• Translate

  • Follow us

  • Memini, volat irreparabile tempus

    gennaio: 2019
    L M M G V S D
     123456
    78910111213
    14151617181920
    21222324252627
    28293031  
  • Guarda il film online

  • Articoli recenti

  • Pagine

  • Archivi

  • Visita di Benedetto XVI 9 /10 /2011

  • “I solitari di Dio” di Enzo Romeo

  • “Oltre il muro del silenzio”

  • “Mille anni di silenzio”

  • “La casa alla fine del mondo”

  • Live from Grande Chartreuse

  • Inserisci il tuo indirizzo email per seguire questo blog e ricevere notifiche di nuovi messaggi e-mail.

    Unisciti ad altri 618 follower

  • Disclaimer

    Questo blog non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge N°62 del 07/03/2001. Rare immagini sono tratte da internet, ma se il loro uso violasse diritti d'autore, lo si comunichi all'autore del blog che provvederà alla loro pronta rimozione. L'autore dichiara di non essere responsabile dei commenti lasciati nei post. Eventuali commenti dei lettori, lesivi dell'immagine o dell'onorabilità di persone terze, il cui contenuto fosse ritenuto non idoneo alla pubblicazione verranno insindacabilmente rimossi.


“Meditationes”

copertina

286. Quando desideri l’ammirazione degli uomini, tu sei accecato dall’orgoglio. Vedi a quale miseria sei giunto. Considera, dunque la giustizia di Dio. Tu, infatti, ti sei proposto come dio, per essere ammirato, alla parte più eccellente delle creature, ma egli ti ha assoggettato alla parte più intima. Hai desiderato e hai fatto tutto quello che potevi per essere conosciuto, visto, lodato, ammirato, venerato, amato, e temuto da tutti. Ora, tutto questo la parte più eccellente di tutte le creature, le sole anime razionali, non lo deve che a Dio solo. Ciò che è accaduto, dunque, è giusto: tu che ti presentavi come dio alle più nobili tra le creature, hai considerato come dio ciò che in esse è più vile. E tu che hai voluto, con la tua perversa usurpazione, estorcere alle più elevate tra le creature l’omaggio dovuto da te a Dio solo, hai offerto la tua venerazione alle più vili di tutte, alla corruzione della carne e ai cadaveri. Infatti, ciò che hai pensato come dovuto a Dio solo, l’amore e il resto, tu lo hai prodigato alle creature con tutto il cuore. Quando, dunque, usurpi i beni di Dio, cioè la lode e il resto, hai perduto tutto ciò che appartiene all’uomo: lodare Dio ( è per questo, infatti, che sei stato creato) e il resto. E come non c’è nulla al di sopra di ciò che è supremo, nè al di sotto di ciò che è infimo, quando pretendi di elevarti più in alto del Bene supremo, sei respinto al di sotto di ciò che è più vile. Infatti, colui che gioisce di un bene, gli è necessariamente sottomesso per amore. Ora, tu gioisci delle cose più basse. Eccoti, dunque, ricacciato al di sotto degli esseri più vili, là dove non c’è più nulla. “Sarà gettato via come il tralcio” (Gv 15, 6) dice il Signore.

287. Se si desidera un bene che dipende da un altro bene, l’infelicità non è per questo evitata; al contrario,l’inquietudine e il bisogno aumentano e si intensificano. Occorre, dunque che desideri un bene che non dipende da un altro. Ora, tutti i beni sono tali in virtù della Bontà. Tutti hanno, dunque, bisogno della Bontà per essere buoni; la Bontà però, da parte sua, non ha bisogno di alcun altro bene. Essa è buona per se stessa. Amala, dunque, e sarai felice.

288. Tu non sei stato creato per essere visto, conosciuto, amato, ammirato, o lodato, ma per vedere, conoscere, amare, ammirare e lodare il Signore. Questo dunque ti è utile, non altro.

289. Il potere, in questo mondo, non è utile per noi stessi, ma per gli altri, sia per assisterli in ordine ai beni terreni, sia per esortarli a non commettere il male, per timore del castigo. Lo stesso si dica per l’eloquenza.

290. Colui che si rallegra di una forma corporea attribuisce il bene che gli sembra di ricevere non a se stesso, ma a quella stessa forma. Così la loda e la ama nel suo spirito. Non considera se stesso buono, ma pensa che quella forma lo sia, e si ritiene felice grazie a lei. Non dimora in se stesso, ma tende verso di lei, si trasfonde in lei con un’applicazione dello spirito e un assenso della volontà tanto più grandi quanto il suo godimento accresce ala sua ammirazione e il suo amore. Così se qualcuno danneggia quella forma o la rapisce, egli attribuisce a quello l’ingiuria subita, ma non alla forma stessa. Come aderire a lei è stato per lui il paradiso e la felicità, così esserne separato è l’inferno e la miseria. Comportati allo stesso modo nei confronti di Dio.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: