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Dom Marcellin Theeuwes è volato in cielo

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Dom Marcellin Theeuweesnell’ultima intervista

Carissimi amici una triste notizia ci ha raggiunti lo scorso 2 gennaio, proprio ad inizio anno l’ex priore Generale olandese ha lasciato la vita terrena. A distanza di una settimana voglio offrire alla sua memoria un ricordo che si unisce alle preghiere di noi tutti, estimatori della vita certosina e di quegli uomini che spendono la propria esistenza tra le mura di una certosa.

Ecco per voi una breve biografia di Dom Marcellin

Jacobus Johannes Maria, detto Jac, Theeuwes, nacque a Gilze-Rijen presso Bréda nei Paesi–Bassi, il 12 maggio del 1936 egli è il più giovane di sette fratelli. Ben presto Jac sentì la vocazione monastica entrando fin da giovanissimo dapprima per studiare, nell’abbazia cistercense di Marienkroon. E’ qui che egli successivamente prese l’abito monastico facendo la professione solenne. Ma la Provvidenza aveva in serbo per lui un altro percorso, difatti egli scopre attraverso la lettura di alcuni testi, la profonda spiritualità della vita certosina, e rimanendone attratto, decide di recarsi nella regione dell’Ain, in Francia nella certosa di Selignac facendo il suo ingresso il 7 dicembre del 1961. Entrando nei certosini Jac scelse all’atto della professione, avvenuta l’8 dicembre del 1966 il nome di Marcellin. Dopo esser stato ordinato sacerdote, il 25 giugno dello stesso anno, e fattosi notare per le sue doti, gli fu in seguito conferito l’incarico di Procuratore l’11 giugno del 1973. Nello stesso anno e con il medesimo incarico fu trasferito a Mougères, ma a causa della sopravvenuta soppressione di questa certosa Marcellin Theeuwes, fu costretto a trasferirsi il 17 novembre del 1977 alla certosa di Montrieux, nella regione del Var.

Trascorsi alcuni anni, il 27 aprile del 1983, Dom Marcellin fattosi apprezzare, fu eletto dalla comunità priore. Le sue eccellenti doti lo porteranno a diventare nel 1997, il priore della Grande Chartreuse, e dal 2005 alla morte di Dom André Poisson, egli diviene Reverendo Padre e Ministro Generale dell’ordine certosino, ovvero la massima autorità nella gerarchia certosina. Dom Marcellin Theeuwes è stato dunque il 72° successore di San Bruno, il quarto olandese nella storia dell’Ordine a ricoprire questa importante figura che deve garantire l’unità della famiglia certosina. Per motivi di salute, Dom Marcellin Theeuwes si è dimesso da questo incarico nel settembre 2012, chiedendo misericordia. L’accettazione delle sue dimissioni, gli è stata concessa sia dall’Ordine che dalla Santa Sede. I suoi ultimi anni li ha trascorsi ritornando nella Certosa di Montrieux, dove ha guidato i suoi fratelli come Priore. Si è spento lo scorso 2 gennaio a seguito di una lunga malattia.

Preghiamo, affinchè Dio e San Bruno lo accolgano in Paradiso!

Per una bizzarra coincidenza…lo scorso 6 gennaio la televisione olandese KRO / NCRV aveva nel suo palinsesto la programmazione di un’intervista, l’ultima, di Dom Marcellin Theeuwes rilasciata nello scorso settembre al giornalista Leo Fijen per il programma “Kloosterserie”. Prossimamente ve la proporrò, ma ora…..

Vi allego la vibrante testimonianza di Leo Fijen a seguito della scomparsa del compianto certosino da lui intervistato.

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Leo Fijen e Dom Marcellin Theeuwees

“Ho lavorato per la KRO per più di trent’anni e posso condividere le mie ricchezze nella fede e nella vita con gli spettatori. Tutti quegli anni e incontri mi hanno arricchito come essere umano. Lo scopri solo dopo. Poi vedi dove sei volato dalla curva e come sei diventato più saggio. Su quella strada non puoi fare a meno di guide che ti insegnano a dare un senso alle storie della tua stessa esistenza. La guida che mi ha insegnato la verità più profonda è senza dubbio Dom Marcellin Theeuwes. Per anni fu il priore di La Grande Chartreuse, quell’imponente monastero sulle montagne intorno a Grenoble, a 1000 metri di altitudine. I certosini vivono lì, diciotto ore al giorno in silenzio, quasi tutta la settimana da soli nella propria cella, senza una notte di riposo costante. Perché alle undici e mezza di sera si alzano per cantare e pregare insieme fino alle tre di notte.

