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Fratello Hipolito Raymond

Fratello Hipolito Raymond

Professo di Val San Pietro

Fratello converso

La santità di un umile converso, quasi ignorato, pesa tanto nell’equilibrio di Dio quanto a volte più della santità di un personaggio distinto e di un marchio saggio. Il fratello Raymond, che morì a metà del diciassettesimo secolo, aveva una sua personalità. Certamente non che voleva essere qualcuno; ma la popolarità è arrivata a lui, come i metalli vanno al magnete. Era, in ogni senso della parola, uno di quei buoni israeliti, in cui, come diceva il Salvatore, né malizia né ombra di travestimento. Fece ingresso, da giovane, a Val Saint Pierre, ha condotto una vita pura ed edificante, non cercando Dio in tutte le cose. Reso professo tendeva alla raddoppiata alla perfezione, sfidando sempre lo straordinario. Un religioso interessato a se stesso diventa ridicolo e diventa insopportabile. Semplicità, ancora e sempre semplicità! Incaricato di prendersi cura dei malati, il buon Fratello si dà senza riposo. Dove c’è un dolore da curare, offre i suoi servizi senza calcolare la stanchezza. Questa dedizione assoluta, realizzata senza ulteriori motivi, diventa il suo carattere distintivo. Quando in seguito gli verrà affidato il compito di mantenere la porta con la distribuzione delle elemosine, si dedicherà con diligenza al servizio dei poveri. Lo sfortunato, il piccolo, il vecchio lo troveranno sempre pronto ad ascoltarli e ad aiutarli. Nel giorno del suo funerale, erano tutti lì con le lacrime, dicendo a modo loro che avevano appena perso un vero amico. Dove il fratello Raymond ha consegnato il tesoro della sua carità, è stato con i suoi aspiranti, i donati e i giovani professi che hanno avuto cura della loro esperienza e del loro zelo. Questi doveri, sebbene differissero essenzialmente da quelli del maestro dei novizi, poiché non implicavano né confessione né direzione, non hanno meno importanza capitale. Questo è così vero che anche qui possiamo dire: “Vale tanto l’educatore, tanto vale il discepolo”. Le nuove reclute mantengono invariabilmente il segno del luogo in cui sono state espresse. Quale eccellente impulso per un maestro Fratello, desideroso della perfezione stessa, se, per parlare un linguaggio molto comune, vede i suoi simili solo attraverso il seno sacro del Salvatore! Tale era l’eccellente converso di cui abbiamo parlato. Lo spirito soprannaturale abbondava in lui; era visibilmente visibile nelle sue parole, nelle sue azioni, anche dall’esterno. “Quando mi preoccupo delle sciocchezze, ha detto, mi ritiro nella parte posteriore del mio cuore, ascoltando abbastanza a lungo perché nessuno si accorga della mia ritirata.” Ha mantenuto lo stesso atteggiamento a Mont-Dieu, dove ha trascorso gli ultimi anni del suo la tua vita. Il coraggioso Raymond si era sempre distinto per la profonda devozione a San Giuseppe: ora non si prevedeva che una cappella, eretta di recente in onore del marito di Maria, fosse aperta al culto, ma una benedizione liturgica. Mentre si avvicinava il 19 marzo (1639), il fratello Ippolito chiede umilmente di porre fine a questa formalità. Infatti, e come si crede, il priore benedirà l’oratorio alla vigilia della festa e lì dirà messa il giorno successivo.

Per una ragione o per l’altra, non considera appropriato ignorare la richiesta del Fratello. Quindi cede le sue ripetute istanze. Tutto va secondo il programma. Il 18, il santuario è benedetto e il 19, al mattino, il priore è pronto per salire all’altare. Già, ad eccezione della casula, copriva i suoi paramenti; nient’altro è atteso dalle coincidenze. È proprio il fratello Raymond che dovrebbe portarli. Ma ha impiegato alcuni minuti per confessare nel capitolo; che lo ha ritardato naturalmente. Volendo recuperare il tempo perduto, impone il ritmo e ansima a metà della collina. Lì si prende una pausa e, appena seduto, fa il suo ultimo respiro tra le braccia di un converso che il Priore inquieto, gli aveva appena inviato per incontrarlo. Invano si cerca di riportare il calore su questo corpo spezzato. È troppo tardi Il celebrante, che era disceso, recitò alcune preghiere e si ricompose immediatamente per offrire i santi misteri ai defunti.

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