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La certosa di Garegnano e Francesco Petrarca

Petrarca

La certosa milanese di Garegnano fu fondata il 19 settembre 1349 da Giovanni Visconti, Vescovo ed al tempo stesso Signore della città, essa ebbe l’onore, nell’estate del 1357, di ospitare anche Francesco Petrarca. Il fecondo poeta soggiornò a Milano fino al 1361 anno in cui, a causa della grande pestilenza, fuggì dal capoluogo lombardo. Come è noto ai lettori di questo blog, in precedenti articoli vi ho illustrato infatti il particolare legame del Petrarca verso l’Ordine certosino, dettato anche dal fatto che suo fratello Gherardo era entrato, nell’aprile del 1343, nella certosa di Montrieux. Tra gli orti e il paesaggio naturale della campagna milanese il Petrarca si dedicò alle opere “Canzoniere” e a scrivere svariate lettere ai familiari, saggi in lingua latina e tante opere pregiate della letteratura italiana, non meno che alle sue celebri Rime.

Ma per meglio comprendere l’impatto che Petrarca ebbe con la certosa di Garegnano vi propongo un suo scritto, abbastanza eloquente.

Mi son recato in un rifugio amenissimo e saluberrimo. Lo chiamano Garegnano, dista 3000 passi, come affermano, dalla stessa città, luogo elevato nella pianura e cinto da ogni parte da fonti modeste e limpide e tanto soavemente intersecanti e fluenti che a fatica si riesce a capire da dove vengono e dove siano dirette: tale è il modo in cui scorrono insieme e divergono e di nuovo s’incontrano in un solo alveo.

Qui abbondano i piaceri della campagna: frutti degli alberi, fiori dei prati, pesciolini nelle fonti, anatroccoli nei ruscelli, uccellini nei nidi, ricci nei campi e poi leprotti, caprioli e piccoli cinghiali, tutti nei modesti vicini di casa. Qui ha sede una Certosa, nuova e bella: avevo stabilito di inserirmi entro la clausura di questo cenobio, se non avessi temuto di offendere essi in qualche modo con la mia presenza; ma pensando di non poter stare senza cavalli, né servi, secondo il tenore della mia vita, ho avuto paura che l’intemperanza e lo schiamazzare dei servi ostacolassero il religioso silenzio. Così ho preferito una dimora vicino a loro per poter partecipare alle loro devozioni e non recare disturbo”.

Certosa garegnano

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