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Una conferenza per San Bruno

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Cari amici lettori, questo articolo vuole informarvi di una recente manifestazione svoltasi in Portogallo alla gloria di San Bruno e dell’ordine monastico da lui fondato.

Lo scorso 6 e 7 ottobre in occasione della celebrazione di San Bruno, si è svolta nella ex certosa portoghese di Laveiras, oggi parrocchia, una conferenza. La lodevole iniziativa, voluta fortemente dal gruppo “Juntos pela Cartuxa” ha avuto un notevole successo di pubblico, grazie all’intento dei promotori, ovvero” rivivere il passato, celebrando il presente e guardando al futuro della cerosa di Laveiras”. L’incontro della durata di due giorni, si è svolto all’interno della chiesa dell’antica certosa, e si è concluso con la celebrazione della Santa Messa concelebrata dal priore Dom Antao Lopes della Certosa di Santa Maria Scala Coeli, a Évora, l’unica in Portogallo.

A seguire un reportage di foto e video della riuscita manifestazione, ed il testo del discorso del Padre Priore.

                                       Video conferenza                                                                                  

 Video Santa Messa

Discorso di Dom Antao

Cari Amici dell’Ordine Certosino e, pertanto, dei Certosini

L’apostolo Paolo chiamava “santi” i cristiani di Efeso, Corinto e Roma. Considero santi i parrocchiani di Laveiras. Ammiro il loro fervore. Soprattutto di coloro che si definiscono “Juntos pela Cartuxa” (Insieme per la Certosa). Uno dei suoi fondatori mi ha detto che, in pellegrinaggio ad Assisi, ha ricordato il recupero della Porziuncola di San Francesco e ha avuto l’ispirazione per recuperare l’antica Certosa di Lisbona.

Si sono organizzati “Insieme per la Certosa” e dopo diversi passi riusciti, siamo arrivati a questa celebrazione della festa di San Bruno. Il Santo sembra offrirci un futuro migliore per queste rovine. Un futuro che riposa nel passato.

Nel 2007 è stato pubblicato un libro con il titolo “A Cartuxa de Lisboa” ed il sottotitolo “Legado de Contemplação”. Questa è la migliore definizione di questi resti, chiesa, chiostro…Sono un passato, una storia, che diventano un’eredità.

Da tempo questa chiesa accoglie le celebrazioni della Messa, ma in un sistema molto scomodo. Grazie agli amici che sono insieme per la Certosa, questo può migliorare. La Parrocchia di Laveiras, potrà contare su questo luogo santo come supporto per il suo servizio pastorale al popolo di Dio di questo quartiere.

Quindi la parrocchia sarà in grado di specializzare questa cappella in una propria missione. E non solo la chiesa, ma i chiostri. E questa missione sarà la conservazione e la diffusione dell’eredità che queste pietre ospitano. Questi archi parlano, hanno e trasmettono un messaggio. Hanno una vita speciale composta dal marchio e dal sigillo lasciati per due secoli e mezzo dai monaci bianchi che vivevano qua.

Gli Amici “Insieme per la Certosa” intendono celebrare ed onorare il Fondatore dell’Ordine ogni anno durante la sua festa, come stiamo facendo. Approfitteranno di queste altre occasioni per raccogliere e convocare tanti altri amici che abbiamo.

In questi incontri si potrà e dovrà parlare della vita passata della Certosa della Valle della Misericordia. In questo potrà consistere il recupero di cui ha parlato e ha sognato il saggio Juan Mayo. Gli abiti bianchi dei monaci non saranno mai più qui. La mia straordinaria presenza è sufficiente, e sarà molto rara nel corpo ma costante nello spirito. Proprio perché ieri è stata la festa del nostro Fondatore, non potevo mancare nella mia Casa.

Ma oggi è la festa del Rosario, una devozione che è stata inventata dai certosini e quindi mi piace celebrare con voi. Come rappresentante dell’Ordine, ringrazio le prime autorità che hanno ascoltato e risposto all’appello dei nostri amici, il Ministero della Giustizia e la Camera di Oeiras. L’Ordine di San Bruno sosterrà con la sua consulenza, con i suoi documenti o materiale grafico, con i suoi archivi ed esperienze, tutti gli scopi, progetti e piani, le opere e gli studi, gli atti e gli incontri, che questa benedetta Parrocchia di Laveiras organizzerà ed anche coloro che si dedicheranno più strettamente al recupero sognato della Valle della Misericordia.

