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Un’imperdibile intervista (parte seconda)

Cari amici, come promesso eccovi il testo della seconda parte dell’ intervista audio a Dom Antao, priore della certosa di Evora.

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Dal minuto 16:00…

Aura Miguel: Quando sei arrivato qui?

Dom Antao: Nel 1964, per aprire il noviziato. Il primo novizio di tutti è ora nella certosa dell’Inghilterra.

Aura Miguel: Da allora sei qua?

Dom Antao: Sì, quindi questa facilità per la solitudine e il silenzio viene psicologicamente già preparata dal momento in cui entriamo.

Trascorriamo la settimana da soli, in 6 giorni mangiamo da soli. Solo la domenica e le feste mangiamo insieme nel refettorio. Questo è per noi un momento, una forte esperienza, sia di solitudine che di convivenza. Nell’anno 2001 sono stati celebrati 900 anni della morte di San Bruno e il Papa, oggi San Giovanni Paolo II, è andato a celebrare alla certosa fondata da San Bruno in Calabria, dov’è la reliquia del suo corpo. Ha cantato la Messa e poi ha mangiato con i monaci nel refettorio. Ed il Priore stesso mi ha detto che al refettorio hanno iniziato con una lettura e il Papa si è rivolto a lui (che era francese) dicendo: “Padre, abbiamo bisogno di mangiare in silenzio, per favore siediti” (ride…).

Allora parliamo della parola solitudine. I giornalisti che scrivono libri parlano molto del silenzio. Il silenzio è una conseguenza della solitudine, ma la solitudine ha una carica molto più profonda. Quando siamo da soli, troviamo noi stessi. E quando siamo soli, incontriamo Dio. È un profondo stato psicologico di liberazione dagli altri, da tutto… Quando ci sentiamo soli, ci sentiamo diversi. Ed è così forte che per questo noi oggi completiamo o equilibriamo la nostra vita con queste feste celebrate insieme. Parliamo la domenica pomeriggio, non parliamo al refettorio, ma il pomeriggio parliamo e un altro pomeriggio della settimana usciamo per camminare nei campi. La solitudine è ciò che ci rende diversi.

Aura Miguel: Padre Antao, scusa la mia domanda, non so se vuoi rispondere. Ma questo per chi non sa bene a che cosa serve, non sembra egoista? Sarebbe come…ora sono chiuso, serve solo per me con Dio.

Dom Antao: Anche se solo servisse per me, serve già per qualcosa (ride…). Allora perché non siamo 200 invece di 6? Se essere egoista è così frequente e così facile, qui sarebbe pieno di gente. È egoismo? Quindi vieni e provalo! E poi, anche se fosse solo per me, il frutto vale la pena: la santificazione. Qui facilita la santificazione. Posso essere più santo parlando con Dio 8 ore ogni giorno, che con i bambini della catechesi, perché mi distraggono, mi fanno perdere la pazienza… Pertanto, se fosse egoismo santificarsi e pensare a sé stesso, ne varrebbe la pena. È già buono per qualcosa, se mi serve per essere più santo e passare più tempo con Dio. Se mi unisco a Dio, non sono inutile per gli altri.

Aura Miguel: E cosa pregate?

Dom Antao: La nostra preghiera è principalmente riferita a Dio. Dobbiamo lodare e ringraziare Dio e preghiamo per gli altri. La mia conversazione con Dio non è solo chiedere perdono o chiedere grazie, è ringraziare per i benefici che Dio continuamente ci dà. Lodare, ringraziare e poi anche chiedere. Abbiamo due ideali: l’intercessione e l’esempio, la testimonianza. Quindi la nostra preghiera deve essere principalmente lode e ringraziamento, ed anche richiesta. La richiesta a Dio si basa sulle notizie. Quindi non siamo così isolati o così ignoranti del mondo. Siamo molto preoccupati per la persecuzione alla Chiesa, che è molto più grande in Medio Oriente, i cristiani uccisi in Africa e altrove… Questo è già abbastanza per parlare con Dio. Ma Dio non ha bisogno di nomi e soprannomi. L’intercessione è fondata sulle notizie, ma non abbiamo la televisione o la radio.

Aura Miguel: Ma come ti arrivano queste notizie?

Dom Antao: Le abbiamo scritte, per due motivi: perché possiamo scegliere il tema e il momento. Quindi selezioniamo e passiamo attraverso le celle. Leggiamo dopo pranzo e poi parliamo durante la ricreazione. Si può pregare e parlare. Siamo informati.

