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Le statue della Grande Chartreuse

 

GC Facciata con statue oggi

Nell’articolo di oggi, vi parlerò della storia delle statue presenti nelle nicchie sulla facciata principale della Grande Chartreuse, la casa madre dell’Ordine certosino.

Vi sono immagini risalenti al periodo della Rivoluzione, ed anche successive del XIX° secolo, nelle quali si vedono le nicchie in questione occupate da tre statue. Sulla nicchia superiore, posta al centro sopra il portone d’ingresso è raffigurata la statua della Vergine Maria con il bambino in braccio. Discorso a parte per le due statue poste a destra ed a sinistra del portone. Ricordiamo che la comunità monastica fu espulsa dalla Grande Chartreuse a seguito della Rivoluzione Francese nell’ottobre del 1792, ma si insediò nuovamente nel 1816. Prima perplessità non si conosce se le statue presenti a seguito del nuovo insediamento erano le stesse che vi erano precedentemente (Forse un s. Antelmo ed un s. Bruno?). Conosciamo con precisione cosa avvenne nella notte tra il 28 ed il 29 aprile del 1903, a seguito dall’espulsione subita dai certosini. In quella notte, come riporta in uno scritto l’abate Flechard, le statue che adornavano l’ingresso furono rimosse dal signor Paul de Montal, il quale le trasportò in automobile a Saint Laurent du Pont. Si aggiunge che “… attualmente sono in un luogo sicuro a Lione, e verranno riconsegnate in trionfo, il giorno in cui gli abitanti del deserto potranno ritornare nella propria dimora.” Ebbene, esse non sono mai state restituite ai certosini al loro ritorno, probabilmente chi aveva l’intenzione di renderle fu travolto dagli eventi di quel tempo. Una cosa è certa, a tutt’oggi non si ha notizia nè traccia di quelle due statue. Saranno state vendute? Saranno ancora a Lione? Resta l’enigma.

Da quella notte le due nicchie laterali sono rimaste vuote!

A sinistra prima del 1903 ed a destra prima del 2018

A sinistra nicchie con statue prima del 1903, a destra nicchie vuote prima del 2018

Nel 2014 in occasione delle celebrazioni del quinto centenario canonizzazione di Bruno, l’allora Padre Procuratore Dom Serafico propose di riabilitare la funzione di quelle nicchie lavorando egli stesso, alla realizzazione di due statue.
Così le nicchie tristemente vuote per tanto tempo avrebbero potuto ritrovare il loro compito specifico. Fu deciso che le due statue avrebbero rappresentato San Bruno, a destra ed il suo santo amico a sinistra, una sorta di co-fondatore, ovvero Ugo il vescovo di Grenoble.

La statua di destra raffigura san Bruno, il fondatore dell’Ordine, la sua collocazione non è casuale.
Si trova infatti nella nicchia di destra perché è la prima che si vede arrivando. Inoltre, essa si trova esattamente nell’asse della strada che porta alla foresteria, segno se necessario, di tutta l’umanità e l’incarnazione dei monaci certosini i quali ricevono qui, una volta l’anno, la propria famiglia.

Bruno è rappresentato con il viso teso in su, la testa leggermente girata. Non si tratta di una situazione di sforzo, ma di un orientamento di tutto il suo essere, issato verso il cielo. Ha gli occhi chiusi, per significare la sua interiorità, e un leggero sorriso, che è solo molto raramente riportato nell’iconografia se non mai. Sorriso di unione a Dio nel segreto dell’orazione, un sorriso di beatitudine…
Non si vedono le sue mani che ha unito e che scompaiono nelle maniche: segno della vita contemplativa.
Ai suoi piedi, la mitra rifiutata due volte (Reims e Reggio in Calabria) per rispondere alla sua chiamata.
Si nota anche l’effetto di una leggera brezza, dalla destra verso la sinistra, per significare la presenza dello Spirito Santo, respiro discreto, ma senza il quale nulla sarebbe accaduto..

La scultura fu Iniziata nel novembre 2015 a quattro mani, è stata completata nel febbraio 2016. caratteristica peculiare: sul petto di Bruno, le fiamme del “fuoco ardente d’amore per Dio”, viene chiamata “Bruno con le fiamme”,
La statua di Sant’Ugo, raffigura il Vescovo di Grenoble all’età del suo episodio con San Bruno, in piena gioventù quindi. Sta guardando la terra, segno della sua missione pastorale. Ci sono ovviamente le sette stelle del sogno: salgono in direzione del deserto di Cartusia e occupano il luogo, un posto equivalente al fuoco di Bruno, stigmatizzando così, la complementarità della loro rispettiva rivelazione.

installazione statue
Finalmente quindi, dopo 115 anni di vuoto e di assenza, le nicchie del portale hanno ritrovato la loro funzione nell’estate del 2018!
Misurando ciascuna 136 centimetri, sono stai necessari tre giorni per l’ installazione, svoltasi dal 26 al 28 luglio.
Il primo passo è stato quello di pulire a pennello in acciaio e senza alcun prodotto corrosivo, le nicchie cariche di schiuma e licheni. Poi, una volta che i piedistalli sono stati fissati ed installati, le statue sono state fissate con l’aiuto due giovani scalpellini: Pierre Guesset e Vincent Pierzon che spesso lavorano in Certosa ed in vari monasteri.
Il 31 luglio 2018 si è svolta la benedizione delle due statue da parte del vescovo di Grenoble-Vienne, Monsignor De Kérimel.

La facciata della Grande Chartreuse appare oggi finalmente completata.

 

Benedizione statue.jpg

Una Risposta

  1. What a wonderful story. My heart leapt. When I was there in 2003 I saw the empty niches and wondered about the story. Thank you so much for your wonderful reporting.

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