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Alle origini della santità di Bruno

busto di san Bruno in processione

A chiusura del mese di ottobre, nel quale la Novena al nostro amato San Bruno è stata predominante, voglio offrirvi un testo molto importante riguardante le origine della sua santità.

La più sorprendente testimonianza di virtù e la santità del venerabile Bruno fu l’immenso numero di pellegrini che si recavano presso il suo sepolcro. Da ogni parte, gli sfortunati, i malati e gli infermi accorrevano in Calabria chiedendo aiuto, salvezza e protezione al santo.

Nonostante i molti miracoli accertati, i certosini, con la loro immensa umiltà, non hanno mai chiesto al Sovrano Pontefice di instradare un processo di canonizzazione.

Hanno preferito concentrarsi sulla ricerca della loro vita così santa e così nascosta, ed accontentarsi di rendere al loro patrono un culto privato.

La Chiesa, che è sempre gloriosa nello splendore dei suoi santi, non poteva lasciare nell’oblio uno dei suoi figli più illustri. In risposta ai sentimenti di profonda umiltà del Beato Bruno, aspettò secoli per proclamare la sua gloria. Stava arrivando il momento in cui avrebbero celebrato, le lodi di questo monaco che si era strappato al mondo. Tutto il mondo cattolico era giustamente stupito, poichè nonostante la fama del miracoli occorsi per intercessione di Padre Bruno, i suoi confratelli che i certosini non chiedevano la canonizzazione del loro fondatore. Soltanto nel 1505, il Capitolo Generale dell’Ordine decise, che si sarebbero dovuti muover i primi passi per giungere ad un meritato traguardo. Ciononostante, bisogna attendere fino al 1514, allorquando il cardinale di Pavia Antonio Maria Ciocchi del Monte, amico dei certosini, di concerto con i Padri Priori di Napoli, Bologna e Mantova ed incaricati dal Capitolo Generale hanno presentato formalmente una richiesta al Sommo Pontefice. Leone X, ha accolto questa istanza con profonda gentilezza, e conoscendo la indiscussa fama di santità di Bruno, sancisce il 19 luglio 1514, il culto di San Bruno, con una sentenza orale (vivae vocis oraculo). Questa affermazione di Leone X è accertata con una lettera di Antonio Maria Ciocchi del Monte cardinale di Pavia, datata, Roma, 19 luglio 1514.
Voglio proporvi la lettura di questo prezioso testo, che ha elevato Bruno tra la schiera dei santi.

A tutti ed a ciascuno di quelli che vedranno e vorranno leggere questo dono, saluto nel Signore. Avendo, secondo il nostro dovere di protezione ed a causa della nostra gentilezza ed amore che noi abbiamo per l’Ordine certosino. Oggi, ai piedi del nostro Santo Padre, Leone X, ed agli eletti della divina provvidenza, i Venerabile religiosi:
Dom Matthieu, Priore della Certosa di Bologna; Dom Louis, Priore di Mantova, Dom Giacomo d’Aragona, Priore di San Martino a Napoli e Dom Hugon, Priore della Certosa di Santa Croce a Roma. Abbiamo esposto noi, e i religiosi sopra citati a Sua Santità molti fatti sulla vita, del Santissimo e beato confessore Bruno, il primo fondatore e insegnante dell’Ordine dei Certosini. Il Beato, nel momento in cui la milizia cristiana si rilassava perdendo il suo ardore, quando la carità e l’amore di Dio si stavano raffreddando in mezzo alle iniquità del secolo, come un valoroso generale, riunisce e forma un nuovo esercito nella Chiesa per resistere al nemico. In questo vigneto che il Signore aveva piantato dalla sua destra e chi allora fu sepolto tra rovi e spine del vizio, ha messo, come un padre intelligente, a così tanti fedeli lavoratori, che lei dona alla Santa Chiesa dei frutti, di giorno in giorno, di più abbondante, ed espira di nuovo la dolce fragranza della santità. Il modello multiplo di scienza e vita si stabilì, di innocenza e purezza raggiunte da questo Beato confessore si è generato e genera di nuovo un gran numero di discepoli, figli di adozione, che sostiene e santifica senza sosta; perché se i suoi meriti sono l’ornamento dell’Ordine certosino, i suoi miracoli sono il rafforzamento. Questo Ordine, avanza costantemente di virtù in virtù, emana allo stesso tempo con le sue altezze sublimi le montagne stesse e che saziano la terra di frutto delle sue opere.

