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Quell’ultima intervista

 

la preziosa intervista

Cari amici lettori di Cartusialover, è con grande piacere che vi offro, come vi avevo preannunciato in un precedente articolo, il video dell’ultima intervista rilasciata dal compianto Dom Marcellin Theeuwes rilasciata nello scorso settembre al giornalista Leo Fijen per il programma “Kloosterserie”. Il prezioso documento è andato in onda sulla emittente televisiva olandese KRO / NCRV.

Oltre a due estratti video, davvero emozionanti, nei quali vedremo  la docile espressione di Dom Marcellin ed ascolteremo la sua dolcissima ed affaticata voce, potrete leggere di seguito il testo integrale. Ciò è stato possibile per la gentilissima collaborazione dell’amica brasiliana Adelaine Campana, che vive in Olanda, la quale ha tradotto in portoghese dall’olandese il documentario. In seguito, una altra volenterosa amica di questo blog, lo ha tradotto in italiano. Questa singolare rete di amore verso le testimonianze certosine, e la lodevole intenzione di diffonderle, aiutandomi nel mio intento, fà di voi amici lettori la mia gioia. Grazie di cuore!!!

Ora vi lascio alla visione dei filmati ed alla lettura del testo. Parole emozionanti, che devono esserci di insegnamento per la serenità espressa da questo certosino, alla fine dei suoi giorni, il quale ha dedicato con amore il suo tempo sulla terra alla vita monastica. Immancabile commuoversi.

Resti per sempre  vivo in noi il suo ricordo!

Video 1

Video 2

Leo Fijen ha visitato più di cinquanta monasteri per produrre la serie monastica. Torna ancora una volta nelle abbazie più belle per una serie speciale. Nel nuovo anno, il certosino Marcellin Theeuwes conclude questa serie, il certosino che rimane in silenzio per diciotto ore al giorno, vive da solo e, così, va a morire. Nel sud della Francia, mostra dove sarà sepolto: coinvolto nel suo abito, senza una bara, con una croce senza nome, perché Dio conosce ognuno di noi per il nome.

Leo Fijen: Perché il silenzio è importante per le persone?

Dom Marcellin: Per ascoltare sé stesso, di tanto in tanto chiedersi: dove sono, cosa faccio e dove voglio andare…

Leo Fijen: E come stai?

Dom Marcellin: Proprio come mi vedi… con bastoni da passeggio, ma sono ancora in piedi!

Leo Fijen: Stai ancora sorridendo come 15 anni fa!

Dom Marcellin: Perché non dovrei ridere?

Leo Fijen: Beh, a causa dei bastoni. (Ride)

Dom Marcellin: No… (ride)

Leo Fijen: No? (Ride)

Dom Marcellin: No, no … no, non è così che funziona. (Ride)

Leo Fijen: No?

Dom Marcellin: No, non è così. (Ride)

Leo Fijen: E com’è? (ride)

Dom Marcellin: Questa vita è stata così bella… (ride)

Leo Fijen: La vita è stata così bella?

Dom Marcellin: Sì, questa vita mi ha dato ciò che ho ricevuto (in questo momento si riferisce a tutto ciò che ha ricevuto dalla vita). Questo è fantastico! (ride)

Leo Fijen: E vuoi dire che hai vissuto il tuo sogno?

Dom Marcellin: Sì, ma non ho mai sognato così grande. (Ride)

Leo Fijen: Questo è bello, non hai mai sognato così grande! (ride) È così che ti conosco!

Leo Fijen: Ma hai voluto vivere questa vita?

Dom Marcellin: Sì, sì…dall’inizio.

Leo Fijen: E questo è tutto?

Dom Marcellin: Sì, è così… Negli ultimi anni, penso molte volte e credo sia una delle cose più belle che posso dire: sono riuscito a vivere quello che immaginavo da bambino. E tutto è diventato realtà. Ne sono molto felice.

Leo Fijen: Le campane stanno suonando. Dobbiamo entrare?

Dom Marcellin: Sì.

[Leo Fijen parla durante la registrazione: “Don Marcellin mi dice che è gravemente malato e fa chemioterapia. I dottori pensano che non sia ancora così male. Ma non è così che lui si sente. Ha un cancro al fegato e la chirurgia non è possibile. Tuttavia, insiste nel mostrarci il suo monastero.”]

Leo Fijen: Quanti fratelli e monaci vivono qui?

Dom Marcellin: Al momento siamo 16. Sei di loro sono fratelli.

Leo Fijen: Quindi questo è un monastero relativamente piccolo?

Dom Marcellin: Sì, ma per i concetti di oggi è già molto bello.

Leo Fijen: Il fatto che stiamo camminando qui adesso è speciale, perché normalmente il fotografo o la troupe televisiva non entra qui così facilmente.

Dom Marcellin: No… questo è molto raro.

Leo Fijen: È molto raro?

Dom Marcellin: Sì.

Leo Fijen: E perché lo stai facendo (aprendo un monastero per la troupe)? È stato perché ti ho chiesto?

Dom Marcellin: Certamente… sei una persona fortunata. (Ride)

Leo Fijen: Sono una persona fortunata? (Ride)

Dom Marcellin: Sì! (Ride)

Leo Fijen: Lo apprezzo molto perché so che questo monastero è costruito per il silenzio e la solitudine.

Dom Marcellin: Sì…

Leo Fijen: E con poca accessibilità per gli estranei.

