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  • Memini, volat irreparabile tempus

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“Meditationes”

copertina

221. Hai visto, un giorno in cui è stato distrutto un formicaio, con quale sollecitudine ogni formica si impossessava di ciò che amava, cioè l’uovo, a rischio della propria vita. In questo modo devi amare la verità, la pace, cioè Dio.

222. Quanto più uno stima i beni di questo mondo, tanto più soffre di esserne privo e prova compassione per coloro che non ne hanno. Allo stesso modo, quanto più egli stima di nessun valore i beni terreni, tanto più ne sopporta agevolmente la privazione per sè e per gli altri. Questo vale anche per i beni eterni. Quanti hanno compassione degli errori e dei peccati, tra tutti, sono i più grandi.

223. Che gli altri abbiano compassione dei corpi. Tu abbi compassione delle anime.

224. In nessun modo il pubblicano sarebbe potuto tornare alla salvezza, se non avesse confessato umilmente ciò che il fariseo gli rinfacciava con orgoglio (Lc 18, 11-14).

225. La verità è la vita e la salvezza eterna. Devi dunque avere compassione di colui che non ama la verità, poichè è morto e perduto. Ma tu, cattivo come sei, non gli diresti mai la verità, se non sapessi che è per lui amara e intollerabile. Tu, infatti, misuri su te stesso il giudizio con il quale giudichi gli altri. La cosa peggiore, però, è quando, per piacere agli uomini, dici loro una verità che amano e ammirano come diresti menzogne e adulazioni. L’assenzio è una pianta amara, ma benefica per colui che ami, Tu non la somministri per la sua amarezza, ma perchè è salutare. Quello sarebbe crudele, questo è fare un’opera buona. La verità dunque, non deve essere detta perchè è odiata o amata, ma perchè è utile. Occorre tacerla solo quando potrebbe essere nociva, come la luce per gli occhi malati.