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L’abbraccio di Évora ai certosini di Santa Maria Scala Coeli

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Cari amici di Cartusialover, nell’articolo odierno vi parlerò della cerimonia celebrativa della chiusura della certosa di Santa Maria Scala Coeli. Lo scorso martedi 8 ottobre, la città di Évora ha voluto salutare la comunità certosina con un ultimo abbraccio. Alle ore 18.30 l’arcivescovo di Évora, D. Francisco Senra Coelho nella chiesa rinascimentale della certosa di Scala Coeli, ha celebrato una messa solenne alla presenza dei monaci e diverse decine di sacerdoti, prelati e diaconi. La peculiarità di questo evento è che la cerimonia era straordinariamente aperta al pubblico, il quale, giunto numeroso ha riempito la chiesa dopo aver visitato tutti gli ambienti monastici certosini. La apertura eccezionale ed unica della certosa ha fatto accorrere molti cittadini, notevolmente rattristati dalla partenza dei certosini. Alla presenza di decine di giornalisti e dei principali canali televisivi, la celebrazione si è svolta in un atmosfera di suggestiva emozione.

Alla cerimonia hanno assistito anche le suore dell’ Istituto Serve del Signore e della Vergine di Matarà, il ramo missionario, in rappresentanza delle monache dello stesso Istituto che arriveranno presto a Évora, in sostituzione della comunità certosina.

Secondo l’arcivescovo Senra Coelho, sarà necessario eseguire lavori nell’edificio religioso, vale a dire “rivedere le celle e prendersi cura di alcuni dettagli”, perché “la certosa è stata concepita per una comunità maschile e, ora, sarà per le donne”. Si prevede inoltre di creare una foresteria per consentire alle persone interessate di poter “trascorrere giorni con loro, pregare, tacere, sperimentare il pellegrinaggio interiore, provare a scoprire la bellezza dell’amore di Dio, e quindi condurre una vita monastica per alcuni giorni”.

Tanti amici e tante testate giornalistiche hanno fatto reportage di immagini e di video, a seguire, ecco per voi una selezione degli scatti più significativi e toccanti.

A seguire i video della Messa solenne, della dichiarazione del Padre Priore Dom Antao Lopes.

Ma apriamo con il sunto di questa giornata celebrativa nella quale la clausura ha aperto per l’ultimo abbraccio.

 

La Messa solenne

 

Dom Antão parla un po’ ai giornalisti sull’inizio della Certosa di Evora, che fu fondata da 7 monaci e che quando la vita riprese nel 1960 furono anche 7 monaci fondatori. Proprio come 900 anni fa, all’inizio dell’Ordine.

E chiarisce che la Chiusura della Certosa di Evora è dovuta alla mancanza di vocazioni e all’invecchiamento della comunità. “Sono stati anni difficili, nel senso che siamo andati via via diminuendo e invecchiando…Ma siamo riusciti a vivere la vita certosina.”

Dice che loro sono pochi, sono molto anziani, ma hanno sempre osservato la Regola, come in tutte le Certose del mondo.

Più di 55 anni dopo l’arrivo a Evora, Dom Antão Lopez parla che ha vissuto lì una “bellissima esperienza”. Sono andati a vivere la vita certosina totalmente chiusi e, nonostante tutto, sono stati conosciuti e stimati, fuori, commenta.

Secondo Dom Antão, “il Portogallo è abbastanza cristiano per stimare questo tipo di vita”.

Quando gli è stato chiesto di essere triste per la partenza da Evora, afferma: “Questo addio per me è stato una sorpresa, in parte, ma è stato un segno che il popolo portoghese è un popolo sensibile ai valori cristiani”, aggiunge.

Dom Antão parla del desiderio di “tornare in cella” per riprendere la vita normale. Dice che nella nuova comunità le loro vite non cambieranno, “le nostre vite sono le stesse ovunque” e ammette che “resta una nostalgia dell’ambiente, delle persone”. Ma dice afferma: “questa tristezza è stata compensata da questo addio, così inaspettato”.

Alla fine della Messa, Dom Antão parla:

Per i cristiani, ogni addio è un ‘ci vediamo presto’. Speriamo che un giorno saremo di nuovo insieme davanti a Dio. Pertanto, ringraziamo per il vostro addio, ma vi diciamo anche che torneremo a incontrarci, qualche giorno, alla presenza di Dio. Arrivederci”.

FOTOGALLERY

(cliccare su ogni foto per ingrandirla)