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Fratello Agostinho Pèrez

Fratello Agostinho Pèrez

Donato alla certosa di El Paular

Fratello donato

Agostinho Perez entra da giovanissimo nella certosa di El Paular. di modeste condizioni, solido cristiano, maestro nel lavoro sul campo, fu accolto senza difficoltà. Non vi furono motivi di pentimento per la sua ammissione. Fin dall’inizio, i superiori hanno capito che la casa avrebbe avuto un servitore fedele e devoto. I nostri fratelli – lo sanno tutti – sono divisi in due categorie. Da un lato, i conversi con i loro voti, dall’altro, i donati , vincolati semplicemente da una promessa morale. I primi, che sono religiosi nel vero senso della parola, dipendono come tali direttamente dalla Santa Sede. I secondi rimangono liberi di lasciare l’ordine, così come l’ordine può tornare indietro e rinunciare al donato. Nonostante tutto, da entrambe le parti, il fallimento deve essere solo per ragioni serie. Il giovane Pérez che soddisfaceva le condizioni richieste dal nostro statuto è stato ammesso alla donazione dopo un anno di noviziato. Dato questo primo passo, ha seguito il ritmo della comunità, il più delle volte associato alla vita dei conversi, condividendo i suoi esercizi principali, con meno obblighi, come quelli dell’ufficio, del digiuno, dell’astinenza settimanale e in particolare di quelli risultanti dai voti. Caro Fratello Agostino – è così che lo chiameremo – si è adattato senza problemi alle esigenze della sua nuova condizione. Resistente alla fatica, non si è mai lamentato. Spesso contraddetto nel mondo, maltrattato anche dai suoi compagni o da insegnanti sgradevoli, si sentiva a casa nella casa del buon Dio. Cresciuto nella dura scuola della povertà, sarebbe arrossito per lamentarsi della dieta; da nessuna parte era stato fornito così abbondantemente. I doveri della loro vita cristiana, infine, dove furono adempiuti meglio e osservati più fedelmente? Non mancava nulla della loro felicità. Si leggeva nella sua faccia sempre sorridente; il solito tono della loro conversazione diceva non meno eloquentemente. I suoi confratelli cercarono gelosamente la sua compagnia; per quelli che lavoravano sotto di lui, era come se fosse più vicino al cielo. Che tesoro per Paular! La donazione quinquennale, che in alcuni casi può essere abbreviata, a volte estesa a discrezione del precedente, quando, ad esempio, il soggetto non offre garanzie per il futuro. Ci si chiede se la donazione alla fine di questo periodo debba avvenire tra i conversi. Nulla lo costringe, per così dire. È una questione da risolvere tra lui e i suoi superiori. Il buon fratello Perez, di cui abbiamo detto ma bene, era senza dubbio una di quelle anime elette che Nostro Signore invita ad elevarsi. Il Padre Priore non si sarebbe aspettato certo che il termine regolamentare della sua donazione gli faccia intravedere le grazie insignificanti intese dalla Provvidenza. Il suo confessore gli avrà parlato allo stesso modo e dissipato i suoi scrupoli. Entrambi si sono scontrati in un rifiuto formale. Hanno cercato invano di superare il loro disgusto esponendo gli immensi vantaggi della professione religiosa. In risposta, l’umile Fratello si accontentò di dire che, non avendo più nulla da desiderare in questo mondo, chiese il favore di morire con l’abito di donato. Insistere non sarebbe servito a nulla. Il Priore, diverso da questo pio desiderio, non lo riteneva contrario alle vie di Dio, al contrario. Una volta risolto questo problema, il fratello Agostino continuò a servire la casa, misurando né la sua forza né i suoi gusti personali. Avevamo in lui uno di quegli uomini retti di cui possiamo fidarci e che ha attraversato le situazioni più delicate, in cui una virtù comune fallirebbe. In quel momento era necessario uno di questi tipi di integrità in una grangia del monastero, nelle vicinanze delle mura di Madrid. Il nostro coraggioso donato fu posto a capo di questa obbedienza che non era senza pericoli. Aperto ai passanti di entrambi i sessi, invaso in alcuni giorni da ondate di persone curiose e indigenti, il povero Fratello era in contatto permanente con il secolare, imbarazzato nel vedere e ascoltare una serie di cose non edificanti, fu costretto ad esercitare una vigilanza permanente per rimanere degno del proprio stato. Diciamo in suo onore, che per trent’anni non ha mai commesso la minima deviazione. E in questo non c’è nulla che dovrebbe sorprenderci. Dopo essersi sistemato in una modesta cella adiacente alla fattoria, fu sempre e sempre uno schiavo al servizio, di ineguagliabile uguaglianza, riservato nel suo portamento e linguaggio, un pò freddo rispetto al secolare, pieno di compassione per i poveri. mantenendosi nel mezzo di continui andirivieni, il giusto equilibrio dove si trova la perfezione. Se gli affari lo chiamavano al villaggio, non gli dedicava strettamente il tempo necessario, ma tornava calmo, raccolto, non avendo perso per un momento il ricordo della presenza di Dio. Diremmo che esce da un Tebe. Ha causato naturalmente ammirazione in città e ha vinto le simpatie della popolazione. La cosa più sorprendente, gli alti dignitari, le prime famiglie della capitale, piene di ammirazione per lui, amavano visitarlo nella fattoria, in modo che la sua vista li consolasse. Il re e la regina, avendo conosciuto le meraviglie del buon fratello, lo fecero andare a corte e rimasero profondamente colpiti da questo incontro. Questi segni di stima lo hanno lasciato in perfetta indifferenza. Abituato a porre Dio sopra ogni cosa, a vedere l’opera della Provvidenza anche nei più piccoli episodi della vita, si fece strada con lo sguardo dell’anima fisso sui beni eterni. Perché preoccuparsi di qualcos’altro quando abbiamo Dio per noi e lavoriamo per Lui? Fratello Agostino, da quando ha sentito indebolirsi le forze, ha chiesto un pò di riposo per prepararsi alla morte. Non potevano rifiutarlo. Di ritorno a Paular, continuò a edificare per la comunità fino al giorno in cui salì in paradiso (28 gennaio 1636).

Una Risposta

  1. Une vocation admirable dans ses exigences de recueillement au contact avec la populace.

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