• Translate

  • I Fratelli Certosini

  • Memini, volat irreparabile tempus

    giugno: 2019
    L M M G V S D
    « Mag   Lug »
     12
    3456789
    10111213141516
    17181920212223
    24252627282930
  • Guarda il film online

  • Articoli recenti

  • Pagine

  • Archivi

  • Visita di Benedetto XVI 9 /10 /2011

  • “I solitari di Dio” di Enzo Romeo

  • “Oltre il muro del silenzio”

  • “Mille anni di silenzio”

  • Live from Grande Chartreuse

  • Inserisci il tuo indirizzo email per seguire questo blog e ricevere notifiche di nuovi messaggi e-mail.

    Segui assieme ad altri 508 follower

  • Disclaimer

    Questo blog non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge N°62 del 07/03/2001. Rare immagini sono tratte da internet, ma se il loro uso violasse diritti d'autore, lo si comunichi all'autore del blog che provvederà alla loro pronta rimozione. L'autore dichiara di non essere responsabile dei commenti lasciati nei post. Eventuali commenti dei lettori, lesivi dell'immagine o dell'onorabilità di persone terze, il cui contenuto fosse ritenuto non idoneo alla pubblicazione verranno insindacabilmente rimossi.


  • I.F.S.B.

La Priora ghigliottinata

Gosnay

La vicenda che voglio raccontarvi in questo articolo odierno, è una triste storia che si riferisce alle violenze ed ai supplizi subite dai religiosi nel periodo della Rivoluzione Francese. Ma, prima di parlarvi della infelice protagonista, ovvero la povera priora della certosa femminile di Gosnay, è d’uopo una premessa.

Per effetto della rivoluzione in atto, avviene la fine della certosa di Gosnay.

La decisione di vendere le abbazie e i conventi durante la rivoluzione viene rallentata o ostacolata dall’esistenza dei loro occupanti. Le leggi del 13 e del 19 marzo 1790 aboliscono i voti monastici e sopprimono gli ordini religiosi. È alla fine di agosto del 1790 che l’inventario inizia nella certosa di Mont Saint Marie a Gosnay. Membri del consiglio esecutivo del distretto di Béthune, come Jean-Baptiste Taffin, procuratore distrettuale generale e futuro proprietario dei locali, eseguono tale procedura.

Questi inventari durano quasi una settimana, c’è davvero molto lavoro ed è necessario identificare i beni materiali della certosa, ma anche i suoi averi e gli occupanti.

L’inventario ci dice che nel crepuscolo della sua esistenza il monastero femminile certosino ha ancora 19 suore, una novizia, 11 suore donate e 3 padri ed un novizio.

In questo periodo la certosa fu saccheggiata, come riportato da padre Deramecourt nel suo libro Il clero della diocesi di Arras, Boulogne e Saint-Omer durante la Rivoluzione (1789-1802)

“Il consiglio di amministrazione ha scritto al dipartimento il 16 maggio alle ore tre del pomeriggio, i cittadini Ruitz, Houchain, Vaudricourt, Fouquières Fouquereuil e Hesdigneul, la numerazione circa 300, fra i quali un certo numero di donne e bambini con in testa due tamburini, sarebbero andati prima alla casa delle già citate certosine de Gosnay, la cui porta stavano per aprire, e che, avendo raggiunto l’interno della casa, erano armati con mazze di ferro che servivano a infrangere diverse porte, sia i chiostri, le stanze e gli appartamenti, le celle delle suore, che saccheggiavano. Rubarono e si appropriarono del cibo e delle bevande e rimuovevano ciò che il comandante del tredicesimo reggimento di Bethune ordinava. Egli mandò 10 uomini, un sergente e un caporale per evacuare il convento, per tenere la guarnigione lì fino a nuovo avviso, e per preservare tutto ciò che dipendeva da questa casa “

Poco dopo questi eventi Pierre Antoine Dufresne, esperto del distretto, stima che il convento certosino possedeva 36.000 libbre. L’argenteria sarà trasferita nella sagrestia della chiesa collegiata di Sainte-Croix a Bethune.

Nel 1792 tutte le suore furono disperse e si recarono nelle loro famiglie o nei villaggi vicini, convinti di poter tornare a Mont Sainte-Marie una volta che questi tragici eventi fossero passati.

monaca certosina

Madre Albertine de Briois: ultima priora in carica dal 1772-1792

Marie Albertine de Briois, fu la ventinovesima e ultima priora. Ella nacque il 20 agosto 1727 ad Arras, suo fratello François Albert Briois fu consigliere del re, avvocato generale e primo presidente del consiglio superiore di Artois. Lui stesso era molto vicino e legato ai certosini.

Nell’obbligo di lasciare la certosa, Marie-Albertine si ritira nella sua città natale ad Arras con il nipote Bon-Albert. Come suo padre, Bon-Albert è il primo presidente del consiglio di Artois e deputato della nobiltà. Trova sua sorella Isabelle badessa delle orsoline di Amiens, e l’altra sorella Francoise Marguerite.

Il primo dicembre del 1793 vengono arrestati tutti come sospettati: “Per violazione del divieto, escludendo gli ex nobili, di 10 leghe dalle fortezze e confini … che sono nati da padre nobile, e che non erano a trenta leghe dalle frontiere come la legge aveva prescritto agli uomini, che, attaccati al governo monarchico, potrebbe prendere le armi per aiutare gli stranieri coalizione, che sembrava voler ristabilire questo governo “. Condannate rapidamente Marie-Albertine e sua sorella Isabelle, vengono ghigliottinate il 27 giugno 1794 nella pubblica piazza ad Arras per “fanatismo e idee controrivoluzionarie”. La brutalità del gesto, prosegue poichè i poveri resti vennero gettati senza umana pietà in una fossa pubblica.

La certosa dopo la confisca, viene venduta il 7 febbraio del 1794 a Jean-Baptiste Taffin, procuratore distrettuale generale.

Dal 1999, il sito ove sorge l’antica certosa di Gosnay è stato oggetto di scavi archeologici. Nel è stato trovata, una scultura di un Cristo del XV ° secolo, esattamente un “Cristo legato” iconografia tipica dell’epoca, raffigurante Cristo con le mani legate. Si stima che fu danneggiato durante la rivoluzione francese, e gettato nelle vecchie latrine tra il 1793 ed il 1794, quando la chiesa fu distrutta. Il disprezzo e la cupa violenza dei rivoluzionari si abbattè su opere e persone, distruggendo ogni espressione di cristianità.

2 Risposte

  1. Una reflexión personal, llena de vida interior y de una soledad voluntaria, que lo hace libre y entregado a Yavè.

  2. MUCHAS GRACIAS POR COMPARTIR ESTOS RASGOS DE NUESTRA HISTORIA. DIOS LO BENDIGA.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: