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A Farneta una visitatore speciale

 

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Ecco amici il reportage di una visita eccezionale, di un ospite speciale che alla fine dello scorso mese di aprile ha varcato il portone della certosa di Farneta a seguito dell’invito del Padre Priore. L’ospite d’eccezione è il Cardinale Ernest Simoni, il quale è stato accolto dal Priore che l’ha accompagnato nella Sala Capitolare, dove lo attendevano i monaci, dispensati dal silenzio quaresimale, data la visita eccezionale “del testimone della sopravvissuta Chiesa albanese”. Il porporato, che preferisce farsi chiamare Padre e non eminenza, rispondendo alle domande, che i monaci avevano preparato nelle settimane precedenti allo storico incontro, non si è risparmiato dal raccontare la propria vita, la prigionia, i lavori forzati durante il regime comunista di Enver Hoxha in Albania. Egli, con parole chiare ed in sintonia con il Vangelo, ha affermato come il Signore gli sia stato vicino nei suoi tremendi patimenti (ancorato nella virtù cardinale della Fortezza) per non rinnegare il suo credo religioso.

Il cardinal Simoni poi, è rimasto profondamente colpito dalla vita claustrale dei certosini che, sebbene ritirati dal mondo, sono “innalzati alle Beatitudini ed alla Promessa del Premio Eterno”. Il porporato, inoltre, è rimasto attonito di fronte ai racconti dei tragici fatti concernenti la cosiddetta “strage di Farneta“.

Papa Francesco e Padre Simoni

Ma veniamo alla sua testimonianza… ed a seguire una preziosa intervista nella quale ci spiega tutti i patimenti subiti.

Nel 1944 le autorità comuniste tentarono di eliminare il clero e il cristianesimo. Dopo sette anni di arresti, torture e omicidi, radunarono i sacerdoti e si offrirono di lasciarli soli in cambio di prendere le distanze dal Vaticano. I presbiteri respinsero compatti l’offerta. Padre Simoni ha ricordato che prima di essere ordinato sacerdote studiava con i francescani dal 1938 al 1948, ma quando furono fucilati i suoi superiori, dovette proseguire gli studi clandestinamente. Fu ordinato nel 1956. Il 24 dicembre 1963, al termine della messa della vigilia di Natale, quattro ufficiali gli consegnarono il decreto per il suo arresto e la sua esecuzione. Fu ammanettato e arrestato. Durante l’interrogatorio gli fu detto che sarebbe stato impiccato come nemico perché aveva detto alla gente “moriremo tutti per Cristo se necessario”. La tortura lo ha lasciato molto provato . Tuttavia, “il Signore voleva che continuassi a vivere”, ha ricordato il cardinale Simoni. Tra le accuse infamanti formulate a suo carico c’era l’aver celebrato Messa per l’anima del presidente John F. Kennedy.

La Divina Provvidenza ha voluto che la mia condanna a morte non venisse eseguita immediatamente. Nella stanza hanno portato un altro prigioniero, un mio caro amico, con lo scopo di spiarmi, ha iniziato a parlare male contro il partito comunista ”, ha detto il sacerdote a Papa Francesco nel 2014. I comunisti in seguito hanno cambiato la loro condanna a morte in 28 anni di lavoro forzato. “Ho lavorato nei canali fognari e durante il periodo di prigionia ho celebrato la messa, ho confessato e distribuito la comunione in segreto”, ha ricordato. Nel 1973 Padre Simoni fu nuovamente condannato a morte con l’accusa di istigazione alla ribellione, ma i suoi compagni prigionieri testimoniarono a suo favore e la pena non fu rispettata. Ha trascorso diciotto anni in prigione fino a quando non è stato rilasciato nel 1981. Ha svolto clandestinamente il sacerdozio fino alla caduta del regime comunista nel 1990.

Il cardinale Simoni è stato creato cardinale da papa Francesco tre anni fa, il 19 novembre 2016, in riconoscimento della sofferenza subita dai comunisti.  È sopravvissuto, grazie all’aiuto di Gesù e Maria, Papa Francesco lo ha reso Cardinale a riconoscenza per le sue estreme sofferenze per non aver rinnegato la propria fede.

Nel settembre 2014, Papa Francesco visitò l’Albania e ascoltò la testimonianza dell’allora sacerdote Ernest Simoni, dopo di che si avvicinò a lui e pianse.

Ora vi lascio al video, dove ascolteremo il racconto della sua vita dalla sua voce semplice, così fragile, nella sua venerabile età, novanta anni, con la sua porpora rossa. Un tenerissimo martire vivente.