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  • Memini, volat irreparabile tempus

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“Meditationes”

copertina

456. Perchè vuoi essere amato dagli uomini? ” Certamente perchè mi siano di aiuto per quanto riguarda le mie preoccupazioni,” Tu, dunque, ti senti debole, quasi sul punto di soccombere alla loro violenza. E’ come se dicessi: ” Se è volontà degli uomini, morirò; se vogliono che io viva, vivrò”. Questo è falso. Tu, infatti, morirai in ogni caso, che essi lo vogliano o meno. Che cosa potresti fare per non morire? Desideri che gli uomini abbiano di te una grande e bella opinione, perchè possano amarti o temerti. Il fatto, poi, che ti amino o ti temano, ti interessa solo nella misura in cui essi ti possano essere utili. Al contrario, hai paura e orrore che gli altri abbiano di te una scarsa o cattiva considerazione e, di conseguenza, ti odino o ti disprezzino o, ancora, che ti nuocciano o che non ti siano utili. Ora, tutto questo deriva dall’esperienza della tua debolezza e della tua infermità, contratte non solo con l’esserti allontanato da Dio, ma anche attaccandoti e affidandoti a realtà fragili e instabili. Se, in effetti, non sentissi la loro bassezza o la loro debolezza, non temeresti e non soffriresti a causa loro. Ma temi e soffri per loro, quando periscono o ti vengono tolte: conosci, dunque, e avverti la loro bassezza e la loro fragilità. In tal modo, non puoi assolutamente giustificare l’amore o la confidenza che riponi in loro. E’ davvero sorprendente che si possa essere consapevoli della debolezza di una cosa e, ciononostante, appoggiarsi su di essa, o conoscere la sua bassezza e, non di meno, amarla e ammirarla. Quando, dunque, soffri o temi per essa, riveli in te stesso due sentimenti la cui coesistenza sembra impossibile: conosci e ti accorgi della debolezza e bassezza delle cose e tuttavia ti appoggi su di loro. In effetti, se uno di questi due sentimenti non fosse presente in te, cioè se tu non amassi le cose o se non conoscessi la loro indegnità, non soffriresti in alcun modo per la loro perdita.

457. A forza di regali e di preghiere si persuade il medico perchè si degni di dare i suoi consigli a colui il cui corpo è malato e la cui vita è in pericolo. Tuttavia, non si dà ascolto a Dio quando, senza essere remunerato o implorato, dona spontaneamente i suoi consigli e i suoi insegnamenti a coloro che sono in pericolo di perdere la vita eterna. Che cosa accadrebbe, domando, se egli ci ordinasse qualcosa che sia utile ai suoi interessi e non ai nostri? Se è male per un malato non seguire le prescrizioni di un medico, che è solo un uomo, come potrebbe essere bene il disprezzare i comandamenti di quel medico celeste che è Dio’ E se il ritornare in salute è sicuro per colui che osserva le prescrizioni di un uomo, potrà forse perire colui che segue i comandamenti di Dio?

458. Le prescrizioni di un uomo, il quale, a volte sbagliando, applica un rimedio momentaneo a un corpo necessariamente destinato a perire, si pagano a caro prezzo e si applicano con ogni cura, sopportando anche la sofferenza. I comandamenti di dio, invece, offerti gratuitamente, sono disprezzati, eppure egli, che non sbaglia mai, viene in aiuto a un’anima eterna, per una salvezza senza fine, e tuttavia si giunge a insultare colui che ci offre un tale dono.

459. Il potere secolare emana leggi non con la preoccupazione che siano utili agli uomini, ma con l’intenzione di servire ai propri scopi. Tali leggi sono temute al punto tale che nessuno oserebbe infrangerle, neppure in segreto. Al contrario, le leggi di Dio non sono promulgate per la sua utilità, ma solamente per la nostra salvezza. Esse, però, non sono temute come quelle di un potente di questo mondo, nè amate come quelle di un saggio. Per questo motivo esse sono pubblicamente violate e i trasgressori se ne vantano.

460. Quale ricompensa Dio dà agli angeli per il loro servizio? Forse quella dei giudei, cioè una terra dove scorrono latte e miele (Dt 6, 3) ? Perchè dunque lo servono? Perchè la loro felicità consiste nell’essere uniti a lui. Se, in effetti, un uomo, ancora avvolto in una carne mortale e fragile, ha potuto dire a Dio: ” Chi altri avrò per me in cielo? Fuori di te nulla bramo sulla terra” (Sal 72, 25) e” Il mio bene è stare vicino a Dio” (Sal 72, 28), quanto più angeli possono dire le stesse parole!