Di questi certosini Dom Marcellin Theeuwes era il priore, a Grenoble ma anche di tutte le certose nel mondo. Ha guidato uomini che vivono nella solitudine, nella solitudine e nel silenzio e che cercano così Dio o si aprono a Dio. È una vita monastica che impressiona con rigore e richiede molta resistenza fisica dai monaci. La maggior parte dei novizi che iniziano con essi trovano molto difficile adattarsi. È semplicemente troppo pesante, mai una notte di sonno continuo, sempre in se stessi.

Era un sogno poter mai guardarci dentro. Nel 2004 quel sogno si è avverato, nella mia prima serie monastica. Avrei persino potuto passare una notte lì, senza una macchina fotografica. I suoi bagliori non sono i benvenuti. Non dimenticherò mai quella notte, come non dimentico mai il primo incontro con Dom Marcellin Theeuwes. Questo certosino di Rijen nel Brabante non è severo. È calmo, ha umorismo e può mettere le cose in prospettiva. Apparentemente, molto nella vita diventa relativo quando vivi per Dio, l’unico assoluto nell’esistenza dei certosini.

Con questo atteggiamento rilassato, Dom Marcellin Theeuwes parlò anche di Dio quindici anni fa. ‘Spesso guardo su. Sai cosa vedo? Niente di niente “, ha messo la sua ricerca in prospettiva e poi ha lasciato che guardasse nel suo cuore:” Talvolta ti chiedi se Dio ti ama ancora. Questa è una delle domande con la quale un eremita lotta con il più a lungo “. Poi mi ha mostrato la via, perché mi ha insegnato ad aprire la porta del mio cuore, a guardare le ombre della mia vita ed a sperimentare che Dio ti attende tra quelle delusioni. Questa è la più grande libertà che ci sia. Dom Marcellin Theeuwes ha sempre mantenuto quella saggezza, anche ora che è malato e sta affrontando la sua fine della vita in un monastero certosino, a 60 chilometri da Marsiglia.

Quindici anni dopo ho avuto il piacere e la fortuna di poter tornare ad intervistarlo. L’ho incontrato lo scorso settembre, è gravemente malato e può camminare solo con le stampelle. Ma la sua mente è lucida, la sua voce è potente e i suoi occhi brillano. Ha vissuto per Dio e vuole vedere Dio negli occhi. “Se il meglio della vita si è avverato, il mio sogno di essere un monaco certosino, potrebbe essere finita, questa vita”, ride. E poi lui mi porta nel chiostro verso il cimitero e mi mostra il posto dove sarà sepolto in seguito. Per la prima volta, una troupe televisiva può fare registrazioni in questo monastero dall’XI secolo. Marcellin Theeuwes ci insegna come morire. “Lasciami vivere e muoio di desiderio per Te. Tutto andrà bene”, prega senza sosta, giorno e notte. Con questa sicurezza osa morire e viene sepolto con la sua abitudine, con una croce senza nome. Perché Dio conosce il suo nome. Ed è abbastanza. “

4 Risposte

  1. Ahora estará junto con los justos contemplando la luz del rostro del bendito Padre.

  2. Dio lo ha di certo chiamato per nome, ed ora continuerà a pregare Dio per il mondo intero.

  3. Fin quando esisterà almeno una Certosa in tutto il mondo , con le sue Sentinelle dell’Assoluto in perenne Preghiera,il Padre Celeste continuerà a spargere a piene mani sul mondo tutta la sua incommensurabile Misericordia! Dom Marcellin dal Cielo continuera ‘ la sua missione di Preghiera Universale in mezzo agli Angeli.

  4. Grand merci pour ce si beau témoignage de dom Marcellin.

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