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  • Memini, volat irreparabile tempus

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“Meditationes”

copertina

421. Come tutto vive per l’affinità e la pace, così tutto perisce per i contrasti e la discordia.

422. Più il tuo vestito è vecchio e stracciato, e meno ti curi di ciò che gli possa accadere. Perchè non ti comporti così anche con il tuo corpo?

423. Che Dio ti sia propizio, e non permetta al piede del tuo spirito di trovare dove riposare! In tal modo, anima mia, sarai costretta a ritornare all’arca, come la colomba di Noè (Gn8, 8-9).

424. Una madre, ferita dal proprio figlio, non esige, per vendetta, che il figlio sia ferito a sua volta. Essa, infatti, riterrebbe la ferita del figlio come inferta a se stessa. Se dunque qualcuno facesse del male al figlio per renderle giustizia. Ella non penserebbe di aver ricevuto soddisfazione, ma di essere stata ferita di nuovo. Così devono comportarsi i cristiani verso tutti gli uomini: devono, cioè, avere pietà di chi desidera ciò che sicuramente causerà loro dolore, cioè i beni e i terreni.

425. Condanna ciò che vuoi nascondere, cioè il tuo peccato, e non avrai più nulla da tenere celato. Puoi distruggere, infatti, il peccato, ma non puoi nasconderlo: “Non c’è nulla di nascosto che non debba essere svelato, e di segreto che non debba essere manifestato” (Mt 10, 26). Perchè, dunque, vuoi nascondere una malattia piuttosto che guarirla? Mostri volentieri agli altri le malattie del tuo corpo, al fine di ottenere la loro compassione. Se essi non vogliono crederti, ti rattristi e la tua sofferenza aumenta, finisci per irritarti con loro. Fà lo stesso per le malattie dell’anima.

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