanere in egli. Così’ come un viaggiatore che scopre uno splendido paesaggio, e si ferma per godere di esso lentamente: ma ciononostante, arriva il momento in cui bisogna riprendere il cammino, in attesa di incontrare nove sorprese ancora più belle. Questa è la ragione delle alternanze che si presentano come una spirale. Per scoprire una nuova relazione, un nuovo linguaggio, il quale ci risulta conosciuto dobbiamo tacere. C’è bisogno di molto silenzioe molta attenzione per scoprire una nuova musica alla quale non siamo abituati. Il maggiore ostacolo di solito vive nella nostra tendenza di rimanere fermi in un sistema che funziona. Al nostro cuore, abituato ad una determinata relazione con Dio, risulta riluttante al cambiamento per creare una nuova relazione; il Signore, tuttavia, è desideroso di andare avanti. Si va avanti per obbligarci a riprendere la marcia.