Aura Miguel: E adesso quanti ne siete qui?

Dom Antao: Siamo 6. Eravamo 20, ma anni fa. Poi una dozzina quasi sempre. E ora molto meno certosini, un declino delle vocazioni, l’invecchiamento…e questa Certosa rimane come una porta aperta in Portogallo. Ma noi 6 viviamo le stesse ore, le stesse abitudini delle altre case. Cantiamo esattamente a mezzanotte, abbiamo le gite, la ricreazione e al refettorio…in tutto abbiamo la vita normale. Quindi vivendo questa stessa vita, offriamo la nostra vita. La differenza è che non possiamo avere noviziato. Ci sono poi 2 portoghesi nella certosa di Valencia.

Aura Miguel: Se esistesse il noviziato qua, sareste 8, 9?

Dom Antao: Sì e no. Contiamo i professi, i novizi non contano, perché forse possono non perseverare. Quando ne avevamo 12, abbiamo formato sacerdoti.

Aura Miguel: C’è stata gente famosa qui, come il pittore Fra Miguel, il calciatore

Dom Antao: Sì, un altro famoso è il “Quintela”, uno dei proprietari del “Vista Alegre”, è sepolto qui.

Aura Miguel: E il calciatore, l’hai conosciuto?

Dom Antao: Sì, l’ho formato, era il maestro dei novizi. Lui chiedeva il permesso di correre intorno al chiostro a causa dell’immobilità (ride…). L’ho conosciuto, l‘ho formato ed ora è procuratore nella certosa in Calabria.

*Alla fine, la giornalista parla del panorama commerciale del Natale e chiede a Dom Antao consigli sul modo migliore per vivere questo periodo dell’Avvento e del Natale.

Dom Antao: Una sola parola: decristianizzazione della società. La società ora trascorre le feste cristiane senza il cristianesimo. Il mio consiglio sarebbe di vivere come viviamo le feste cristiane, principalmente, non solo, ma principalmente con il contenuto cristiano. Che Gesù nasca, che si parli di Gesù, che si pensi a Gesù! L’unico consiglio è che i cristiani mantengano e preservino il cristianesimo nella società e continuino a vivere il Natale e tutte le altre feste in modo cristiano, perché adesso, sia involontariamente o inconsciamente, stanno scristianizzando le feste.

Aura Miguel: Questo scenario non ti spaventa?

Dom Antao: Sì, molto. Nella mia preghiera, ho momenti di tristezza e poi ho fiducia nelle parole di Gesù nell’ultima cena: ho vinto il mondo. È triste da vedere…non la gente che non va a Messa per essere pigra ad alzarsi dal letto…ma sì la volontà di perseguitare la Chiesa che esiste, la Massoneria e il Satanismo che agiscono. Non sono la pigrizia e l’abbandono dei cristiani deboli. Ci sono anti-cristiani che perseguitano la Chiesa. In Spagna questo è molto attuale. Una volontà di proibire, impedire, rendere difficile l’insegnamento della religione nelle scuole. C’è una persecuzione alla Chiesa, questo è ciò che dà tristezza. La debolezza umana è sempre penosa, ma c’è poco cristianesimo ed i nemici del cristianesimo ci inseguono.

Aura Miguel: Dio continua a chiamare, ma pochi sono illuminati …si dice che l’uno o l’altro appare qui.

Dom Antao: È necessario riconoscere che la situazione attuale è già descritta nel Vangelo. Un piccolo gregge. Erano pochi: “Voi anche volete andare via?” Aveva una dozzina di apostoli e non si sapeva se anche questa dozzina sarebbe andata via. Già nel Vangelo esisteva questa situazione di pochi e perseguitati. E Gesù finisce dicendo nell’ultima cena prima di morire: ho vinto il mondo. Quindi quello che succede ora è essenziale per il cristianesimo. Ma è spiacevole che lo abbiano crocifisso Gesù, anche se lui sapeva che sarebbe stato crocifisso.

Aura Miguel: Grazie Dom Antao, per questa certezza incrollabile che testimonia la vittoria in un contesto così difficile.

Grazie e se puoi, ora mi fido che preghi per tutti noi che abbiamo ascoltato e preghi per la “Radio Renascença”.

Una Risposta

  1. Et merci à vous aussi, Roberto, pour nous avoir donné ce beau témoignage. Que Dieu vous bénisse!

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