Ecco perché, con le preghiere sopra citate e per conto del Reverendo Padre  Dom Du Puy attualmente Generale dell’Ordine ed altri Venerabili Priori, monaci, Fratelli Conversi e altri membri di detto Ordine, che abbiamo implorato umilmente il nostro signore ed il Papa, per la gloria dell’onnipotente Dio che è questo si rallegra dell’omaggio che viene pagato ai santi, disdegnare la concessione, nella sua magnificenza e nella sua nobiltà apostolica, in onore del Beato confessore Bruno, per via delle sue stesse opere, echi di santità e prodigi della virtù che sono apparse in lui durante la sua vita mortale, virtù che lo fanno brillare nei cieli con uno splendore perpetuo e che sono oggetto di gloria per l’Ordine, abbiamo, ho detto, implorato il nostro Signore Papa, il quale si degnerà di concederlo per il 6 ottobre, il giorno in cui il Beato Bruno, depositando il suo abito mortale di carne volò nel cielo in questa gloria infinita, possiamo festeggiare ogni anno questa è una festa nella sua memoria e poter recitare un ufficio Solenne in cui è elogiato e onorato com’è degno di lui e che siano i certosini autorizzati a ricordare il loro santo fondatore in tutti gli uffici dell’anno. Abbiamo ricevuto questo favore, sebbene il Beato Confessore Bruno non è ancora stato canonizzato, secondo l’uso, dai suoi predecessori. Il Santissimo Papa e Signore, Leone X, dichiara: Avendo da tempo avuto un grande accordo sul discorso sulla gloria e sulla santità del felice confessore di Bruno, lo giudicò giusto; e forma di racconto per ragionare su ciò che era stato adornato con così grandi doni e così magnifiche grazie, e ciò che aveva ricevuto dall’Onnipotente un cuore così docile per adempiere ai suoi precetti e per rispettare la legge di vita e santità, è stato venerato e onorato e questa adorazione degna di lui ora che gode per sempre, quello di gloria divina. Questo il Signore Papa, aderendo alle nostre suppliche questo e quello dei suddetti Priori, nonché il decreto di Dom Francesco, Generale dell’Ordine, e dei Priori, monaci, monache e altri membri del suddetto Ordine, concesso e benedetto e favorevolmente concesso il passaparola che, da allora in poi e per sempre, in tutte le Case dell’Ordine, nelle sue chiese e cappelle, si proceda a celebrare solennemente il 6 ottobre la festa di Bruno. Ha anche deciso che dovremmo onorare e venerare il suo corpo e la sua memoria da degno ti lodo, recitando e cantando in suo onore un ufficio e che renda chiaro tutto il suo ricordo. Erano presenti anche il Reverendo Padre in Dio, Laurent Publius, cardinale sacerdote di Sacra Romana Chiesa e il reverendo padre Amellinus, chierico della camera apostolica. Ecco perché, a testimonianza della verità di quello che è appena stato letto, e quindi senza dubbio può avvenire riguardo a questa concessione, volevamo che questi fossero sottoscritti da noi e dal nostro segretario. Dato a Roma, presso il Palazzo Apostolico, il 9 Luglio 1514, nel secondo anno del Pontificato del nostro Papa e Signore Leone X.

Antonio, Maria Ciocchi del Monte di Santa Prassede, cardinale di Pavia e protettore dei certosini.

Antoine Testa Verulanus, segretario.

Il testo che vi ho proposto, è alquanto lungo, ma decisamente esaustivo per comprendere la formalizzazione della via di santità del nostro amato Bruno.