Dom Marcellin: Sì, molto poco…Ad esempio, abbiamo pochissime persone che soggiornano qui per trascorrere del tempo. Di solito non lo facciamo. Tranne alcune persone, di solito giovani, che hanno bisogno di pensare alla vita…possono restare con noi per un po’.

Leo Fijen: E tu dici sempre “vogliamo essere connessi al mondo”.

Dom Marcellin: Questo è molto importante, che siamo anche collegati.

Leo Fijen: Era il tuo sogno da bambino diventare un monaco?

Dom Marcellin: Quando ero piccolo, ho detto per la prima volta che volevo vivere in un monastero. Avevo circa sei anni.

[In questo momento comincia a passare il filmato dell’intervista a Dom Marcellin di 15 anni fa].

Leo Fijen: E perché lo volevi così tanto?

Dom Marcellin: È un posto dove tu puoi immergerti completamente e dove puoi conquistare te stesso e dove c’è molta libertà e molta apertura.

[L’intervista di 15 anni fa si interrompe e la telecamera ritorna su Don Marcellin e lui commenta: firmo sotto, e non cambio nessuna parola].

Leo Fijen: Tu dici: “C’è molta libertà e molta apertura”. Ma le persone che guardano da fuori pensano: un posto con 18 ore di silenzio, è come una cassaforte, chiuso al mondo. Come puoi vivere aperto e libero?

Dom Marcellin: Perché quello che chiami chiusura, come una cassaforte, non è come ci sentiamo.

Leo Fijen: Cosa succede nel monastero? Cosa succede ad avere una tale apertura e libertà?

Dom Marcellin: Penso che sia perché ho trovato dove il mio cuore ha sempre voluto essere.

Leo Fijen: Ora che sei così impegnato con la salute, la chemioterapia, il recupero, sei stanco… a volte senti fisicamente che la fine è più vicina?

Dom Marcellin: Sì…nelle ultime settimane sento che la fine è molto vicina.

Leo Fijen: Come?

Dom Marcellin: (pensieroso…) Non che la mia vita stia sfuggendo, ma sto andando in un altro posto …

Leo Fijen: Hai paura della morte?

Dom Marcellin: No, la morte può venire senza problemi.

Leo Fijen: La morte può venire?

Dom Marcellin: Sì…

Leo Fijen: E aspetti la morte?

Dom Marcellin: Non la morte. Ma quello che spero verrà dopo.

Leo Fijen: E aspetti i momenti finali?

Dom Marcellin: No…

Leo Fijen: Perché no? Lo trovi difficile?

Dom Marcellin: (pensieroso …) Passare attraverso questo è sempre un po ‘difficile. Non puoi giudicare correttamente e certamente tu non sai davvero cosa aspettare. Aspetti che accada in un certo modo, hai una sorta di idea che hai ricevuto durante il tuo sviluppo religioso…Ma tu davvero non sai niente. Non sai davvero com’è e cosa sarà.

Leo Fijen: Lo aspetti?

Dom Marcellin: Finisce per aspettarlo.

Leo Fijen: Eppure fai chemio, eppure vuoi essere guarito.

Dom Marcellin: Questa non è una contraddizione interna.

Leo Fijen: Perché no?

Dom Marcellin: (pensieroso…) perché non puoi facilmente respingere la vita che hai ricevuto.

Leo Fijen: Se muori, come sarà?

Dom Marcellin: siamo messi su una superficie piana, vestiti con il nostro abito e alla fine siamo portati alla tomba.

Leo Fijen: Quindi non sei sepolto in una bara?

Dom Marcellin: No…

Leo Fijen: È questo che pensano i certosini della morte?

Dom Marcellin: Sì, certamente. Penso che all’epoca in cui l’Ordine è stata iniziata, era una forma di sepoltura che divenne molto più comune di quanto pensiamo ora.

Leo Fijen: E quando sarai sepolto nel tuo abito, una croce sarà posta con il tuo nome.

Dom Marcellin: No, non è così… non si tratta di chi c’è… In 30 o 40 anni non rimane altro che il teschio. Nonostante la personalità dell’uomo è accanto a Dio e nei pensieri, nei ricordi delle persone. Questa è la cosa principale. Questo è ciò che rimane, che può rimanere…

Leo Fijen: Pensi anche… “qual’è stato il mio ruolo nell’ordine certosino”?

Dom Marcellin: Sì, ci penso a volte, la cosa migliore è che penso che mi è stato permesso di aiutare altre persone a vivere ed a ottenere quello che volevano.

Leo Fijen: Anche per avvicinare altre persone al loro destino e più vicino a Dio?

Dom Marcellin: Sì, sì…

Leo Fijen: Un certosino non vive con merito?

Dom Marcellin: No, no…

Leo Fijen: Pensi su questo…perché posso immaginare che arriva un momento in cui dici: è già abbastanza, non ho più bisogno di chemioterapia?

Dom Marcellin: Potrebbe anche essere sì… (pensieroso) per ora seguirò l’oncologo, che è l’unica speranza in lui. Quindi lo sto ancora seguendo. Ma se arrivi il giorno in cui non posso fare più …. poi tutto si ferma (pensieroso)…

addiio

Grazie a Leo Fijen, che con questa intervista ha permesso a Dom Marcellin di consegnarci inconsapevolmente un prezioso testamento morale!

2 Risposte

  1. Thank you so very much for this !

  2. Grand merci … un témoignage à conserver avec affection. Prions dom Marcellin pour que nous puissions à notre tour embrasser la mort avec la même paix divine!

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