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Fratello Francisco Martinez

Fratello Francisco Martinez

Professo di Paular

fratello in cucina

Ancora il racconto di una “Vita esemplare”

Francisco Martínez venne alla luce in un villaggio vicino alla certosa di Paular. La famiglia era numerosa ed i parenti vivevano del loro lavoro, facendo enormi sacrifici. Così furono felici di affidare il loro figliolo al Procuratore del monastero. Quest’ultimo, sperando che raggiungesse la maggiore età, lo mandò a prendersi cura del bestiame. Il ragazzino divenne grande e si mescolò con il personale della certosa. E come appariva sempre in tutte le circostanze con un’ammirevole ed allegro umorismo, egli era pio come angelo, ciò gli consentì di essere ordinato, l’anno successivo, in fratello converso.

Adatto per i vari lavori, il buon fratello li ha fatti prontamente, con intelligenza ed economia. Sapeva come trarre vantaggio da tutto, da quelle migliaia, mentendo inconsciamente ai rifiuti e non sempre senza valore. Lo spreco, il ribaltamento, come si suol dire, ha ispirato una repulsione istintiva. Muratore, falegname, pittore, vetraio, idraulico, aveva del vero talento, era diventato maestro di tutti i mestieri. Questi uomini sono un vero tesoro. Non calcolano i servizi che forniscono, né dirigendo i lavoratori, né eseguendo le riparazioni che comporterebbero notevoli spese senza di loro. Il fratello Martinez trascorse sessantaquattro anni in questa vita, e alla fine le sue forze lo tradirono, e per i suoi confratelli fu un amico sicuro, un devoto consigliere. Non si privarono del ricorso alla luce della loro esperienza. Lo spirito di fede, di cui il santo uomo era posseduto, lo teneva in guardia contro un coro che è esposto a persone abituate a scendere nei dettagli e desiderosi di vedere da soli. Spesso il suo spirito annega nel mare delle preoccupazioni quotidiane, e il suo cuore a sua volta impigliato, perde insensibilmente il gusto delle cose di Dio. Diciamo in lode di questo degno Fratello che, nonostante tutto, non si lascia mai dominare dalle cose del tempo. L’atmosfera soprannaturale lo ha sempre tenuto all’altezza della sua vocazione. Quando si stava annunciando l’ora del riposo eterno, egli ha risposto con la sicurezza del servo in attesa dell’arrivo del suo maestro: “Con l’aiuto della tua grazia, Signore, io faccio del mio meglio per talenti modesti che mi hai affidato; non mi rifiuterai, spero, la ricompensa delle mie umili fatiche. “E si addormentò nel sonno dei giusti il 5 giugno 1628, all’età di ottanta anni.

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