Il primo e principale aspetto di questa presenza dei vecchi monaci dovrà essere la liturgia, il culto divino. L’Ordine Certosino fu fondato per dare gloria a Dio. La preghiera è la nostra fine, la nostra occupazione e, soprattutto, la preghiera liturgica. Dicono che gli altri monaci cantano meglio, perché la convivenza permette loro di provare i canti. Ma i certosini sono i monaci che cantano di più, che trascorrono più tempo in chiesa. La Parrocchia di Laveiras può ricordare questo per prendersi particolarmente cura delle Messe che celebreranno in questa chiesa, la cui consacrazione celebra ogni anno l’anniversario, consapevole che i secoli pesano. Bene, stiamo vedendo come questa cappella può e deve essere meglio curata: tuttavia le persone che la adornano sono seguaci di tanti monaci sacrestani che per due secoli e mezzo hanno mostrato il loro amore a Gesù nel Santissimo Sacramento. I canti degli attuali fedeli, ora in portoghese, possono essere ascoltati come echi del canto diurno e soprattutto notturno di quegli antichi certosini che cantavano in latino.

I monaci, questi e tutti, hanno l’intenzione di essere santi. Alcuni, come abbiamo ascoltato dal Professore Mayo, sono entrati rossi nel cielo, con il loro stesso sangue. La cosa normale è entrare con il colore bianco, che è nella Bibbia, nella gloriosa Apocalisse, il colore dei predestinati. Anche nelle parrocchie deve esserci e c’è il desiderio di santità. Di recente, il nostro caro Santo Padre Francesco, ha ricordato a tutta la Chiesa che questa è la vocazione ed il dovere di tutti i cristiani. Possa il ricordo di questi specialisti della santità, così come degli specialisti del culto divino, che erano gli abitanti della Valle della Misericordia, stimolare questa nuova Parrocchia ed aiutare il suo Pastore ad aspirare alla più grande vicinanza a Dio nella gloria eterna.

Si dice che la Certosa fa santi ma li nasconde nella cella. Metto questo dettaglio come un esempio degli aspetti che questa Parrocchia può imitare dai suoi predecessori qua. Umiltà, discrezione, semplicità. Essere santi senza parere, senza che nessuno lo sappia.

Un’altra caratteristica dei certosini è l’intercessione. Ci preoccupiamo degli altri per chiedere a Dio per loro. Anche i fedeli di questa terra possono cercare di pensare agli altri, di interessarsi per tutti, dai più vicini o più bisognosi. Aiutare pregando per loro.

A prima vista, la gente pensa di imitare i certosini pregando di più e meglio. Ma non deve essere l’unica imitazione. Non tutti sanno che i certosini oltre a pregare per gli altri cercano di fare l’elemosina. È tradizione, è fama. Lo fanno vivendo nella povertà, spendendo il meno possibile, digiunando e lavorando. I fedeli, i parrocchiani, che vivono qui vicino e pregheranno qua, possono essere più generosi verso i poveri, anche a costo di un po’ più di austerità e rinuncia certosina nelle loro vite.

Sto parlando di questa Parrocchia, per opportunità e gratitudine. Ma potete essere consapevoli che ciò che fate per la “vostra” Certosa, e giustamente la considererete come vostra, è un servizio per tutta la Chiesa. “Insieme per la Certosa” non è egoismo, ma piuttosto l’amore per Dio, perché vivendo qua, avete ereditato e possedete un tesoro che non è solo vostro. Per mantenere vivo questo monastero, pur mantenendo viva la sua tradizione, ne beneficiano tutti di Lisbona e di tutto il Portogallo. Sfruttano le anime ed allo stesso tempo le menti. Favorisce la santificazione, ma anche tutto ciò che è storia alimenta la cultura degli uomini di oggi. Continuate, quindi, “Insieme per la Certosa”. La Certosa, anche da lontano, sarà con questa amata parrocchia, città, nazione.

 

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