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La felicità di essere casto

La felicità di essere casti copertina

Cari amici, da oggi comincerò a proporvi estratti da un libro scritto da ” un certosino” contemporaneo, su un tema alquanto delicato: la castità.

L’autore, ci chiarisce il significato della castità scelta per l’amore di Dio, e su ciò che l’amore casto arreca.

Il libro in questione ha il titolo originale francese “Le bonheur d’etre chaste”, ovvero la felicità di essere casto. Viene affrontato l’amore casto in tutta la sua interezza, in una epoca in cui la società è fortemente imperniata sull’erotismo e sulla sessualità esasperata, nella quale molti si dichiarano fortemente insoddisfatti, desiderando come paradosso la castità.

“La castità è lo splendore dell’uomo interiore .È la forza suprema che chiude il cuore alle cose di questo mondo e lo apre alle cose di cui sopra. “(Ruysbroek).

Vi lascio all’introduzione scritta da un ex certosino, che ci illustra il messaggio dell’autore.

Introduzione

Provate a fare l’esperienza: Domandate una definizione della parola “castità” e vedete cosa vi risponderanno. La risposta più frequente sarà “la castità è l’assenza di relazioni sessuali” e bene no. Non c’entra niente. Poiché le due nozioni non ricoprono per niente la stessa realtà. Qualcuno può ben vivere la continenza senza essere casto, e un altro essere tutto per le relazioni sessuali, – nel corso anche di una relazione sessuale, oserei dire. Ma è difficile spiegare la differenza senza cadere nel moralismo o nella casistica! è difficile dire perché la chiesa consideri la sessualità ordinata solamente nell’amore coniugale tra uomo e donna, di spiegare in cosa consiste la castità coniugale, di far comprendere a dei giovani che è possibile, che è anche desiderabile, che lo vogliono (ma non osano confessare!) Difficile, ma non impossibile.

Senza dubbio ciò che chiamiamo castità è duro da vivere, poiché la lussuria, la fornicazione, la pornografia, la prostituzione, lo stupro, l’adulterio, la masturbazione(eh si, anche quella!) fanno del male agli altri e a se stessi. Senza dubbio è più dura da vivere quando il giogo diviene troppo pesante da portare e si rimette tutto in discussione: “la Chiesa lo domanda; ma Dio? Ma la mia coscienza?” E pertanto, la Chiesa non si nasconde né schiaccia o schiavizza. Se lei propone questa vita, è perché non può fare altrimenti. Rinnegherebbe se stessa e rinnegherebbe il suo Maestro e Signore se diminuirebbe le Sue esigenze come per esempio: “chiunque guarda una donna per bramarla, ha di già commesso un adulterio con lei nel suo cuore”(Mt 5,28). Certamente, vivere queste esigenze richiedere un reale coraggio, alcune volte eroico, la Chiesa può certamente testimoniare , per esempio, d’innumerevoli cristiani, che hanno reso possibile la loro castità, al tal punto di farla diventare una sorta di fonte di una gioia profonda, di una gioia seguita dall’integrazione riuscita della sessualità nella persona, dell’armonia della vita affettiva, dell’unità interiore di tutto l’essere, della fede corporale e spirituale, e della capacità di donarsi completamente.

Certo, l’esercizio della castità varia secondo l’età della vita – c’è la castità de chi sente d’elevarsi al monte della pubertà, di chi si prepara al matrimonio, di chi vive questa unione, di coloro che vivono il celibato imposto per degli avvenimenti della vita, e quelli che Dio chiama al celibato consacrato – ma malgrado la diversità delle situazioni, la castità rimarrà sempre l’affermazione gioiosa di saper vivere il dono di se, libero di tutto l’egoismo. E perché la persona consacrata è come la figura emblematica della virtù della castità, io sono convinto che questo libro potrà servire a tutte le persone desiderose di meglio comprendere e di vivere, qualunque sia la sua situazione.

In questo libro, l’autore non cerca di sancire la ragione per la quale la nostra società è venuta a ridurre la virtù della castità a solo all’astinenza sessuale. E non cerca di giustificare l’esigenze della Chiesa. No. Lui cerca semplicemente ad apprendere ai giovani monaci ad amare, ed ad amare con tutto il loro cuore, con tutte le loro forze, con tutto il loro essere, – anima e corpo – a incarnarlo come ideale. Lo fa essendo estremamente esigente e misericordioso nei loro confronti.

L’autore è un uomo e si rivolge a degli uomini. La castità non è dunque abbordata per gli angoli della psicologia femminile. Spero che i lettori di sesso femminile non ci terranno al punto che questa “debolezza” è ampiamente compensata dalla profondità e dall’universalità del soggetto.

Ho ascoltato l’autore di questo libro per sei anni, cercando io stesso a quell’epoca di praticare la castità nella vita monastica. In fine dei conti, l’ho trovata nella via del matrimonio. Io posso affermare che l’insegnamento che qui è deliberato – e che io avevo dunque ricevuto allora quando io ero nella certosa – non solo non ha perso la sua attualità, ma l’ho trovato attualizzata nel matrimonio.