• Translate

  • Follow us

  • Memini, volat irreparabile tempus

    febbraio: 2019
    L M M G V S D
     123
    45678910
    11121314151617
    18192021222324
    25262728  
  • Guarda il film online

  • Articoli recenti

  • Pagine

  • Archivi

  • Visita di Benedetto XVI 9 /10 /2011

  • “I solitari di Dio” di Enzo Romeo

  • “Oltre il muro del silenzio”

  • “Mille anni di silenzio”

  • “La casa alla fine del mondo”

  • Live from Grande Chartreuse

  • Inserisci il tuo indirizzo email per seguire questo blog e ricevere notifiche di nuovi messaggi e-mail.

    Unisciti ad altri 618 follower

  • Disclaimer

    Questo blog non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge N°62 del 07/03/2001. Rare immagini sono tratte da internet, ma se il loro uso violasse diritti d'autore, lo si comunichi all'autore del blog che provvederà alla loro pronta rimozione. L'autore dichiara di non essere responsabile dei commenti lasciati nei post. Eventuali commenti dei lettori, lesivi dell'immagine o dell'onorabilità di persone terze, il cui contenuto fosse ritenuto non idoneo alla pubblicazione verranno insindacabilmente rimossi.


Unione Divina (parte prima)

studiando in cella

Cari amici lettori, ecco un brano tratto per voi dal libro ” Intimidade com Deus” dall’originale francese “Parole de Dieu et vie divine”.

Il sermone del priore certosino che oggi vi offro ha il titolo “Unione divina ” l’ho diviso in due parti, data la sua lunghezza,…cominciamo a leggere ed a meditare su questa prima tranche.

È a Dio stesso che l’uomo deve unirsi per compiere il suo destino.Se riusciamo a raggiungere il punto più alto dell’essere e la sua causa principale, perderemo tempo con piccoli desideri? Per raggiungere la nostra patria è necessario perdersi nel bene supremo: dirigiamo ora tutte le nostre azioni a Lui e lasciamo che la nostra anima respiri finalmente il suo elemento naturale. Quando riconosciamo la volontà di Dio in tutte le cose e ci abituiamo alla nostra volontà di acconsentire ad essa, vediamo che il bisogno di cose create diminuisce in noi, finché non siamo finalmente liberati.Una gioia essenziale, che risiede nelle profondità dell’anima, prende tutta l’attrazione per i beni accidentali.
Perché la verità, la luce divina, conferisce ad ogni oggetto il suo vero valore. Avendo trovato il suo centro divino, l’anima smette di oscillare tra desiderio e paura: ora conosce il puro equilibrio dell’amore. Sa che l’unione con Dio è inseparabile dalla calma e dal profondo silenzio della propria volontà; quindi stai attento a evitare sia la sollecitudine che la negligenza.
Non in commotione Dominus (III Re, XIX, 11).

La verità, accettata prima con umiltà e semplicità dalla fede e vissuta nella pazienza quotidiana, è ora evidente: l’anima può assaggiarla senza intermediari, nell’esperienza dell’amore. Gustate et videte quoniam suavis est Dominus.- “Assapora e guarda com’è dolce il Signore” (Salmo XXXIII, 9).

La sottomissione a ciò che Dio ci comanda ci eleva continuamente a Lui: l’umiltà ci esalta e ci permette di guardare liberamente, dal culmine delle prospettive di grazia, il piccolo mondo degli interessi umani. Qui il cuore si apre all’amore di tutti gli uomini e vorrebbe riversare su di essi fiumi di acqua viva da cui è allagato: cattolico nel pieno senso della parola, non ha alcun disprezzo per alcuna anima né accusa alcuna miseria. La preoccupazione di piacere sempre al Padre celeste conferisce un carattere soprannaturale a tutto ciò che l’uomo fa in questo stato di unione, anche nei più piccoli dettagli del suo comportamento. E Dio si sente più glorificato, ed è contento e riconosciuto in lui più che in tutta la sua creazione, le cui meraviglie proclamano, tuttavia, la sua saggezza e il suo potere. Una fiducia illimitata e assoluta, assicura l’anima interiore della sua unione con il Padre: sa che nessun potere del mondo o dell’inferno ha il potere di scuoterlo. Nulla di ciò che è stato creato ha potere su una volontà sinceramente abbandonata, poiché l’amore lo afferra per stabilirlo per sempre in Dio.

