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  • I Fratelli Certosini

  • Memini, volat irreparabile tempus

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  • I.F.S.B.

“Meditationes”

copertina

366. Esponi ai raggi del sole due oggetti, uno di argilla e l’altro di cera. Il raggio di sole, pur essendo unico, non ha lo stesso effetto sull’uno e sull’altro: agisce diversamente, secondo le proprietà di questi ultimi. Infatti, indurisce il primo e scioglie il secondo, poichè non può fondere l’oggetto di argilla o indurire quello di cera. Allo stesso modo, L’aspetto di un metallo, per esempio dell’oro, osservato da persone diverse, suscita reazioni differenti secondo la disposizione delle loro anime. Una brama di impossessarsene, un’ altra di rubarlo, una terza di donarlo ai poveri. Lo stolto ritiene felice chi lo possiede, il saggio compiange chi ama tale oggetto. L’oro non può suscitare un desiderio cattivo in un’anima buona, nè buone intenzioni in una persona malvagia. La vista di tali oggetti e di altri aspetti dei corpi o di qualche altra cosa, o ancora di altre cause, muove le anime degli uomini secondo la disposizione di queste ultime. Così l’intera responsabilità delle nostre malvagità è imputabile a noi stessi, non alle cose a proposito delle quali pecchiamo. Queste non fanno altro che metterci alla prova: ci mostrano la cattiveria che era presente in noi, non sono quindi loro a renderci cattivi. La fermezza e la costanza dell’amore che lega la sposa allo sposo sono messe alla prova alla vista di altri uomini. Se questa sposa è veramente casta, non si lascia turbare dalla bellezza di nessun altro uomo. A te accade lo stesso: se aderirai a Dio con un amore molto saldo, non sarai sedotto dalla vista delle creature, le quali mettono alla prova la fermezza della tua castità nei confronti di Dio.

367. Ti chiedo se ritieni stolto colui che alla vista di un piccolo oggetto, di un arpa, di un uccellino o di qualsiasi altro oggetto del genere, è mosso da un gran desiderio di possedere una di queste cose. Quanto a te, osserva attentamente in che modo sei attratto da ciò che vedi o immagini.

368. Quando chiedi agli uomini di dire perchè sono infelici, se perchè non desiderano ciò che è loro utile o perchè non hanno ciò che vogliono, essi risponderanno subito che lo sono perchè non possono avere ciò che vogliono. Il che è come dire: ” Abbiamo la ragione,sappiamo bene ciò che ci è utile, e l’amiamo, ma siamo deboli”. Tutto ciò è falso. Chi, tra coloro che vivono nel mondo, ama ciò che lo può rendere migliore’ Gli uomini non desiderano nulla che non sia più vile di loro. Come è possibile, dunque, che ciò che è migliore, più prezioso e più degno, sia reso migliore da ciò che è inferiore, di minor valore o più indegno?

369. Quanti sono coloro che fanno ciò che vogliono! Quanto sono pochi coloro che vogliono ciò che è utile! E tuttavia, chi potrà persuadere di questo i figli di Adamo? Quando ammetteranno di non amare ciò che è utile per loro? Essi sono pronti a giurare di non desiderare per se stessi niente di male, e che sopportano per loro beneficio tutto ciò che devono soffrire in mezzo a tanti travagli. E come quando dici all’idolatra che non adora Dio. Egli si indignerà, giurando che adora Dio, e farà il conto di tutto ciò che fa per il culto, e indicherà con il dito l’oggetto che adora come Dio. Tuttavia, egli non adora Dio, ma ciò che, nella falsità del suo errore, egli ritiene Dio. Allo stesso modo, senza dubbio, gli uomini non amano o non vogliono ciò che è loro utile, ma ciò che, per errore, credono che sia per loro beneficio. In tal modo, tutto ciò che per quell’oggetto fanno o soffrono, ritengono di farlo per la loro utilità.

370. Solo chi ama Dio, desidera e ama ciò che è utile per lui, poichè Dio è il bene unico e totale della natura umana. Sta scritto infatti: ” Chi dimora nell’amore, cioè chi ama Dio, dimora in dio ed egli in lui” (1Gv4,16). Il bene dell’uomo è tale, che nessuno può amarlo, se non colui che lo possiede, e quello stesso bene non può assolutamente essere separato da colui che lo ama.