L’unione spirituale dà all’uomo la sua più alta dignità: dare un figlio al Padre nella persona del Figlio. Con questa filiazione divina l’anima ottiene la libertà – Ubi Spiritus, libertas ibi (colori II, III, 12); riceve potere che eserciterà sul cuore del Padre e in ogni regno dell’amore; e riceve la bellezza che irradia dalla conformità con Cristo. Si sente amata da Dio come se fosse l’unico oggetto dell’amore divino e ama Dio come l’unico oggetto del suo amore. Niente può trattenere il tuo affetto se non con Dio e in Dio l’unione diventa così pura che l’uomo si sente alienato da se stesso e non pensa più a tornare indietro nel suo volo interiore. “Dammi ali come le ali di una colomba, affinché io possa volare e riposare” (Salmo LIV, 7).

L’anima cessa di appartenere a se stessa se è in realtà un bene di Dio come lo è dell’anima: l’amore, purificandosi, lo porta a Lui in un movimento sempre più pronto e diretto. Amare Dio per se stesso è il frutto ultimo della grazia che eleva l’uomo all’ordine soprannaturale, gli dà le ricchezze dell’essenza e lo rende partecipe della vita di Dio. “Ti ho amato con amore eterno, quindi, compassionevole con te, mi attira a te” (Geremia 31: 3).

I poteri della fede sono ora germogliati e fioriscono nella pienezza della carità. Non c’è nulla che abbia il potere di unire come amore divino, e nessuna profondità è paragonabile a quella a cui attira coloro che si sono uniti per sempre. Tutto l’amore attrae e in un certo senso divora colui che ama, ma il nostro cuore non può assorbire Dio: e così questo amore ci coglie e ci assorbe nell’oggetto amato: “il mio amato è per me e Io per lui “(Can., II, 16).

La carità conduce così alla fusione dei cuori.Dio ci eleva infinitamente al di sopra della nostra natura per rendere possibile questo compimento. Alla fine del nostro lavoro e delle suppliche di un’umile preghiera, l’Amore ci fa attraversare uno spazio in sproporzione con il nostro sforzo e ci porta ad un punto che i nostri desideri non avevano neppure concepito.”Nessuno può venire da me se il Padre mio non lo attira” (Giovanni VI, 44).

Con sublime violenza, Dio si unisce, si assimila e trasforma in se stesso l’anima che vive con il vero amore. “Perché il nostro Dio è un fuoco divorante” (Ebr., XII, 29). E lo spirito guidato da Dio non trova nulla in Dio che lo fermerà: può liberamente sondare le sue profondità. È senza paura che ti arrendi al tuo elemento. “L’amore mi ha gettato nel fuoco”. L’obbedienza ai comandi di tutto il Dio conduce l’anima alla sua dimora eterna: si immerge, in questa vita, e una radice incrollabile può cominciare a crescere in pace in amore. Il progresso nella carità dà allo spirito una conoscenza più intima di Dio, e questa conoscenza, a sua volta, infiamma la volontà in una carità più intensa, da cui emana nuova luce. Il divino è così familiare a quest’anima che la sua realtà getta nell’ombra degli oggetti terreni: vede quest’ultimo con gli occhi del corpo come cose strane, mentre contempla direttamente la verità divina, misteriosamente legata alla sua sostanza da una costante comunione. L’amore di Dio poi domina l’intera vita dell’uomo e fa cessare rapidamente l’irrequietezza della mente e l’agitazione del cuore. Ordinavit in me charitatem. – “Ha ordinato la carità in me” (Can. II, 14).

Segue….

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: